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Parma, dall’Europa ad un futuro incerto

Creato il 21 aprile 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

L’assurda vicenda legata al Parma FC è destinata a rimanere negli annali: dall’Europa League al fallimento, andiamo a rivedere tutto ciò che è successo in un anno.

Il cammino del Parma nel campionato 2014/2015 è destinato molto probabilmente ad essere ricordato tra i più deludenti, e non solo a causa della sua imminente retrocessione.

Dalla conquista dell’Europa …

Tutto è cominciato il 18 maggio dalla notizia del rigore sbagliato da Cerci all’ultimo minuto nel match terminato in pareggio tra Fiorentina e Torino con la contemporanea vittoria del Parma contro il Livorno. Successo, questo, che avrebbe determinato l’accesso degli emiliani in Europa League a scapito dei granata. Al Tardini si dava il via ai festeggiamenti, in campo e negli spogliatoi l’euforia era tanta che nessuno avrebbe potuto immaginare che il sogno di quei ragazzi sarebbe svanito, non per demeriti loro o per sviste arbitrali ma per delle irregolarità considerate inaccettabili dal Uefa.

… all’esclusione: i motivi e le conseguenze

Esattamente un giorno dopo, il 19 maggio, il Parma viene escluso dalla lista presentata dalla Figc che elencava le squadre che beneficiavano della licenza Uefa per la stagione successiva, destando scalpore e la pronta reazione della dirigenza del Parma, che si preparava a presentare ricorso. A rendere ancora più strano l’episodio il fatto che il motivo principale per cui veniva negata la licenza al Parma fosse un ritardo di pagamento di 300 mila euro per quanto riguarda l’Irpef, ovvero l’imposta sul reddito delle persone fisiche che era da corrispondere ad alcuni giocatori dati in prestito ad inizio anno. La società, infatti, aveva effettuato un anticipo finanziario ad alcuni di questi, a cui sarebbe seguito poi il saldo finale del TFR, cioè la liquidazione di alcuni tesserati, con termine ultimo 30 giugno 2014. Ciò che il Presidente del Parma Tommaso Ghirardi dichiarava di non sapere era che il pagamento dell’Irpef, legato agli stipendi dei calciatori in questione, sarebbe dovuto essere saldato entro il 31 marzo 2014. Inoltre, precedentemente, egli aveva sostenuto di non essere al corrente del fatto che fosse obbligatorio effettuare l’ulteriore pagamento dell’Irpef in aggiunta all’anticipo finanziario. Nonostante i vari ricorsi all’Alta Corte del Comitato Olimpico Nazionale, la decisione della Figc è rimasta quella di negare la licenza Uefa al Parma, decretando così l’ingresso del Torino in Europa League. Il 30 maggio, il Presidente emiliano decide di dare le dimissioni e di mettere in vendita il Parma FC, in attesa di un’offerta adeguata. Il bilancio del 30 giugno 2014 evidenzia il periodo buio della squadra emiliana: viene infatti rilevata una perdita di 13,7 milioni di euro.

Qualche mese dopo, a fine agosto, la prima giornata del campionato di Serie A 2014/2015 si apre con la sconfitta del Parma per 1-0 contro il neopromosso Cesena. Poco prima della seconda giornata di campionato, Ghirardi annuncia il ritiro delle dimissioni. La prima vittoria non tarda ad arrivare e alla terza giornata, grazie ad uno strepitoso Cassano (autore di una doppietta), i ducali si impongono per 3-2 contro il Chievo Verona. Questo successo si rivelerà però solo un episodio, perché per la vittoria successiva bisogna attendere fino alla decima giornata in cui arriva un’insperata vittoria per 2-0 contro l’Inter (doppietta di De Ceglie). Seguono, poi, disastrosa sconfitta per 7-0 contro la Juventus e il punto di penalizzazione inflitto al Parma, dopodiché, il 12 dicembre, Ghirardi annuncia la vendita del club, il cui assetto societario verrà specificato solo qualche giorno dopo.

Da Ghirardi a Manenti, passando per Taçi

La squadra emiliana viene acquistata da una società russo-cipriota, la Dastraso Holdings Limited. Come nuovo proprietario del Parma viene nominato Rezart Taçi, mentre come presidente, Ermir Kodra. Il girone di ritorno si conclude con un bilancio di 3 vittorie, un pareggio, 15 sconfitte e l’ultimo posto in classifica occupato insieme al Cesena. Il girone di ritorno si apre con la sconfitta contro il Cesena, la rescissione del contratto di Cassano (sentitosi preso in giro per il mancato pagamento dello stipendio da circa sei mesi) e con la nuova cessione del club nelle mani di Giampietro Manenti, il neo presidente. La situazione, però, non cambia: il 16 febbraio, ultimo giorno disponibile, non viene verificato nessun pagamento per quanto riguarda gli stipendi dei giocatori. Con il passare dei giorni, la società subisce lo smantellamento delle proprie strutture, le dimissioni di Leonardi ed un’ulteriore penalizzazione di 2 punti che va a sommarsi a quella precedente.

Il capitombolo della squadra emiliana è alle porte: Manenti viene arrestato il 18 marzo per riciclaggio di capitali illeciti e, il giorno dopo, il tribunale dichiara il fallimento dei crociati. Grazie ai 5 milioni versati dalla Figc e dalla Lega Calcio, la squadra emiliana riuscirà a terminare il campionato 2014/2015, ma la retrocessione è ormai inevitabile. Ora i punti di penalizzazione sono 7, la quota salvezza dista 17 lunghezze e mancano solo 7 giornate al termine del girone di ritorno. La Serie B sarebbe comunque un traguardo positivo per la squadra ducale, a causa dei suoi grossi debiti la cui stima si aggiorna intorno ai 218 milioni. C’è tempo fino al 30 giugno per attendere l’arrivo di un nuovo proprietario: il sogno Europa League per il Parma è svanito ormai da tempo, mentre l’incubo della possibile ripartenza dalla Serie D sembra imminente.

Tags:campionato,cassano,Crociati,fallimento,Ghirardi,Italia,Leonardi,Lucarelli,Manenti,Parma,Serie A,Taçi,torino Next post

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