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Norvegia: il cortocircuito dell’intelligence

Da Pinobruno

AGGIORNAMENTO 31 AGOSTO 2011. Era tutto lì, su Facebook, Twitter e YouTube. La polizia norvegese doveva soltanto impostare i tag di ricerca con le parole sensibili, per intercettare le intenzioni stragiste di Anders Behring Breivik. I profili del neonazista xenofobo sono stati rimossi dai social network subito dopo la carneficina, ma ormai era troppo tardi. Qualcuno è riuscito a filmare il contenuto delle pagine Facebook e Twitter di ABB, prima della cancellazione. Nel video – che vi propongo nel link qui sotto – scorrono post e commenti del pluriomicida. Il filmato non è nitido, ma il contenuto è comunque leggibile. E’ una prova inconfutabile della leggerezza dell’intelligence norvegese.

Norvegia: il cortocircuito dell’intelligence

cliccare sul link qui sotto per vedere o salvare il filmato (è necessario il player gratuito VLC chesi scarica qui):

Video Anders Behring Breivik su FB & Twitter

Norvegia: il cortocircuito dell’intelligence

E’ dai tempi di Echelon che i servizi di sicurezza e le forze dell’ordine occidentali si affidano a software basati sull’identificazione di parole chiave (e loro varianti): “…data l’enorme mole di dati sorvegliata, impossibile da analizzare da parte di esseri umani, per intercettare i messaggi “sospetti” (inviati via e-mail, telefono, fax ecc.) viene utilizzato un sistema basato sull’identificazione di parole chiave e loro varianti, in grado anche di rintracciare l’impronta vocale di un individuo”.

Un esempio di come funzionava Echelon? Ecco le parole chiave cercate automaticamente dal software molti anni fa: FBI CIA NSA IRS ATF BATF DOD WACO RUBY RIDGE OKC OKLAHOMA CITY MILITIA GUN HANDGUN MILGOV ASSAULT RIFLE TERRORISM BOMB DRUG HORIUCHI KORESH DAVIDIAN KAHL POSSE COMITATUS RANDY WEAVER VICKIE WEAVER SPECIAL FORCES LINDA THOMPSON SPECIAL OPERATIONS GROUP SOG SOF DELTA FORCE CONSTITUTION BILL OF RIGHTS WHITEWATER POM PARK ON METER ARKANSIDE IRAN CONTRAS OLIVER NORTH VINCE FOSTER PROMIS MOSSAD NASA MI5 ONI CID AK47 M16 C4 MALCOLM X REVOLUTION CHEROKEE HILLARY BILL CLINTON GORE GEORGE BUSH WACKENHUT TERRORIST TASK FORCE 160 SPECIAL OPS 12TH GROUP 5TH GROUP SF.

I messaggi sospetti passavano poi alla valutazione degli analisti umani.

Gli sniffer digitali si comportano come segugi, sguinzagliati alla ricerca di tracce. In questo caso le impronte erano le parole farneticanti usate da Anders Behring Breivik nei suoi copiosi interventi sui social network. Insomma, la polizia norvegese non è stata capace di intervenire prima che fosse troppo tardi, pur avendo a disposizione tutti gli strumenti messi in campo dalla tecnologia.

Una lezione per tutti, perché i social network sono frequentati da una stragrande maggioranza di persone  per bene, ma c’è anche qualche Anders Behring Breivik, da intercettare e neutralizzare in tempo.

E’ ovvio che la prevenzione deve essere attuata nel pieno rispetto dei diritti civili e non può in alcun caso diventare pretesto per intercettazioni illegali o per limitare libertà personale e di opinione. Nei paesi democratici, che pure hanno gli strumenti giusti per tutelare i cittadini e impedire abusi, il dibattito su un tema così delicato è sempre aperto.

Grazie all’associazione Cittadini di Internet per la collaborazione.

PS. E infatti in Francia….

La polizia francese sorveglia in modo ”permanente” le cellule dell’estrema destra, monitorando la galassia del web, dove operano ”lupi solitari” come Anders Breivik, l’uomo che si riconosce responsabile del massacro di Oslo e Utoya. Questo ”paesaggio frammentato” e’ oggetto di una ”sorveglianza permanente, incluso al livello europeo”, per cercare di ”individuare questi ‘lupi solitari”’ e bloccare eventuali ”terroristi”, rivela una fonte della polizia francese. Il 14 luglio del 2002, uno di loro, Maxime Brunerie, pubblico’ un messaggio su un forum neonazista prima di sparare contro l’ex-presidente Jacques Chirac, che per un pelo sfuggi’ all’attentato. Anche Breivik, si era iscritto al forum neonazista (Nordisk), ma non e’ mai apparso sui radar delle cyberpattuglie transalpine, aggiunge la fonte, spiegando che ”a volte su internet si possono individuare personalita’ un po’ originali”. Piu’ che un tipico blocco identitario – ”alla ricerca di rispettabilita’ e filo-europeo”, magari impegnato ”in un proselitismo un po’ provocatorio, ma nulla di piu” – i poliziotti del web ricercano ”’nazionalisti autonomi, quelli che professano tesi nazionaliste rivoluzionarie e che mostrano maggiore propensione alla violenza”, spiega ancora la fonte.

Circa il 10% delle 80.000 segnalazioni effettuale nel 2010 presso l”’ufficio Cyber” della polizia giudiziaria francese riguarda contenuti razzisti o xenofobi, ha riferito oggi all’agenzia France presse la commissaria Adeline Champagnat, responsabile del dipartimento, sottolineando che la maggior parte dei commenti xenofobi ”non e’ accompagnato da minacce”.

Anche in Francia, sui siti identitari o nazionalisti, impazzano i commenti positivi su Breivik. Basti pensare, per fare solo un esempio, al candidato del Fronte Nazionale d’estrema destra francese Jacques Coutela, che sul suo blog ha fatto l’apologia del norvegese e che oggi e’ stato sospeso dal partito. In questa galassia frammentata, spiega la specialista, identificare le reali minacce e’ molto difficile, ma l’individualismo e l’assenza di organizzazione di questi militanti dell’estrema destra, che navigano da soli tra siti e forum, e’ un elemento che al tempo stesso gli rende piu’ fragili. La Champagnat fa quindi l’esempio di un internauta che su un Forum ha lasciato intendere la sua volonta’ di uccidere e poi e’ passato ad un sito di annunci on-line per ”cercare una ‘Beretta’ e un fucile (…) Ma al tempo stesso e’ connesso a un sito di incontri on-line dove ha lasciato la foto!”. Mentre i piu’ prudenti passano per le mail private, conclude la specialista.

(fonte: Ansa)

AGGIORNAMENTO 31 AGOSTO 2011. 

…Intanto dal Sunday Telegraph si apprende che l’estremista norvegese compro’ su eBay molti dei materiali letali che gli servirono per le stragi. ”EBay e’ vostro amico”, aveva infatti scritto nel manifesto di 1.500 pagine diffuso poche ore prima degli attentati. Secondo il domenicale, che ha esaminato migliaia di transazioni online per scoprire quelle fatte dall’attentatore nell’arco di sette mesi, Breivik uso’ un fornitore britannico per l’acquisto di componenti chimiche essenziali per costruire una bomba, mentre una ditta di strumenti del Regno Unito gli vendette le attrezzature necessarie per fare pallottole con la punta avvelenata. Un britannico che vive negli Stati Uniti gli vendette poi la tuta ‘haz mat’ usata per mescolare sostanza chimiche e fertilizzanti. Gli acquisti – osserva il Telegraph – sollevano interrogativi sulla capacita’ dell’MI5, che pattuglia Bay e altri siti internet in cerca di individui che acquistano sostanze potenzialmente utilizzabili per terrorismo, di prevenire gli attentati.


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