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Non so più scrivere

Creato il 06 febbraio 2013 da Maria Grazia @MGraziaPiem

Ieri sera mi è venuta voglia di scrivere, avevo bisogno di un contatto con carta e penna perché il pc, insomma, in certi momenti è un compagno freddo. Così ho rispolverato uno dei miei millemila diari e ho cominciato a scrivere.

Panico.

Non so più scrivere. Ho perso confidenza con la gestualità della scrittura a mano. Io volevo abbracciare con le dita una biro nera, ho cominciato a piegare verso il palmo prima il mignolo, poi l’anulare, poi il medio e infine l’indice. Il pollice ha suggellato l’abbraccio, e mentre guardavo la penna racchiusa nella mia mano mi sono chiesta a quando risalisse l’ultima volta in cui ho scritto a mano per un tempo più lungo di quello impiegato per stilare la lista della spesa. Non me lo ricordavo, e allora ho pensato che questa semplice riflessione mi stava intristendo, o quanto meno riempiendo di nostalgia.

Tranquilli, vi evito la menata del “si stava meglio quando il pc non c’era” anche perché non lo penso, ma ho riflettuto sull’evoluzione della scrittura: in origine fu il segno, un tratto scolpito sulle mura di una caverna, poi venne l’incisione su pietra, e poi il papiro, l’inchiostro e il calamaio, la carta e la penna, ora la tastiera e lo schermo e poi per scrivere basterà dettare le parole che appariranno magicamente su un file .doc.

Vogliamo parlare della grafia? Parliamone. Per essere delicata dirò che della calligrafia è rimasta solo la seconda parte, il caro kalós si è volatilizzato e adesso la mia scrittura a mano è fatta di segni sgraziati e storti. Che fine hanno fatto le rotondità e la linearità della mia vecchia grafia? Boh, non lo so.

Ho fatto fatica, ma ieri sera sono riuscita a scrivere sei pagine fitte fitte nonostante l’indice invocasse pietà e liberazione dalla strangolatura tra pollice e medio, e nonostante il polso sinistro (sono mancina) mi facesse male. Che strano, un atto per me così naturale come la scrittura a mano è diventato un esercizio fisico, uno sport a cui a quanto pare dovrò tornare ad allenarmi un’ora al giorno tre giorni a settimana, come l’acquagym o il Qi gong.

Nel frattempo, per non restare indietro nella strada evolutiva della scrittura, scrivo per il web e con la tastiera di un pc. Mi adatto per non estinguermi, come nella migliore manifestazione della legge Darwiniana.


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