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“Palestina, una terra troppo promessa” di Antonella Ricciardi: una panoramica coraggiosa, sincera ed accurata

Creato il 17 dicembre 2014 da Alessiamocci

“I Palestinesi sono in Palestina perchè la Palestina è la patria, l’unica patria del popolo Palestinese.”

 

Palestina, una terra troppo promessa” è un libro della scrittrice e giornalista Antonella Ricciardi. È un libro che traccia una panoramica completa e chiara sulle premesse della nascita d’israele, l’evoluzione degli eventi che ne permisero l’esistenza, per infine arrivare al vero e proprio conflitto post nascita e la conseguente tragedia palestinesa. Una spiegazione chiara e concisa, con vari riferimenti biografici sulla cosidetta “questione palestinese”.

La scrittrice Antonella Ricciardi, la definisce cosidetta questione palestinese per sottolineare la natura del conflitto, un conflitto che non parte e non appartiene ai Palestinesi che in realtà sono solo la parte che sta subendo la tragedia. È quindi più opportuno e corretto chiamarla “questione israeliana”, questo perchè la radice del problema sta nell’entità dello stato d’israele, nella violenza e nella prepotenza che di fatto ha portato ad un colonialismo assoluto e di natura tragicamente espansionistica.

Con la fine della prima guerra mondiale e la vittoria degli alleati, cambiano drasticamente gli equilibri mondiali e l’impero ottomano uscito sconfitto dalla guerra si ritrova smembrato.  I territori che erano stati fino ad allora sotto il controllo ottomano vengono divisi fra le potenze vincitrici e le promesse fatte agli arabi, di un unificazione in cambio del loro appoggio contro i turchi, vengono miseramente disinluse.

Così la Palestina passa sotto il mandato britannico che favorisce e incoraggia, prima l’immigrazione sionista e poi l’effettiva nascita dello stato israeliano. Con la Palestina sotto mandato inglese, l’immigrazione ebraica si fà più massiccia e i palestinesi, che avevano sempre vissuto e accettato in pace le minoranze che vivevano in palestina, cominciarono a sentirsi invasi da queste persone che arrivavano e si consideravano i veri propretari di quella terra.

Era inacettabile per i palestinesi indigeni di questa terra, accettare simili presunzioni o anche solo le loro aperte insinuazioni a voler fondare un nuovo stato nella loro cara ed amata terra. O meglio come diceva il famoso slogan sionista ” una terra senza popolo per un popolo senza terra”. In questo modo i sionisti si adoperavano per cambiare la natura demografica della Palestina. Il libro inoltre ci descrive in vari capitoli il susseguirsi delle guerre arabo-israeliane e delle conseguenze in termini espansionistici per israele. Tratta anche in modo particolare e ordinato l’ideologia sionista, il perno attorno al quale gira tutta questa tragedia.

Oggi Israele è arrivata ad avere sotto controllo anche e soprattutto quella parte che il piano di spartizione della Palestina, da parte dell’ONU aveva “concesso” ai palestinesi.  Attualmente alla Palestina, sulla quale ancora oggi molti paesi specialmente europei si ritrovano a discutere se riconoscerla o meno, rimane Gaza, Ramallah, Cisgiordania. Quella terra, la Palestina, terra dei filistei (palestinesi) oggi è il punto più caldo del medio oriente e del mondo, è un ferita aperta e sanguinante per gli arabi. La violenza, la prepotenza e l’impunibilità della quale gode israele rimane illimitata, gratuita e vergognosa.

Una panoramica coraggiosa, sincera e accurata regalataci da una scrittrice obiettiva e chiara. Un lavoro sentito e interessante, la lettura è scorrevole e ripeto chiara anche per chi non ha chiara la panoramica generale del conflitto (ovviamente non alla pari) israeliano/palestinese.

 

Written by Amani Salama

 


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