
Siamo ancora solo alla quinta giornata di campionato, ma è pur vero che fa un po' sensazione vedere sulla cima della classifica dei giocatori più prolifici Sebastian Giovinco e Rodrigo Palacio, due calciatori che certamente non sono mai stati considerati degli implacabili realizzatori, quanto dei raffinati e tecnici creatori di gioco e fornitori di assist per far segnare gli altri.
Sarà che ormai il gioco moderno ha definitivamente cancellato dal campo quel particolare ruolo definito del "trequartista", che poi indicava un giocatore che era esentato dal rispettare ordini tattici e aggiungeva, grazie a doti tecniche sopra la media, fantasia e imprevedibilità alla manovra della sua squadra, ma i giocatori con quelle caratteristiche per trovare posto in una squadra devono andare invece a svolgere mansioni più umili, ma utili alla squadra, almeno secondo la valutazione degli allenatori di oggi.
O Centrocampista o attaccante, dunque. Non ci sono vie di mezzo.
Questo è stato il destino anche dei due cannonieri improvvisati di questo inizio campionato, anche se sono arrivati alla vetta di questa particolare classifica per strade diverse.
Sebastian Giovinco è ormai una vecchia conoscenza del calcio italiano, sebbene sia ancora molto giovane. Cresciuto nel vivaio della Juventus si è ben presto segnalato come uno dei giovani più promettenti del calcio italiano, candidadosi al ruolo di erede di Alessandro Del Piero iin campo e nel cuore dei tifosi bianconeri.
Le cose non sono poi andate esattamente per come molti le avevano previste e non solo per i dubbi sulle possibilità atletiche di Giovinco, soprannominato la formica atomica a causa di una statura che sembrerebbe penalizzarlo nei confronti dei suoi avversari.
Il giovane torinese ha infatti trovato sempre poco spazio nelle formazioni della Juventus, nonostante fosse sempre stato titolare inamovibile delle rappresentative giovanili azzurre.
La Juventus ha preferito sempre darlo in prestito ad altre squadre, invece che testare il ragazzo nella propria formazione, e dopo Empoli ecco Giovinco alla sua seconda stagione col Parma.
Una stagione iniziata all'insegna del gol facile per Giovinco, che a oggi marca 5 gol in altrettante partite (due su rigore, ma anche i rigori bisogna segnarli) e in una squadra che sembra tutt'altro che di prima categoria. Un inizio di stagione che gli ha fatto riguadagnare la stima del C.T. della nazionale Cesare Prandelli che ne ha fatto uno dei suoi convocati imprescindibili.
Rodrigo Palacio è invece arrivato da giocatore già affermato e in passato più volte in predicato di essere ceduto dalla sua squadra originaria del Boca Juniors a formazioni europee di prima grandezza (si parlò anche del Barcellona) a cifre ragguardevoli.
Per una intera Estate sembrò che la Lazio fosse ormai in procinto di ingaggiare la "Joya" (il gioiello) del Boca, ma decisi infine di puntare sul più giovane Mauro Zarate.
Palacio rimase ancora una stagione al Boca, durante la quale non giocò quasi mai a causa di una pubalgia. L'inattività forzata ne fece deprimere le quotazioni e permise il suo successivo passaggio al Genoa nel 2009 per "soli" 4,5 milioni di euro.
L'adattamento nel Genoa di Gasperini, uno di quegli allenatori che credono ciecamente nel modulo tattico al quale si affidano e pretendono dai propri giocatori esclusivamente di perseguire le sue direttive, non fu semplice, destinato come fu a fare l'attaccante di fascia, col compito molto dispendioso di coprire le discese del terzino avversario.
Palacio però, per sua fortuna e per le fortune del Genoa, pur essendo considerato in patria un campione affermato, non si atteggia a star e grazie ad un carattere tranquillo e una umiltà degna di lode, ha imparato a disimpegnarsi anche il quel ruolo, guadagnandosi la stima del tecnico, che una volta arrivato all'Inter ne aveva chiesto l'acquisto ( il destino di Palacio si incontrò di nuovo con quello di Zarate, che alla fine gli fu ancora una volta preferito).
Ma in fondo non è stato un male rimanere a Genoa, visto anche la fine della breve esperienza di Gasperini all'Inter, perché restituito al ruolo di seconda punta e liberato dai compiti più gravosi di marcatura, Palacio ha inanellato una serie di prestazioni maiuscole coronate da ben cinque gol in altrettante partite.
Manca ancora molto alla fine del campionato e ci saranno ancora molti cambiamenti, la forma atletica dei giocatori scenderà e salirà, ma bisognerebbe che pure che qualcuno cominciasse a pensare che forse snaturare i giocatori, costringendoli a fare in campo cose che non si accordano alla loro natura, non è poi un così grande idea e sarebbe invece meglio pensare a metterli nella condizione migliore per sfruttarne al massimo le caratteristiche che madre natura gli ha fornito.
