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Nuovo Impero d’Occidente – Mario Farneti

Creato il 29 agosto 2012 da Maxscorda @MaxScorda

29 agosto 2012 Lascia un commento

Nuovo Impero d'Occidente
Per la terza volta e ancora e sempre ripeto la domanda posta su "Occidente" e "Attacco all’Occidente": chi ha fatto si che gli italiani perdessero l’idea di essere e diventare il grande popolo di una grande nazione? Domanda spontanea leggendo i primi due capitoli, legittima e rabbiosa col terzo laddove e uso le parole dell’autore: "2012. Sono trascorsi quarant’anni dalla morte di Mussolini e vent’anni dalla vittoria sugli arabi. Romano Tebaldi è il Duce d’Italia, incontrastato dittatore di una superpotenza mondiale, rispettata e temuta, che primeggia in campo industriale e militare grazie a straordinarie conoscenze scientifiche e tecnologiche."
E’ complicato parlare della trama, legata com’e’ a filo doppio coi primi due capitoli che distanziati rispettivamente da quaranta e venti anni, pongono le fondamenta di una vicenda ancora una volta straordinariamente complessa eppure brillantemente risolta da Farneti.
L’ucronica Italia del 2012 e’ davvero temuta e considerata, una nazione alla quale le altre chinano il capo in segno di rispetto e sara’ in prima linea nella nuova guerra mondiale contro coloro che vogliono politicamente e fisicamente cambiare la faccia della Terra e per fare questo ritroveremo uomini, storie, suggestioni gia’ lette nei due episodi precedenti facendo di "Nuovo Impero d’Occidente" non una conclusione ma una bella riga di somma per cio’ che era rimasto aperto o ancor meglio, una soluzione per tanti capitoli dati per conclusi quando invece erano al di la’ dall’essere spiegati. E’ evidente quindi che siamo di fronte ad una trilogia da prendersi tassativamente come unica corposa saga di ben oltre mille pagine che attraverso quaranta anni, di storia raccontano un mondo molto molto diverso dall’attuale.
Ho amato molto questa terza parte, la piu’ entusiasmante, potente direi, esaltante nella ricostruzione storica e sembra un paradosso per una ucronia ma e’ un’impressione che nasce grazie alla brillante definizione di fatti conseguenti a pochi elementi deviati dal normale percorso storico.
Farneti e’ bravissimo nel creare nuove conseguenze geopolitiche, sociali e tecnologiche e pare qui, piu’ che in passato, molto divertito nell’inventare nuovi ruoli a personaggi esistenti, a ben vedere non troppo diversi dagli attuali. Serve piu’ ironia che fantasia a far salvare la vita al  nipote del Duce a Gino Strada e togliere a Fo il ruolo di guitto assegnandogli un posto tra i grandi commediografi degni di passare alla storia.
Eppure in tanto ipertecnologico ritmo, emergono idee potenti, idee sulle quali riflettere uscendo dall’idea di un messaggio politico schierato laddove, tornando alla domanda iniziale, servirebbe trovare dentro ognuno di noi uno spirito di grandezza piu’ forte degli interessi di coloro che dal dopoguerra ad oggi, hanno spinto affinche’ l’Italia fosse "paese" e non "Patria", uscire dalle contrapposizioni inventate da chi vuole essere piu’ uguale di tutti gli altri, comprendere che lavorare per la propria nazione significa lavorare per se stessi.
Questa e’ la lezione della saga di Farneti, questo il messaggio volendo trovarne uno che non sia gia’ stampato a chiare lettere, questo e’ cio’ che amo di piu’ nell’intera trilogia.
Qui dentro c’e’ un cosmo con la sua etica e la sua epica e con la la forza delle idee, il viaggio puo’ essere entusiasmante. Per me certamente e’ stato cosi’.

Recensione del primo capitolo "Occidente"
Recensione del secondo capitolo "Attacco all’Occidente"
Sito di Mario Farneti
Pagine di "Nuovo Impero d’Occidente"


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