Papa Francesco al Parlamento Europeo: ricostruzione e speranza

Creato il 25 novembre 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

“Tornare alla ferma convinzione dei fondatori dell’Unione Europea: lavorare insieme per superare divisioni e favorire la pace. Al centro del progetto vi era la fiducia nell’uomo, non visto come cittadino o come soggetto economico, ma in quanto persona dotata di una dignità trascendente.” Queste le parole di incoraggiamento pronunciate stamattina da Papa Francesco di fronte al Parlamento Europeo a Strasburgo. Come Giovanni Paolo II ventisei anni prima, anche oggi il vescovo di Roma si ritrova a essere portatore di un messaggio di speranza per i rappresentanti dei 28 Stati membri e i più di 500 milioni di cittadini di cui essi sono i portavoce.

Un’Europa impaurita e invecchiata, colpita dalle moderne malattie della solitudine e del vuoto di valori che causano perdita di orientamento e di fiducia nel futuro, è esortata a riscoprire le proprie radici per recuperare il proprio originale ruolo di garante dei diritti e della dignità dell’essere umano. Essere umano, sottolinea Papa Francesco, pensato non come una monade solitaria slegata da un contesto sociale, ma come essere relazionale, non semplice ingranaggio sfruttato per creare profitto, ma essere unico e speciale.

L’immagine della Scuola di Atene, noto capolavoro di Raffaello, è evocata dalle parole del pontefice per rappresentare il duplice atteggiamento che l’Unione Europea è invitata a tenere nel suo agire politico. Come Platone punta il dito verso il cielo e il mondo delle idee, così l’Europa guardi a Dio e ai propri valori fondanti, per poi rapportarsi con la realtà e i suoi problemi concreti, come Aristotele che tende la mano davanti a sé verso il mondo sensibile.

E i problemi concreti che il Parlamento Europeo è chiamato ad affrontare sono in primo luogo la tutela della democrazia e della voce dei singoli popoli, che rischia di perdersi in un mondo sempre più globalizzato e omologante. “Unità nella diversità” cita il motto dell’UE: un’unità che vive della diversità dei suoi singoli membri, come una famiglia che è più unita quando i suoi componenti sono liberi di esprimere e vivere la propria singolarità.

Papa Francesco invita, inoltre, i parlamentari a risolvere la questione della mancanza di lavoro, che dona speranza e dignità all’uomo, a promuovere le potenzialità creative dell’Europa in ambito scientifico per incoraggiare la ricerca di fonti energetiche alternative. L’umanità è custode e non padrona del Creato, che va quindi protetto e preservato, ma anche messo a disposizione di tutti per garantire, ad esempio, cibo sufficiente all’intera popolazione mondiale.

L’Europa tutta, e non soltanto gli Stati mediterranei, deve fronteggiare la questione migratoria, perché “non si può tollerare che il mar Mediterraneo diventi un grande cimitero”. Bisogna, però, occuparsi delle cause e non limitarsi a curare gli effetti, andando cioè a risolvere le crisi interne che dilaniano i Paesi spingendo migliaia di persone a rischiare la propria vita in un viaggio disperato, e molto spesso senza ritorno, verso le coste europee.

Il Presidente Schultz ha definito Papa Francesco “un punto di riferimento in un momento di disorientamento”. Il pontefice ha infatti portato un messaggio di ricostruzione e speranza a un’Europa che per ripartire e dialogare in modo positivo con i Paesi esterni e interni alla Comunità deve recuperare la consapevolezza del proprio passato e delle proprie radici, che hanno un vivace e variegato sostrato greco, latino, celtico, germanico e cristiano. Solo ritrovando la sua “anima buona”, l’Europa potrà guardare al futuro e al presente con rinnovata speranza e fiducia.

Tags:papa francesco,Parlamento Europeo

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