Parola di gladiatore: Salviamo il mausoleo di Marco Nonio Macrino

Creato il 11 dicembre 2012 da Filelleni

Lo stato dei nostri beni culturali è sotto gli occhi di tutti, più drammaticamente nascosta è lì’incapacità di riuscire a comunicarne il valore, il significato e il senso. Tutti si inventano tutto, senza risultati. Ogni ricetta applicata al nostro patrimonio culturale deve fare i conti con una diffusa indifferenza, incomprensione e con una costante oscillazione tra posizioni estreme: mettere a reddito le opere d’arte in ogni modo/mantenerle a prescindere, anche se per il godimento di pochi. Tutto ciò non aiuta a farci capire che spesso molti dei problemi del nostro Paese sono semplici e ovvi, e forse per questo difficili da risolvere. A parlare con i docenti delle scuole primarie e secondarie si scopre, infatti, che in Italia c’è un problema reale di alfabetizzazione; a parlare con i docenti universitari si scopre la difficoltà e l’incapacità di riconoscere il merito e promuovere idee in università sempre più parcheggio di giovani studenti e professori in attesa del pensionamento; a parlare con gli studenti si scopre il disorientamento che li strugge nel non sapere cosa potrà accader loro fra 3 anni; a parlare con i funzionari ministeriali si scoprono sacche di arretratezza culturale e incapacità di gestire progetti lungimiranti, per cui si propongono iniziative, eventi, progetti e  campagne pubblicitarie inattuali, vecchie come il cucco.

Quando va bene assistiamo alle guerre personali  tra esponenti dell’Intelligencija nazionale, paladini di ricette molto intellettualizzate, ma poco applicabili e lontane dalle esigenze di giovani, adulti, vecchi e bambini.

Il rischio è di non comprendere mai i problemi dell’Italia, di arrivare sempre in ritardo sulle scelte, di adeguarsi a ciò che non serve ai cittadini italiani. La scena che ci si presenta è esattamente come quella del Papa che twitta.

Mentre così ci sorbiamo le proposte culturali, tutte inconcludenti, dei prossimi candidati alla Presidenza del Consiglio, l’attore neozelandese Russell Crowe, premio Oscar e protagonista di numerosi film storici, diventa promotore di un’iniziativa semplice e chiara: Salvare dal riseppellimento il mausoleo di Marco Nonio Macrino, databile al II secolo d. C. e venuto alla luce nel 2008 alla periferia di Roma in via Vitorchiano, lungo la via Flaminia.

Per l’attore, infatti, il monumento è «di straordinario valore storico e culturale non solo per l’Italia ma per l’intera umanità».

L’ American Institute for Roman Culture sta per questo raccogliendo firme che saranno inviata al Ministro Lorenzo Ornaghi, Soprintendente Speciale per i Beni Archeologici di Roma, dott.ssa Mariarosaria Barbera, alla dott.ssa Anna Maria Buzzi, Direttore Generale, Direzione Generale della Gestione e Promozione dei Beni Culturali, a Gianni Alemanno, Sindaco di Roma e a Marco Perina, Assessore alla Cultura del XX Municipio.

Ciò che sorprende è la lucidità di Russell Crowe che restituisce il giusto valore all’archeologia e alla storia, meglio dei nostri luminari: “è dai dettagli delle esplorazioni archeologiche che vediamo e capiamo quello che ci lega alla nostra storia, quello che la storia ci può insegnare e cosa può essere il nostro futuro con quella conoscenza”.

Credo che sia giunto veramente per noi e per il nostro bene il momento di ritornare alle cose semplici e con un risvolto fattuale. Ce lo dice il Gladiatore.



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