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Origano:toccasana per l’anima e il corpo

Da Fluente

Oggi a “GiardinoWeb”si parlerà di “Origano”.Buongiorno amici da Andrea e come sempre ben ritrovati,una giornata che inizia,almeno quì dalle mie parti,all’insegna del brutto tempo e pensare che siamo al secondo giorno d’estate,ma noi non perdiamo la speranza perchè il sole e il caldo arriverà quanto prima.Come dicevo parleremo di “origano” piantina aromatica che nasce sui monti del Mediterraneo, ed è famoso come ingrediente di pizza e insalate.  L’essenza dei suoi fiori e delle sue foglie è anche un toccasana per l’anima e il corpo.L’origano è una pianta aromatica antichissima. I greci lo conoscevano già duemila anni fa e ritenevano che a crearlo fosse stata la dea dell’amore Afrodite. Secondo il mito, la dea avrebbe donato alla pianta, toccandola, il profumo soave e allo stesso tempo piccante che conosciamo.L’origano cresce spontaneo sui monti del Mediterraneo e i suoi fiori rosa brillante colorano d’estate i pendii sassosi e soleggiati. Non a caso la parola greca “origanon” significa “gioia della montagna”, derivando dalla fusione di “oros” (montagna) e “ganos” (splendore).Il suo impiego principale è in cucina: lo usiamo per aromatizzare insalate capresi, salse di pomodoro, pizza epasta d’acciughe (è per questa ragione conosciuto anche come “erba acciuga”).Sin dall’antichità era però apprezzato anche per le sue qualità salutari. Infatti, stimolando la secrezione dei succhi gastrici e aiutando il funzionamento del fegato, l’origano rende più digeribili i cibi. Per merito di tale virtù terapeutica l’origano era presente in ogni giardino di piante aromatiche. Era usato anche per la cura di mal di testa e torcicollo, e perciò tenuto in grande considerazione come rimedio per i “mali dell’anima” (pare che lo si regalasse a uomini e donne afflitti da dispiaceri e pene d’amore). Un sacchetto pieno d’origano appeso al collo, o più sacchetti nascosti negli angoli della casa servivano, anche, a tenere lontano il malocchio. Tutte queste doti unite alla credenza che le cicogne si curassero con questa pianta dopo aver mangiato cibi velenosi, hanno dato origine ad un famoso emblema medico medievale: la cicogna col rametto di origano nel becco.Lorigano (Origanum Vulgare) è una pianta tipica delle zone aride e calcaree del Mediterraneo. La pianta è alta da venti a ottanta centimetri, il suo fusto è bruno-rossastro e parzialmente legnoso; le foglie sono grigio-verde, ovali e appuntite, mentre i piccoli fiori hanno forma di imbuto (rosa, violetto) e sbocciano a gruppi sulle estremità dei rametti nel periodo che va da maggio ad agosto. In Italia, l’origano più aromatico è quello che cresce spontaneo al sud.

Come coltivarlo

L’origano è una pianta che si riproduce abbastanza facilmente ed ha radici a “rizoma”, cioè fusti che si sviluppano nel terreno in maniera orizzontale. Rustico e perenne, l’origano teme comunque le temperature rigide: nel nostro giardino dovremo ritagliargli un angolo riparato,in pieno sole, che garantisca il clima temperato-caldo di cui esso ha bisogno. Piantiamo l’origano in primavera, acquistando le piantine dai vivaisti o procurandocele allo stato spontaneo. Abbiamo una doppia possibilità: piantarlo in un terreno fertile e ben drenato, oppure in uno maggiormente pietroso. Nel secondo caso l’origano crescerà meno rigoglioso, ma il suo aroma sarà più intenso. Non ha bisogno di cure particolari, bastano qualche moderata annaffiatura, e una periodica lavorazione del terreno in superficie, per dar respiro alle radici ed eliminare le erbacce. Non serve concimare.

Raccogliamo le foglie

Possiamo raccoglierle tutto l’anno, avendo cura di prendere dalla pianta solo quelle che ci servono momento, o tagliando gli steli durante la fioritura. Attenzione a non tagliarli troppo rasoterra se vogliamo che la pianta dia nuovi germogli.Con un pò di cura nel drenaggio possiamo benissimo coltivare le piantine di origano in vasi e cassette posti sui balconi: potremo tenerle all’aperto durante i mesi estivi, per poi ritirarle in casa nei mesi più freddi e servirci delle loro preziose foglioline.

Come “moltiplicarlo”

Per accontentare gli amici, possiamo ricavare più esemplari da un’unica pianta di origano. Esistono diversi metodi per la “moltiplicazione”. La semina, ad esempio. I semi sono talmente piccoli e impalpabili che in un grammo se ne contano addirittura dodicimila: quindi, ricordiamoci di mescolarli sempre a sabbia per distribuirli meglio. Se seminiamo in inverno, dobbiamo farlo in semenzaio sotto vetro, per poi sistemare le piantine in giardino a primavera inoltrata, avendo cura di lasciare una distanza di almeno venticinque centimetri fra una piantina e l’altra.In estate, potremo riprodurre l’origano per talea. Basterà tagliare una porzione di circa dieci centimetri da un rametto e piantarla in un misto di torba e sabbia. Sempre in estate, possiamo usare un altro sistema: la divisione dei cespi. Per far ciò dovremo dividere le radici delle piantine nate all’esterno della pianta madre. Quelle che decidiamo di utilizzare dovranno avere almeno un germoglio evidente;scartiamo quindi la pianta interna più legnosa.Poi interriamole,dopo aver spuntato le radici e potato abbastanza drasticamente i rametti.Annaffiamo con moderazione.Vi confesso che mia moglie è una “affezionata”dell’origano ,nelle sue pietanze difficilmente manca il suo incofondibile aroma.Con questo vi lascio ,vi invito a mandarmi i vostri consigli e pareri, un buon giardinaggio a tutti :

Origano:toccasana per l’anima e il corpo


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