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“Novità” su intercettazioni, acqua calda riscaldata

Creato il 24 febbraio 2016 da Db @dariobonacina

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Ma veramente qualcuno si stupisce che le conversazioni telefoniche di Silvio Berlusconi fossero intercettate nel periodo del suo mandato di presidenza del consiglio? Con tutto il clamore e le informazioni esplose in seguito al Datagate nel 2013 (anno in cui fu reso noto che anche in Italia esistevano centrali di intercettazione)? Con tutte le trascrizioni di conversazioni – sia frivole che istituzionali – pubblicate anche dai rotocalchi?

Ribadisco un concetto che ho già esposto nell’ottobre 2013, quando “improvvisamente” si scoprì che anche l’Italia era coinvolta nel programma di sorveglianza elettronica da parte della NSA:

Il Copasir è il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. La stessa istituzione che, alla notizia che Telecom Italia sarebbe passata in mani spagnole, ha lanciato un allarme di sicurezza nazionale, senza ricordare che da anni le Pubbliche Amministrazioni italiane fruiscono di servizi di telecomunicazioni di compagnie di proprietà non italiane, che quindi per anni hanno veicolato dati personali e sensibili di tutti i cittadini italiani, senza generare alcuna necessità di allarme.

Ora, questa stessa istituzione su cui noi tutti dovremmo poter contare, quattro mesi dopo la diffusione delle notizie sul Datagate, ci svela con solennità che anche l’Italia è stata coinvolta nel programma di sorveglianza elettronica.

Verrebbe da dire che il Copasir sta alla sicurezza nazionale come i curiosi stanno agli incidenti stradali.

A margine di queste considerazioni, una nota ANSA per sorridere un po’:

“L’Italia non ha mai concesso agli Usa di intercettare cittadini italiani”. Così l’ex presidente del Copasir Massimo D’Alema, parlando ad una manifestazione elettorale a Trento. D’Alema sottolinea la necessità di un chiarimento sul ‘Datagate’: “Siamo un Paese sovrano e da noi per esempio non possono essere effettuate intercettazioni dei cittadini italiani senza l’autorizzazione della magistratura”.

Certo, per dare corso ad un’operazione di spionaggio sarebbe lecito attendersi la richiesta di permesso:

Salve, siamo agenti segreti americani. Vorremmo intercettare telefonate e corrispondenza elettronica di cittadini italiani, possiamo?

No.

Ok, scusateci per la richiesta. Non lo faremo. Arrivederci

D’altro canto,  “da noi per esempio non possono essere effettuate intercettazioni dei cittadini italiani senza l’autorizzazione della magistratura”. Esattamente come non è possibile evadere il fisco, rubare o uccidere, perché sono azioni che vanno contro la legge, e nessuno le compie (!)

Chi oggi si stupisce ha la memoria corta, oppure ha interesse a rispolverare l’argomento al momento giusto per propria convenienza.



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