Perelli, ore 14:05 di sabato 11 agosto. Con finta noncuranza ci avviciniamo al barrettino in pineta dell'Orizzonte per prendere una crema di caffè e posizionarci casualmente di fronte alla tv che trasmette la finale di Super Coppa Italia. Tutti i posti a sedere sono ovviamente già occupati ed il riflesso sullo schermo è di quelli fastidiosi, che in condizioni normali ti farebbe andare via. Perdere una novantina di minuti in pineta invece di essere in spiaggia può starci... Il mare lo vediamo 365 giorni all'anno e comunque fa caldo. Si sta bene in pineta. I tifosi napoletani non sembrano esserci, o comunque sono in minima parte, a Perelli se ne vedono pochi, stanno tutti in Piazza Bovio o ai Macelli a becerare. Bene. La possiamo guardare in santa pace. Peccato la tv sia sintonizzata su Tele Vesuvio (ci prendono per coglioni chiedendoci i soldi del canone questi farabutti) ed ogni commento sia a favore dei partenopei che lottano come disperati e fanno un calcio difensivo, ma cinico. Nella realtà picchiano come degli assassini e sfruttano con culo due nostri errori segnando e portandosi avanti in due occasioni. La cosa più allarmante però non è nella telecronaca vergognosamente di parte: un buon 50% degli spettatori al barrino è composto da tipici volatili notturni, detti gufi. Invidiosi pezzi di merda, sudici come pochi, che rinunciano ad una giornata di mare per guardarsi una partita che coinvolge altre squadre. Al mio fianco sento la odiosa parlata fiorentina di Fucecchio (cittadina media del vacanziere medio) "icchellè rigore icquello là peddavero? Un lè là nean'he tocca'o lè...". Poi è la volta del bergamasco che tifa Milan: " ma daiiiii, balubaaaa, santa pulendaaaaaa, dai teruuun, forza, a lavuurrr Juve merdaaaa". Passi per tre bimbetti sui dodici anni che tifano Inter della prima fila, che tristi e mogi cercano di inneggiare Cavani & Co vista la loro giovane età non capiscono una sega di calcio e di sport, passi per il quindicenne cerebroleso che prova a cantare con quella voce da checca di Firenze una bestemmia per la Strage dell'Heysel: con la mamma tegame ed il babbo buco, non mi aspettavo niente di meglio. Ma il problema sono l'omini di mezza età e quelli sui trenta, che li vedi lì a sperare e sparlare a vanvera. Ridicoli fino all'ultimo secondo, tronfi ed arroganti, consapevoli di essere senza Ibra, Thiago Silva ed altri sei giocatori, ma hanno pure la faccia tosta di commentare ad alta voce. Intanto proseguono pedate e piagnucolii da primedonne degli uomini di Mazzarri, e la Juve crea, gioca, va avanti. Tutti zitti, sudici, tutti zitti monnezzai, state in silenzio stampa come fa la vostra squadra del momento. Come De Laurentis che per la prima volta nella storia, non fa presenziare i giocatori alla premiazione. Sudicio, come i fiorentini e tutti gli anti. Tifosi, e non sportivi che perdono due ore per seguire due squadre che non tifano. Tifosi con il tifo.
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Perelli, ore 14:05 di sabato 11 agosto. Con finta noncuranza ci avviciniamo al barrettino in pineta dell'Orizzonte per prendere una crema di caffè e posizionarci casualmente di fronte alla tv che trasmette la finale di Super Coppa Italia. Tutti i posti a sedere sono ovviamente già occupati ed il riflesso sullo schermo è di quelli fastidiosi, che in condizioni normali ti farebbe andare via. Perdere una novantina di minuti in pineta invece di essere in spiaggia può starci... Il mare lo vediamo 365 giorni all'anno e comunque fa caldo. Si sta bene in pineta. I tifosi napoletani non sembrano esserci, o comunque sono in minima parte, a Perelli se ne vedono pochi, stanno tutti in Piazza Bovio o ai Macelli a becerare. Bene. La possiamo guardare in santa pace. Peccato la tv sia sintonizzata su Tele Vesuvio (ci prendono per coglioni chiedendoci i soldi del canone questi farabutti) ed ogni commento sia a favore dei partenopei che lottano come disperati e fanno un calcio difensivo, ma cinico. Nella realtà picchiano come degli assassini e sfruttano con culo due nostri errori segnando e portandosi avanti in due occasioni. La cosa più allarmante però non è nella telecronaca vergognosamente di parte: un buon 50% degli spettatori al barrino è composto da tipici volatili notturni, detti gufi. Invidiosi pezzi di merda, sudici come pochi, che rinunciano ad una giornata di mare per guardarsi una partita che coinvolge altre squadre. Al mio fianco sento la odiosa parlata fiorentina di Fucecchio (cittadina media del vacanziere medio) "icchellè rigore icquello là peddavero? Un lè là nean'he tocca'o lè...". Poi è la volta del bergamasco che tifa Milan: " ma daiiiii, balubaaaa, santa pulendaaaaaa, dai teruuun, forza, a lavuurrr Juve merdaaaa". Passi per tre bimbetti sui dodici anni che tifano Inter della prima fila, che tristi e mogi cercano di inneggiare Cavani & Co vista la loro giovane età non capiscono una sega di calcio e di sport, passi per il quindicenne cerebroleso che prova a cantare con quella voce da checca di Firenze una bestemmia per la Strage dell'Heysel: con la mamma tegame ed il babbo buco, non mi aspettavo niente di meglio. Ma il problema sono l'omini di mezza età e quelli sui trenta, che li vedi lì a sperare e sparlare a vanvera. Ridicoli fino all'ultimo secondo, tronfi ed arroganti, consapevoli di essere senza Ibra, Thiago Silva ed altri sei giocatori, ma hanno pure la faccia tosta di commentare ad alta voce. Intanto proseguono pedate e piagnucolii da primedonne degli uomini di Mazzarri, e la Juve crea, gioca, va avanti. Tutti zitti, sudici, tutti zitti monnezzai, state in silenzio stampa come fa la vostra squadra del momento. Come De Laurentis che per la prima volta nella storia, non fa presenziare i giocatori alla premiazione. Sudicio, come i fiorentini e tutti gli anti. Tifosi, e non sportivi che perdono due ore per seguire due squadre che non tifano. Tifosi con il tifo.
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