Magazine Lifestyle
Trascorsi quattro mesi da quella fatidica serata che ha trasformato la reputazione di John Galliano da designer di successo a antisemita, visibilmente ubriaco, è oggi il giudizio del tribunale francese. "In segno di rispetto per la corte e per le vittime – aveva detto il difensore di Galliano, che dovrà rispondere alle accuse di aggressione verbale e insulti razziali nei confronti di 3 persone – sarà sicuramente in tribunale a giugno. Sa che quello che ha detto è sbagliato. Ed è pentito per le sue affermazioni. Ma dovremmo ricordarci che non stava bene ed era in una brutta situazione".Galliano, licenziato immediatamente dalla direzione creativa di Christian Dior e allontanato dal brand che porta il suo stesso nome, dal giorno dell'arresto segue una terapia riabilitativa, ma nonostante questo il celebre stilista continua ad affermare: "Nego totalmente le accuse che mi sono state rivolte e ho collaborato con gli inquirenti. L'antisemitismo e il razzismo non possono avere posto nella nostra società. Presento le mie scuse senza riserve se la mia condotta ha potuto offendere".
Qualora fosse dichiarato colpevole, la pena potrebbe arrivare a sei mesi di carcere e a una multa di 22.500 euro.
