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Norvegia bella e non cara

Creato il 13 maggio 2011 da Viaggiintelligentienoncari

Norvegia bella e non cara

Scorcio di un fiordo vicino ad Hellesylt, Norvegia (estate2010).


Come promesso ecco qui la recensione appena finita del nostro SPLENDIDO viaggio in Norvegia!:) Lo staff.(per vedere una galleria di foto che abbiamo scattato durante la vacanza visita la nostra pagina Facebook)
NORVEGIA BELLA E NON CARA: 10 giorni alla scoperta dei famosi fiordi norvegesi, con panorami ed ambienti davvero fantastici!

Martedì  20 luglio    Treviso - Oslo
Inizia oggi il nostro viaggio in Norvegia, finalmente dopo tanti preparativi per organizzare al meglio viaggi in treno, traghetti, alloggi, visite e escursioni. Partenza da Treviso alle 9.45 con Ryanair , arrivo all’aeroporto di Oslo-Rygge alle 12.25 e a Oslo centro alle 14 dopo circa un’ora di viaggio in bus. Oslo è una città molto cara ma siamo riusciti a prenotare (in marzo) il P-Hotel , un buon albergo in pieno centro con una caratteristica particolare: la prima colazione è rappresentata da un sacchetto che viene appeso alla porta della camera, con biscotti, tramezzino, frutta. In camera c’è naturalmente un bollitore per il tè e caffè. Non c’è nulla di particolare da vedere in città se non la Galleria Nazionale (entrata gratuita) in cui alcune delle opere più celebri di Edvard Munch tra cui L’urlo. C’è anche una notevole collezione di arte europea con opere di Gaugin, Picasso, El Greco, Manet, Degas, Renoir, Matisse, Cezanne e Monet.Il tempo è grigio e pioviggina leggermente ma questo non ci impedisce di cenare all’aperto ( sotto le tettoie ci sono tante lampade di riscaldamento)all’Aker Brygge, la zona del vecchio cantiere navale trasformato in zona commerciale con una serie di ristoranti sul lungomare.
Mercoledì 21 luglio     Oslo-Andalsnes (in treno) Andalsnes-Valldal  km 47Dopo la colazione in camera ci avviamo in stazione per prendere il treno delle 8.07 per Andalsnes (i viaggi in treno sono stati prenotati dall’Italia con un buon anticipo che ci ha permesso di usufruire delle tariffe minipris vedi www.nsb.no).  Il tempo è nuvoloso e pioviggina. Il treno è molto bello, pulito e confortevole. A Dombas  cambiamo e prendiamo la Raumbana, trenino panoramico con guida che attraverso gallerie e ponti (anche quello di un film di Harry Potter) ci porta alla nostra meta in perfetto orario. Purtroppo il tempo è pessimo:nuvole basse e pioggia intensa. Per raggiungere il noleggiatore Avis (prenotato dall’Italia www.avisautonoleggio )ci bagniamo parecchio. La macchina è una comoda Opel Zafira (540 euro per 8 giorni) che durante tutto il viaggio apprezzeremo soprattutto per il fatto di essere “alta”: è molto più facile salire e scendere!. Partiamo verso la Trollstigen strada turistica nazionale che con una serie di 11 ornanti sale con pendenze del 12% . Lo spettacolo delle curve è notevole sia dal basso che dall’alto: più volte si passa vicino a cascate grandi  e piccole (quante ne vedremo lungo tutti i dieci giorni!);ci  fermiamo sul passo e sfidiamo la pioggia e il vento per ammirare questa ardita via norvegese. Ripartiamo verso la meta della prima notte: Valldall. L’albergo “Fjellro Turisthotell”  è molto carino come anche la stanza alloggiata in una casetta rossa di legno. Il paesino è piccolissimo e deserto: intuiamo che deve essere molto bello visto che è sotto una montagna e sul fiordo, ma intravediamo il tutto perché siamo in mezzo alle nuvole. Un po’ di preoccupazione ci prende: e se il tempo fosse sempre così? Dopo un giretto ceniamo in albergo: pizza americana (piatto tipico norvegese che consiste in una specie di focaccia con verdure) e salmone. A nanna molto presto. Fuori è chiaro e piove, piove, piove….
Giovedì 22 luglio   Valldal –Alesund km 92Accidenti piove . Ci consoliamo con una notevole colazione e relativo approvvigionamento di salumi per il pranzo. Uno sguardo sconsolato al giardino dell’albergo (ah se fosse stato bel tempo!) e partiamo fiduciosi. Lungo il viaggio qualche spazzo di sole ci risolleva l’umore: vediamo il fiordo! La strada per Alesund attraversa molte gallerie più o meno lunghe: questa sarà una caratteristica di tutti i tratti stradali in Norvegia.  Arrivati ad Alesund ci dirigiamo subito al Parco dell’Oceano Atlantico che presenta il mondo sottomarino dell’oceano con una serie di vasche interne e esterne. C’è molto vento e questo fa sperare in un cambio del tempo. Infatti , dopo un ennesimo acquazzone che per fortuna ci prende in macchina mentre mangiamo i panini del nostro pranzo,   in cielo appare uno splendido sole Abbiamo pagato pegno: da ora in poi avremo sempre bel tempo per tutto il nostro viaggio.  Saliamo subito i 418 scalini che risalgono la collina di Aksla e portano al belvedere di Knive da cui si gode una vista stupenda sulla città. Alesund è una graziosa cittadina sul mare e sorge su una stretta penisola a forma di amo: la splendida vista dall’alto mostra i suoi palazzi in stile art-nouveau, il porticciolo, le tante barche, le isolette circostanti, i promontori  e l’oceano. Nel  1700 dopo un incendio che la distrusse completamente il re Guglielmo la fece ricostruire completamente secondo lo stile art nouveau arricchito di elementi tipici norvegesi che oggi le danno un aspetto unico nel suo genere.Cena il un locale “giovane” segnalato dalla Lonely Planet (fida compagna di viaggio!):  il Lyspunket originale nell’arredo e nelle pietanze.  Zuppa di pesce : molto buona.Dormiamo all’Alesund Vandrerhjem,  ostello in posizione centrale che occupa un bel edificio centenario. Non siamo soliti andare negli ostelli ma qui la scelta è vincente perchè Alesund è molto cara e questo ostello offre  camere doppie o quadruple con bagno, un’ottima colazione a buffet (c’è di tutto) e una posizione comodissima.
Venerdì 23 luglio   Alesund-Geiranger  km 88Partiamo puntuali alle 8: oggi dobbiamo raggiungere Geiranger e dobbiamo prendere due traghetti. Il sole scintillante rende magico il paesaggio: il riflesso delle montagne e delle casette sull’acqua è perfetto!! Le foto si sprecano per cercare di cogliere questo effetto molto particolare . Tutto il viaggio offre sempre panorami naturali splendidi. Arriviamo ad Hellesyt mezz’ora prima della partenza del traghetto delle 11.00 ma non basta: dobbiamo aspettare quello successivo ma non ci dispiace. Mangiamo i panini comodamente seduti sulle panchine in riva al Geirangerfjord , con la vista di una cascata,  sotto un sole caldo e limpido. La meraviglia di questo fiordo e degli altri che visiteremo è l’assoluta tranquillità delle acque, il liscio perfetto, l’effetto specchio.Lungo il viaggio  in traghetto l’altoparlante  segnala una fattoria raggiungibile solo via mare: gli abitanti salutano il nostro passaggio e noi ci chiediamo come sia possibile una vita lì isolati su una casetta arroccata sulla montagna e una barchetta ormeggiata al moletto.Arriviamo a Geiranger: passiamo vicino a due grandi nave di crociera ormeggiate in mezzo alla baia. Il paesetto è minuscolo ma molto frequentato dai turisti. Ho prenotato l’Hotel Union con il Fjordpass: è l’alloggio più caro di questo viaggio ma ne vale veramente la pena! L’albergo è quello che compare in tutti i depliant della Norvegia e capiamo subito perché: vista superba, interni eleganti, piscine (una interna e una esterna riscaldata) fantastiche, giardino curatissimo. Facciamo gli “sboroni”: ci mettiamo gli accappatoi e le ciabattine in dotazione e via….un tuffo in piscina. C’è sole e fa caldo quindi si può stare anche nella piscina esterna: mitico! Dopo tanto relax siamo pronti per scendere in paese per cenare: seguendo la segnalazione della LP ci dirigiamo da Laizas: ci sediamo all’aperto al sole su una terrazza sull’acqua e mangiamo molto bene: zuppa di pesce  ottima! Passeggiatina, un po’ di salotto nella hall dell’albergo e a nanna.
Sabato 24 luglio   Geiranger-Luster   km 178Oggi affrontiamo la tappa più lunga del nostro itinerario: 280 km per raggiungere il Sognefjord, il fiordo più lungo del mondo (203 km) e il più profondo della Norvegia (1308 m). Splende il sole e per fortuna perché abbiamo deciso di percorrere la Sognefjell, una strada turistica nazionale che promette panorami spettacolari.  Da Geiranger la strada comincia subito a salire e ci porta in breve tempo in un paesaggio solitario (non incontriamo macchine per kilometri) con laghetti azzurri, ruscelli impetuosi  e cime innevate intorno. Arriviamo a Lom, famosa località turistica dove ci fermiamo per vedere la stavkyrkje, chiesetta in legno del XII secolo e una delle più belle della Norvegia. Da Lom parte la strada panoramica che corre in quota attraverso il parco  Jotunheimen . Questa strada è definita “la strada sul tetto della Norvegia” raggiungendo i 1434 m di altezza  tra laghetti, fiumi e torrenti, cime e ghiacciai, rifugi con i tetti ricoperti di erba. Dopo una lunga e ripida discesa arriviamo sul Lusterfjord dove alloggeremo per due notti nel favoloso B & B “Nes Gard”. Questo luogo ci rimarrà nel cuore: la calda accoglienza dei proprietari, il silenzio del luogo anche se vicino alla strada (ma le macchine sono rarissime e la sera si sente solo il rumore di una cascata dall’altra parte del fiordo), l’arredo degli ambienti accoglienti e curati nei particolari, il giardino .  La cena è condotta simpaticamente dal padrone di casa che illustra i piatti e gira amichevolmente tra  i tavoli. Tutto ottimo e….romantico (cena a lume di candela). Alla fine della cena sono a disposizione caffè e te da sorseggiare comodamente seduti nei salottini.
Domenica 25 luglio   LusterIeri, consigliati dal nostro ospite e rassicurati dalle previsioni che indicano sole, abbiamo prenotato una escursione al ghiacciaio Jostedalen.  Risaliamo la bella valle Jostedal che si snoda lungo il fiume dalla acque turchesi.  Raggiungiamo l’ufficio turistico e quindi il punto di ritrovo: qui veniamo dotati di scarponi, ramponi, guanti e piccozza. Guardiamo la lingua del ghiacciaio Nigardsbreen che imponente si staglia alla fine del lago glaciale. Riunito il gruppo (siamo circa 20 persone di tutte le nazionalità!) saliamo su un motoscafo che in 10 minuti ci porta alla base del ghiacciaio. Da qui ci attende una camminata di avvicinamento di circa 20 minuti fino al punto dove veniamo imbragati, legati tutti insieme e istruiti sulle norme di sicurezza: assolutamente vietato staccarsi! Partiamo: in testa c’è la guida, una bella tipica ragazza norvegese, bionda e sorridente. I primi metri sono su gradini in ghiaccio e si va lenti perché dobbiamo stare ben attenti a piantare bene i ramponi. Non fa il freddo che mi aspettavo. Si procede ora sulla spianata del ghiacciaio, tra crepacci da saltare (non è sempre facile!), passaggi stetti e caverne azzurre. Emozionante, il timore che mi aveva preso all’inizio (ma chi me l’ha fatto fare?!) è passato e godo dell’avventura certamente unica. Più in alto fa freddo e tira vento ; ci fermiamo ,sempre tutti legati, per fare le foto e un po’ di riposo prima di scendere.La sera a cena (sempre ottima ) ci sentiamo molto soddisfatti: l’esperienza del ghiacciaio è stata davvero unica!!
Lunedì 26 luglio   Luster-Aurland  km 95Alle 7.30 colazione e quindi partenza: dobbiamo prendere alle 9.30 a Kaupanger il traghetto per Gudvangen. Siamo sempre nel Sognefjord ma dal ramo del Lusterfjord passiamo al ramo Aurlanfjorden.Il tempo è nuvoloso ma comunque rimaniamo per tutte le due ore del viaggio sul ponte del traghetto: il fiordo è forse anche più bello del Geiranger: acque azzurre,  si naviga tra scogliere a picco (solo 250 m nel punto più stretto) e cascate,  non se ne vede la fine perché è tutto una curva.Da Gudvangen ci portiamo a Flam per prendere il trenino, la famosa Flambana , ferrovia spettacolare che in 20 km con una pendenza del 55% raggiunge Myrdal  a circa 1000 m. E’ incredibile perche’ sembra di essere a più di 2000 metri non solo per la temperatura ma soprattutto per il paesaggio brullo e solitario.Per questa notte ho prenotato una tipica casetta sul fiordo ad Aurland. “Vangsgaarden” è un complesso che comprede una serie di casette direttamente sul fiordo e quattro edifici del XVIII secolo. Be’, è stata proprio un’ottima scelta: i ragazzi dormono in un soppalco (forse un pò troppo basso) ma il soggiorno è proprio sul fiordo e mangiamo guardando le barche che passano. Il tramonto dopo le 10 di sera inonda di sole le ferme acque del fiordo: è uno spettacolo dei più belli fra quelli che abbiamo ammirato in Norvegia.
Martedi 27 luglio   Aurland-Ediofjord  km 182Oggi abbiamo il trasferimento più lungo, 182 km e un piccolo traghetto per raggiungere il terzo fiordo e ultimo del nostro viaggio: Hardangerfjord. Il sole ci accompagna tutto il giorno insieme ad un cielo azzurro e limpido.  Arriviamo a Eidfjord ,nel ramo omonimo, a ora di pranzo.  Il paesaggio qui è diverso: le acque sono molto chiare, le montagne meno incombenti. Dopo  un veloce pic-nic a bordo dell’acqua, ci dirigiamo verso la fattoria Kjeasen. Questa fattoria (530 m sopra il fondo valle) è sita in uno dei punti più panoramici della Norvegia in uno splendido isolamento. L’accesso ai veicoli è possibile solo dal 1975 quando è stata costruita una strada che irta sale la montagna e di cui più della metà passa per un tunnel a senso unico e non illuminato!!. Per questo la salita è regolamentata secondo determinati orari per salire o scendere: noi non avevamo ben capito il “meccanismo” e quindi siamo saliti un po’ prima del dovuto..bè’ non è stato proprio così piacevole dover stare fermi nel tunnel  affiancati al massimo alle pareti per lasciare passare le macchine!! Lì  in alto vive ancora da 40 anni una signora che accoglie tutti i visitatori con un sorriso e vendendo qualche piccolo souvenir. Le foto si sprecano: è un posto meraviglioso.La giornata è splendida e decidiamo , prima di andare all’alloggio di andare a vedere la cascata Voringfoss poco distante. Ci sia arriva per una salita di 20 km lungo una galleria che si avvita all’interno della montagna e permette di superare il dislivello.Alla sera dormiamo in paese presso un grazioso alberghetto “Eidfjord Gjestegivei”  gestito da una giovane coppia e dove possiamo anche mangiare delle gustose pancake, specialità della casa.
Mercoledì 28 luglio   Ediofjord-Bergen  km 143Partenza per Bergen! Dobbiamo restituire la macchina entro le 14 e quindi calcolando i km da fare e il fatto che dobbiamo anche prendere un traghetto, ci svegliamo più presto del solito. Il tempo è sempre bello, solo ogni tanto passano delle nuvole: ci consideriamo molto fortunati perché Bergen è la città più piovosa della Norvegia (secondo le statistiche piove almeno 275 giorni all’anno). Il viaggio di avvicinamento è come sempre molto piacevole: la strada corre lungo una riva dell’Hardangerfjord per poi inoltrarsi su pianori ricche di ruscelli e laghetti.A Bergen abbiamo prenotato (con larghissimo anticipo) una deliziosa pensione di sole sette camere in una magnifica posizione  con vista su tutta Bergen.  “Skansen Pensjonat” è una casetta con un piccolo giardino affacciato su una piccola piazza. In realtà sembra di essere in una casa privata piuttosto che in una pensione: nella stanzetta per le colazioni è sempre a disposizione un bollitore con acqua calda, tè di tutti i tipi e qualche dolcetto che si può gustare comodamente seduti nel salottino con vista sui tetti.Il pomeriggio ci portiamo subito al Bryggen (inserito dall’UNESCO nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità), antico quartiere di Bergen  lungo al riva orientale del porto.  Bergen nel XII e XIII secolo fu capitale della Norvegia e a partire dal 1360 sede di un ufficio della Lega Anseatica. Per più di 4 secoli la città fu controllata dai mercanti tedeschi  e divenne un centro  importante per il commercio (soprattutto per  l’esportazione del pesce essiccato) fino al 1899 quando la Lega Anseatica di Bergen chiuse definitivamente.I 58 edifici in legno del Bryggen rappresentano ciò che resta dopo che almeno 7 incendi distrussero l’impianto originale che risale al XII secolo. Gli edifici fungevano da locali per uso commerciale ma anche abitazioni e magazzini. Passeggiare tra gli strettissimi vicoli e passaggi tra edifici rappresenta una esperienza unica per l’atmosfera che questi edifici pendenti riescono a trasmettere.Cena al mercato del pesce dove conosciamo un giovane pescivendolo di Venezia, laureato in Scienze Politiche, che parla inglese, tedesco e russo (ci fa lo sconto del 50% su degli splendidi piatti di pesce). Ci racconta che in Norvegia si sta bene: non esiste il lavoro nero, la paga è buona-circa 2.300 euro al mese-, la vita non è particolarmente cara. Adesso capiamo perché in ogni banco di pesce c’è almeno un giovane non locale: vista l’elevata presenza di  navi da crociera, servono ad attirare i numerosi turisti!
Giovedì 29 luglio   BergenVista la bella giornata saliamo subito con la funicolare sale a 320 m sul monte Floyen. Il panorama è notevole: la città, il porto, il mare, le isolette. Mangiamo dei panini e poi decidiamo di scendere a piedi lungo uno dei tanti sentieri che scendono in città. Ci inoltriamo nelle molte vie suggestive, acciottolate e fiancheggiate da bianche casette di legno e ritorniamo nelle strette viuzze del Bryggen per continuare la visita dei tanti negozietti e l’acquisto di qualche regalino. Per  la cena non c’è dubbio: mercato del pesce.. stasera vogliamo gustare la balena affumicata!
Venerdì 30 luglio   Bergen-Oslo-TrevisoOggi è l’ultimo giorno di vacanze in Norvegia! Prepariamo le valigie che lasceremo in pensione fino al pomeriggio quando partiremo da Bergen con il treno delle 16.10 che arriverà a Oslo alle 23.43. Il mattino facciamo una passeggiata nel centro della città ma poi ritorniamo al porto per il pranzo al mercato del pesce. Vista la nottata svegli che ci aspetta andiamo a prendere il caffè in una caffetteria che vanta aver vinto per due anni il concorso nazionale del miglior caffè del paese. Il locale è molto piccolo ma si sta bene al calduccio anche perché oggi piove e fa fresco: non importa ..tanto dobbiamo partire. Lungo tutto il viaggio in treno continuiamo ad ammirare il paesaggio norvegese che lungo le sei ore ci ripropone quasi un riassunto di questi  dieci giorni: laghetti, torrenti, cascate, boschi, prati, montagne, neve, gallerie, casette con il tetto di erba, Attendiamo il bus delle 4 che ci porterà all’aeroporto di Oslo-Rygge per il volo delle 6.40, nella sala di aspetto della grande stazione degli autobus a Oslo. Scopriamo un’altro aspetto di questo paese: qui per tutta la notte partono autobus, per tutte le destinazioni e ragazze giovani ,anche sole, aspettano tranquillamente il loro autobus in questa stazione dove c’è un bar aperto (con giovane signora barista) e due poliziotti controllano girando tra i passeggeri in attesa .

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