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Parassiti delle rose: Macrosiphum rosae, l’afide della rosa. Caratteristiche, danni e lotta.

Da Gianni

Colonia di Macrosiphum rosae

Come già detto in precedenza, la rosa sarà pure una pianta forte e robusta ma in fatto di malattie e parassiti non si fa certo mancare niente. Proprio in questo periodo la regina dei fiori è sotto l’attacco di un parassita molto comune con cui tutti i coltivatori di questa pianta prima o poi devono fare i conti: si tratta del Macrosiphum rosae, più comunemente conosciuto con il nome di afide della rosa.

Certo, proprio perché non si fa mancare niente, è possibile che la rosa ospiti anche altri tipi di afidi come per esempio Aphis fabae (afide nero della fava) o Myzus persicae (afide verde del pesco) ma M. rosae è quello in assoluto più diffuso su questa pianta tanto che ne prende pure il nome.

Caratteristiche
Noto anche con i nomi di pidocchio della rosa o di afide grande, M. rosae appartiene alla superfamiglia degli Aphidoidea e alla nutrita famiglia degli Aphididae che comprende oltre 170 specie, tra cui troviamo anche quella di appartenenza, la Macrosiphum.

L’afide della rosa è diffuso un po’ ovunque e lo si trova sia negli esemplari spontanei che in quello coltivati; è lungo pochi millimetri e può essere di colore rosato (come nella foto in alto) o, come si vede nella foto qui sotto (cliccate le immagini per ingrandirle), di colore verde.

Macrosiphum rosae

Come molte specie di afidi pure M. rosae presenta uno spiccato polimorfismo che riguarda di solito il solo sesso femminile, dove possiamo trovare esemplari atteri (cioè privi di ali) oppure alati, come per esempio l’adulto femmina della foto qui sotto riportata, ripreso mentre succhia indisturbato la linfa di una povera rosa…

Adulto alato di Macrosiphum rosae

Passa il periodo invernale sottoforma di uova e diventa attivo dalla tarda primavera fino all’autunno; nei climi più temperati, o durante inverni miti, è però possibile trovare adulti attivi che non interrompono di fatto il ciclo riproduttivo.

Danni
L’afide della rosa vive in colonie e attacca di solito giovani foglie e germogli e i boccioli dei fiori ancora in formazione. I danni che provoca sono diretti e indiretti. I primi sono dovuti alla puntura (e alla conseguente emissione di saliva) praticata per nutrirsi di linfa e causano, oltre alla sottrazione di risorse energetiche dovuta alla linfa succhiata, la deformazione delle parti colpite come germogli e nuove foglie, che vedono spesso arrestare il loro sviluppo, e la compromissione dei boccioli di fiore che non si aprono, si sviluppano anch’essi in modo deformato o arrivano a una fioritura stentata e irregolare.
I danni indiretti non sono minori né meno importanti. Il più temibile è dovuto al fatto che gli afidi possono essere vettori di virus che causano delle virosi spesso più dannose dei danni diretti causati dagli stessi afidi.
Un altro danno indiretto è quello causato dall’espulsione da parte dell’afide della melata, un liquido appiccicoso e zuccherino che si attacca alla vegetazione e che diventa la base per lo sviluppo di fumaggini che, pur non attaccando direttamente la pianta, rappresentano un problema perché vanno a compromettere la fotosintesi della pianta.

Formica su una foglia di rosa

La melata piace molto alle formiche che per questo invadono le rose e aiutano gli afidi a diffondersi sulla pianta e proteggendoli dai loro predatori: anche se non danneggiano direttamente le rose è quindi importante contrastare anche la loro presenza.

Lotta
Come sempre in queste pagine non troverete consigli per la lotta chimica ai parassiti (e non fa eccezione quella contro il M rosae) ma al contrario troverete invece spazio dedicato ai rimedi naturali e alla lotta biologica. Partendo proprio da quest’ultima vi invito a cliccare e ingrandire la foto qui sotto che mostra uno dei più importanti predatori di afidi alle prese con il suo fiero pasto:

Propylaea 14-punctata mangia un esemplare di Macrosiphum rosae

Si tratta di una coccinella (in questo caso Propylaea 14-punctata) che, allo stadio adulto ma ancor di più in quello larvale, è un eficace predatore di questi insetti, come ho avuto modo di documentare con dei post dedicati proprio su questo blog.
Oltre alle varie specie di coccinelle, altri importanti antagonisti naturali che è possibile sfruttare (alcuni si trovano anche in vendita) per controllare i focolai di afidi sono i sirfidi, i crisopidi e i rincoti eterotteri come antocoridi, miridi e nabidi; fra i parassitoidi ricordo i braconidi, calcidoidi e cecidomidi.

I predatori e i parassitoidi, pur essendo particolarmente efficaci nel controllo degli afidi, spesso non bastano da soli perché garantiscono la loro azione in ritardo rispetto alla comparsa dei parassiti e per questo è necessaria la lotta integrata affiancandogli prodotti repellenti di origine naturale, che abbiamo già visto su questo blog, a base sapone di Marsiglia, di Assenzio, di Tanaceto, di aglio, di ortica, di felce aquilina, di peperoncino e di pomodoro.
Se nella malaugurata eventualità che l’afide della rosa non voglia lasciare in pace le vostre piante, potete sempre passare alle maniere forti e usando un micidiale miscuglio composto da ben nove piante che formano un super antiparassitario naturale che ho modestamente chiamato ordigno-fine-di-mondo

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