Magazine Diario personale

Oscarazzi

Creato il 11 marzo 2014 da Valeskywalker @valeskywalker

Una delle piu' complesse faccende esistenziali nella mia vita e' accettare che a certe persone che non se lo meritano succedano cose brutte, mentre ad altre che invece non se lo meriterebbero, va sempre tutto bene.
Il rospo mi e' reso ancora  piu' indigesto credendo nell'esistenza di Dio, comunque esso sia chiamato dalle varie religioni.
Perche' mio padre lavora onestamente da decine e decine di anni e centinaia di migliaia di kilometri e non puo' mai star tranquillo tra riforme e riformine che alzano le tasse e abbassano le pensioni, e poi gente come Putin invece divide ed impera con le mani sporche del sangue altrui mentre si fa un panino al caviale?
Perche' questa morsa della crisi, delle tasse a spirale, della corruzione, dei privilegi, della mafia, stritola un Paese che perfino cosi' rimane ancora bello? In queste due settimane dai miei ho osservato il cielo azzurro illuminare la bellezza di palazzi e cascine, di vigneti e campi del riso. Illuminare la desolazione delle serrande chiuse. Abbattersi su visi tristi, contriti, invidiosi, arrabbiati, maleducati, rassegnati, disperati e su margherite dritte come fusi verso il sole. Che una donna bellissima anche quando sta morendo rimane una donna bellissima, ma davvero non si puo' far nulla per curarla? Guardo i visi colmi d'amore dei miei genitori e mi domando perche' questo amore non puo' riposarsi un attimo, non essere sempre insidiato dalle preoccupazioni.
Due settimane dopo torno nella mia amatissima Varsavia con la solita e ormai granitica certezza: l' Italia e' oggettivamente il paese piu' bello del mondo. La bellezza naturale, la bellezza creata dall'uomo in ogni forma di espressione: nel cucinare, nel lavorare, nel parlare, nello scrivere, persino nello zappare: avete visto come sono belli i nostri campi e distese di uliveti e di vigne dal finestrino dell'aereo?
Dovuque andiamo ce la portiamo dentro la bellezza del nostro paese e chiunque ci incontra identifica il nostro essere italiani con l'espressione del Bello in noi che offriamo.
Mio suocero ai tempi del comunismo ottenne un visto da studente per andare a fare una vacanzina in Scandinavia. Lui e i suoi amici erano davvero squattrinati, ma l'occasione di vedere qualcosa e qualcuno fuori dalla  Repubblica Popolare Polacca era troppo speciale per porsi il problema. Il ricordo che lo emoziona di piu', quando mi racconta di quel viaggio, e' l'incontro con tre ragazzotti italiani che negli anni 70 giravano la Scandinavia con una fiat station wagon attrezzatissima e cucinavano gli spaghetti col sugo fatto dalla nonna di uno di quelli sul fornello da campo. Lui quegli spaghetti  se li ricorda a distanza di quarantanni come i piu' buoni che abbia mai mangiato: erano buoni ma soprattutto erano belli, conditi  da quell'offerta amichevole tra sconosciuti giovani e squattrinati, che con quelle due parole di inglese in comune potevano ridere e capirsi davvero .
Loro potevano solo offrire salsicce comuniste che per quanto donate col cuore, non erano cosi' buone, perche' i nostri pomodori non sono solo buoni, sono belli, cresciuti in campi e serre belle, sotto il sole vero, e preparati in salsa da una nonna che da giovane poteva essere bella come Sophia Loren o almeno avere avuto sicuramente un vestito bello come quelli di Sophia Loren.
E questa bellezza in cui siamo nati, che ci e' entrata dentro in ogni sguardo di ogni passeggiata o di ogni corsa veloce sul tram, a scuola, al lavoro, giu' in tabaccheria, in ogni pranzo preparato, in ogni oggetto frutto del lavoro di qualcuno, ce la portiamo dentro sempre e la distribuiamo in giro senza nemmeno accorgercene ed e' il  motivo per cui nonostante tutto, cosi' tanti stranieri, pur magari non capendola, amano l'Italia. Non devi per forza capire per sapere se quello che i tuoi occhi vedono ti piace o meno.
Ho gioito per la vittoria di Sorrentino come Miglior Film Straniero.
Solo ieri ho avuto tempo di vedere il suo ringraziamento, ancora piu' corto ed emozionato di quello ai Golden Globe. Certo, non sa bene l'inglese e con l'emozione addosso non ha detto molto, ma alla fine davvero cosa conta in quel momento? Fare un bel discorsone o mostrare la propria gratitudine per avere ricevuto un premio e condividere la gioia coi propri cari? Per me la seconda, e questo lo hanno capito tutti, che era grato e felice. Io parlo inglese fluentemente, ma se domani vincessi l'Oscar e mi ritrovassi li', davanti a un bilione di spettatori, se non facessi in tempo a spegnere il tasto inglese del mio cervello prima di profferire una serie di  Holy Fuck, andrei serenamente per un italianissimo Vi voglio tanto bene a tutti.
E quando torno in Italia mi arrabbio con chi non fa del suo meglio nel suo piccolo per curarla questa bellissima donna malata, e contemporaneamente mi arrabbio profondamente perche' chi fa del suo meglio pare non abbia per nulla fortuna in questi anni.
Credo fermamente nell'idea che ognuno sia artefice di molta della propria fortuna, nulla piove dall'alto, ma non posso che constatare sempre piu' spesso come la fortuna sia cieca mentre la sfiga ci veda benissimo.
Qualche mese fa, la fantastica dottoressa che segue le ecografie di controllo di mia madre mi ha trovato un nodulino, che io a mano non sentivo nemmeno il giorno prima di liberarmene: era chiaro che fosse benigno, ma considerati tutti i precedenti di patologie del seno nella mia famiglia materna, eravamo d'accordo medici ed io che fosse meglio levarlo.
Grazie agli accordi tra i sistemi sanitari dell'Unione Europea ho potuto usufruire di questa struttura italiana dove non solo il personale e' bravissimo nel fare il suo mestiere, ma alle sette del mattino quando arrivi per il pre ricovero o il day hospital trovi solo persone sorridenti, gentili, professionali e anche in grado di fare una battuta per alleggerire, per farti sdrammatizzare. Persone che ti aiutano a vivere un'esperienza ospedaliera come un fatto che non deve spaventare ne' prima ne' dopo, perche' la tecnologia e' al nostro servizio e se non se ne ha paura, possiamo curarci in tempo, possiamo curarci bene, nella stragrane maggioranza dei casi.
Stavo li' foderata d'azzurro sul tavolo operatorio, circondata da una chirurga, un'anestesista e altri infermieri che non hanno mai smesso di sorridere e che mentre svolgevano ottimamente il loro lavoro, canticchiavano con me la canzone che usciva dalla radio, rendendo l'atmosfera piu' distesa E  ho pensato per la prima volta che forse esiste una quantita' di fortuna fissa che circola nel mondo e se ne ricevi una fettina tu la togli a qualcun'altro.
Io ero li' assistita da persone bravissime e umanissime, in un centro di senologia eccellente, per farmi togliere un nodulo al seno benignissimo, mentre le mie due sanissime bambine giocavano felicissime con la nonna e il mio in gambissima babbo mi aspettava fuori dal blocco operatorio.
E a te non ti hanno dato l'Oscar nemmeno questa volta:da vent'anni sei un bravissimo attore, ma anche se fai il mestiere che ami, guadagni un fracco di soldi e mi pari sereno e felice, e' un po' sfiga che continuano a farlo vincere agli altri.
Insomma, se ti puo' consolare, sappi che la fettina di fortuna che non hai ricevuto quella sera a Los Angeles, forse e' proprio la fettina di fortuna che poi e' arrivata a me 36 ore dopo.
Come dice la canzone che guardacaso usciva dalla radio e canticchiavamo tutti in sala operatoria,
This is for the ones who stood their ground
For Tommy and Gina who never backed down
Tomorrow's getting harder make no mistake
Luck ain't even lucky
Got to make your own breaks

It's my life
And it's now or never
I ain't gonna live forever
I just want to live while I'm alive
(It's my life)
My heart is like an open highway
Like Frankie said
I did it my way
I just want to live while I'm alive
'Cause it's my life
Better stand tall when they're calling you out
Don't bend, don't break, baby, don't back down
It's My life


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