Olimpia Milano: Un ritorno di Dan Peterson perfetto, Caserta si deve arrendere

Creato il 06 gennaio 2011 da Mirtus

Milano-Caserta non è mai una gara normale. Al di là della storica rivalità che da più di un ventennio contrappone le due fazioni, al di là dell’importanza che entrambe rivestono nel mondo della pallacanestro (Milano in quanto squadra più scudettata, Caserta perché unica compagine del sud ad aver vinto un campionato), oggi questa gara si veste di un nuovo significato. L’avvenimento, che fa quasi passare in secondo piano il basket giocato, è il ritorno, sulla panchina di Milano, di un “mostro sacro” come coach Dan Peterson (4 scudetti con l’Olimpia Milano). A 24 anni di distanza dalla sua ultima gara da allenatore, coach Peterson ritrova proprio Caserta, la città contro cui aveva concluso la sua carriera. Corsi e ricorsi storici. Con Caserta ha dato l’addio al parquet; con Caserta è ritornato ad allenare la “sua” Milano.
Gli starting: per Milano Jaaber, Hawkins, Maciulis, Mancinelli e Rocca; Caserta schiera Di Bella, Bowers, Ere, Jones e Williams.
I primi punti sono di marca biancorossa con Mancinelli, cui immediatamente replica Jones da 3 (2-3). Di Bella sigla la parità (5-5). Caserta è molto lucida in attacco, ma qualche palla persa di troppo manda Milano a +4 (9-5); rimedia Di Bella, che assiste Big E per il -2 casertano (9-7 al 5’). È il centrone nostrano che poi rimette la gara in parità (11-11 al 7’). Coach Peterson fa ruotare i suoi uomini: dentro Pecherov, Finley e Mordente. Sacripanti concede qualche minuto di riposo a Williams. Milano surclassa Caserta alla voce rimbalzi, e gli extrapossessi meneghini conducono l’Armani a +8, dopo la tripla di Pecherov (25-17). Dopo i primi 10’ il punteggio dice 27-21.
Al rientro un’aggressiva Pepsi si riporta a -1 (27-26), ma l’Armani si scatena e con Maciulis e Pecherov ricaccia Caserta a -6 (32-26 al 12’). Sacripanti manda in campo Koszarek e Colussi. La circolazione di palla dei bianconeri diventa più fluida e produce la tripla del -1 di Colussi (34-33). Il fosforo e la mano calda del play polacco conducono Caserta a sole 2 lunghezze di distanza (42-40 al 16’). Il minibreak dei padroni di casa rimanda Milano a +6 (48-42), prima del canestro di Bowers che chiude il primo tempo sul 48-44.
Caserta riparte con lo stesso quintetto di inizio gara; Milano con Jaaber, Hawkins, Maciulis, Mancinelli e Pecherov. La Juve è meno efficace in difesa e Milano ne approfitta per l’allungo (58-49 al 22’). I fortunosi canestri dalla lunga distanza dell’Armani (l’ultima di Pecherov autore di 16 punti) incrementano il vantaggio meneghino (63-51). Caserta affonda a -14 (67-43). Il 3° fallo di Big E in un momento molto delicato della partita costringe coach Sacripanti a ritoccare il quintetto: fuori Jones per Garri. Ma Milano continua a non sbagliare niente ed arriva persino a +18 (76-58 al 28’). Il quarto si conclude 76-62.
I bianconeri rientrano con un diverso piglio: la tripla di Colussi su assist di capitan Di Bella riporta Caserta a -9 (78-69 al 32’). L’atteggiamento dei bianconeri si ribalta nel corso del periodo, trasformandosi in una malinconica resa. Le percentuali al tiro di Milano danno il colpo di grazia ad una Caserta non al top della forma e poco “cattiva”. Finisce 98-84. “Mamma butta la pasta!” come direbbe il Peterson commentatore.

Fonte: tuttiinpiazza.it


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