Vi confesso che sono ottimista. Sarà la notizia della caduta del sindaco di Aosta dai gusti dei suoi concittadini, sarà la spaccatura dell’Union, sarà che la gente è stanca di questo andazzo fatto di sprechi e ignoranza, sarà che i soldi non sono più così tanti, io ho la netta sensazione che i due candidati unionisti-rollandiniani destinati a Roma, chiunque siano, staranno a casa. Questa piacevole sensazione la provo anche pensando alle regionali: Rollandin questa volta andrà all’opposizione, ne sono certa. Con i voti unionisti divisi in due, il PdL allo sbando, la Fédération allo sfascio, la Stella alpina sarà costretta a un ripensamento: da buoni democristiani sceglieranno la coalizione più forte. Non condivido l’analisi del giornalista della Stampa, Chicco Martinet, che prevede una futura riunificazione unionista che porterebbe in Consiglio una ventina di consiglieri e quindi una maggioranza rossonera, per il semplice fatto che la suggestiva e furbetta ipotesi non tiene conto del fattore R. Una possibile e prossima ricostruzione dell’Union lo esclude a priori e l’imperatore non è certo il tipo che si fa educatamente da parte. Questo giro l’UV andrà all’opposizione: il primo indispensabile passo per un cambiamento radicale della politica che si fa sempre più necessario.