Magazine Cultura

Not a good sign

Creato il 28 aprile 2014 da Athos Enrile @AthosEnrile1
NOT A GOOD SIGN
E’ da qualche mese uscito l’omonimo album di esordio di NOT A GOOD SIGN. Mi sono avvicinato all’ascolto con un po’ di inconsueta - per me - titubanza, legata ad un giudizio di un autorevole musicofilo che, presente ad un live, mi raccontava di un estremo tecnicismo che poteva essere apprezzato… ma anche no! E parto col dire che al primo giro di giostra ho trovato un album gradevole, il cui ascolto non richiede lo sforzo che spesso deve compiere l’addetto ai lavori quando si impone di arrivare alla fine di qualcosa che risulta da subito ostico; certamente un disco complesso nella struttura, ma decisamente coinvolgente, e alla fine si trova l’immediata spinta verso un ascolto successivo. Non è poco… esistono album a cui non si regala una seconda chance. Veniamo ai dati oggettivi. Il progetto nasce in casa AltrOck, l’etichetta di Marcello Marinone, che assieme a Paolo SkeBotta e Francesco Zago - membri Yugen - inventa una nuova pista di lavoro, un nuovo sentiero su cui sperimentare. Botta e Zago si mettono al lavoro nel 2011 e la band trova la completezza nel 2012, quando si uniscono Alessio Calandriello e Gabriele Guidi Colombi (La Coscienza di Zeno-CdZ), e il drummer Martino Malacrida. E così nasce il team, due diramazioni che si fondono e sintetizzano le esperienze precedenti. Il concetto di gruppo aperto e dinamico - Yugen - trova dei paletti entro cui muoversi, annettendo una filosofia musicale più tradizionale, ben praticata dai membri della  C.d.Z., e in questo mix di know how nasce una forma espressiva internazionale, con una bella sorpresa, quella del cantato inglese di Calandriello, che conoscevo come singer nella sola versione nostrana. Personalmente credo che l’idioma inglese sia il più calzante per qualsiasi produzione all’interno della famiglia del rock. Vediamo nel dettaglio la formazione e gli ospiti che hanno partecipato alle registrazioni:
Line up
Paolo «Ske» Botta, keyboards Alessio Calandriello, vocals   Gabriele Guidi Colombi, bass  Martino Malacrida, drums Francesco Zago, guitars NOT A GOOD SIGN Fotografia di Enrico Rolandi
Guests
Maurizio Fasoli, grandpiano (Yugen) Sharron Fortnam, vocals (North Sea Radio Orchestra, Cardiacs) Bianca Fervidi, cello
Cinquanta minuti di musica suddivisi su nove tracce:
Track list ALMOST I (6.37) ALMOST2 (3.12) NOT A GOOD SIGN (7.54) MAKING STILLS (6.43) WITCHCRAFT BY A PICTURE (7.37) COMING BACK HOME (5.52) FLOW ON (6.07) THE DEFEANING SOUND OF THE MOON (4.33) AFRAID TO ASK (3.08)
Le creazioni strumentali - Almost I, Making Stills e Afraid to Ask - si alternano a quelle cantate, ma ciò che a mio giudizio emerge è un utilizzo della vocalità il cui obiettivo primario non è il passaggio dei messaggi, ma il fornire una forma espressiva supplementare, integrata alla perfezione con le trame musicali. Discorso a parte per Witchcraft by a Picture, che presenta un forte contrasto tra la durezza del rock proposto e una sezione sognante, legata al testo del poeta inglese  John Donne - vissuto a cavallo tra ‘500 e ‘600 - e alla soave voce di Sharron Fortnam. Nell’occasione troviamo un altro Yugen, Maurizio Fasoli al piano, e Bianca Fervidi al violoncello. L’atmosfera generale, un po’ dark, riporta alla genialità dei seventies prog, con una buona commistione tra classico e rock, con una perizia tecnica di livello superiore, e variazioni ritmiche complicate ma avvolgenti. Feeling che spazia da Fripp ad Hammill, ma con l’idea fissa di sperimentare, di trovare alternative, di far evolvere un genere che ha un suo pubblico ben preciso, che attende sempre nuove soluzioni. E questo team sembra costruito apposta: un obiettivo, un deciso lavoro di squadra e una missione da compiere, possibilmente divertendosi. Raccontavo inizialmente come NOT A GOOD SIGN sia un esordio discografico, concetto che racchiude in se un’immagine associabile all’inesperienza e ad un lungo percorso da vivere giorno dopo giorno: che il sentiero sia lungo e da esplorare è auspicabile, ma le idee e i talenti di questi musicisti sono notevoli, decisamente di livello superiore. Una bella scoperta, un album da ascoltare a mente aperta, possibilmente anche dal vivo, e le occasioni di certo non mancheranno.
Domenica 18 Maggio i NAGS suoneranno al FIM (Fiera Internazionale della Musica), Genova, all’interno del Prog Riviera Festival.





Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :