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Partono i referendum nel partito democratico: al di là delle simpatie i contenuti

Creato il 07 settembre 2012 da Antonioriccipv @antonioricci

La scena mediatica è catalizzata dalla scelta tra Bersani e Renzi senza parlare di contenuti.

Noi alla scelta tra i nomi, preferiamo la scelta dei temi da affrontare.

Ed invece di lasciare scegliere dirigenti riuniti attorno ad un caminetto preferiamo sentire cosa ne pensano gli iscritti.

Partono i referendum nel partito democratico: al di là delle simpatie i contenuti

Lo Statuto del Partito Democratico – in particolare all’Articolo 27 – prevede, oltre ovviamente alle primarie, un altro strumento di partecipazione aperto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti: e quello strumento è il referendum. A differenza delle primarie, però, nei quattro anni di vita del Partito Democratico, mai nessun referendum è stato indetto.

A meno di un anno dalle elezioni politiche 2013, proponiamo quindi di convocare una serie di referendum che permettano a tutti gli elettori del Pd di esprimersi su tematiche politiche e di programma.

Quali sono i quesiti? Sono 6:

1 – Riforma fiscale

2 – Reddito di cittadinanza

3 – Incandidabilità dei condannati

4 – Stop al consumo di suolo

5 – Universalità del diritto al matrimonio civile

6 – No ad alleanze con chi governa o ha governato con il centrodestra.

E’  possibile seguire l’iniziativa su Facebook (https://www.facebook.com/ReferendumPd) e su Twitter (@referendumpd).

Entro lunedì 10/9 sarà on line il sito http://www.referendumpd.it/, sul quale saranno disponibili tutte le informazioni:

- le spiegazioni su come funziona

- i contatti con i comitati locali (quello nazionale risponde alla mail [email protected])

- i moduli da stampare e da far firmare

- le schede illustrative dei singoli quesiti

- i materiali di stampa per manifesti e volantini

Cosa serve per presentare i referendum?

I referendum possono essere chiesti, da Statuto, “qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero la Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero il trenta per cento dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico”. La nostra proposta è quella di raccogliere le firme presso almeno il 5 per cento degli iscritti.

A quanto corrisponde il 5 per cento degli iscritti?

Secondo una dichiarazione del responsabile nazionale organizzazione del Pd, nel 2011 gli iscritti erano 610mila. Questo significa che bisognerà raccogliere 30.500 firme circa.

Chi potrà votare ai referendum?

Questo è molto importante: la raccolta delle firme per chiedere il referendum può avvenire solo tra gli iscritti. Ma ai referendum potranno votare liberamente tutti gli elettori del Pd. Lo Statuto dice infatti che la proposta deve specificare “se la partecipazione è aperta a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti”, e noi abbiamo optato per la prima formula, quella aperta a tutti.

Quando si terranno i referendum?

La nostra proposta è quella di abbinare il giorno dei referendum a quello delle primarie per il candidato premier e, come sarebbe giusto, a quello per la scelta dei candidati al Parlamento. Nella speranza, ovviamente, che in questo modo i nostri elettori possano scegliere in un solo weekend candidato premier, candidato al Parlamento e programma di Governo.

A cosa servono i referendum?

Lo Statuto prevede referendum in forma deliberativa o consultiva. Noi proponiamo quella deliberativa. Significa che, se i quesiti verranno approvati dagli elettori, il partito dovrà adottare quei temi nel suo programma.

Chi promuove i referendum?

I referendum sono promossi da militanti del Partito Democratico presenti in tutte le parti del Paese, e la proposta è ovviamente aperta alla partecipazione di tutti coloro che vorranno offrirsi per dare una mano.

Vorrei aiutare, con chi mi posso mettere in contatto?

A breve pubblicheremo un elenco di referenti locali, con i rispettivi recapiti, divisi per zona. Ovviamente è possibile dare la propria disponibilità a fornire un aiuto, o a coprire zone scoperte, scrivendo ai diretti interessati o alla nostra mail, [email protected]

Non sono iscritto, ma vorrei comunque dare una mano sin da ora, come posso fare?

Per prima cosa, potresti tesserarti al Pd, nel circolo a te più vicino. In alternativa, puoi comunque spargere la voce, o metterti in contatto con i referenti della tua zona per aiutare con il lavoro di contatto con gli iscritti. Infine, potresti contribuire alle spese che affronteremo – e che saranno interamente autofinanziate – facendo una donazione.

E’ possibile firmare on line?

Purtroppo questa possibilità al momento non è prevista tra gli strumenti referendari del Pd, ma è comunque possibile scriverci per segnalare la propria adesione – indicando anche il numero di telefono – ed essere ricontattati nel più breve tempo possibile.

Perché chiedere i referendum?

Per lo stesso motivo per cui chiediamo che i nostri elettori possano votare alle primarie per i candidati alla premiership e al Parlamento: perché in una situazione di grave crisi del Paese, crediamo sia utile che il Partito Democratico usi tutti gli strumenti della partecipazione, coinvolgendo la sua base e precisando la sua proposta, oltre che i suoi interpreti, facendola uscire dalle sole logiche politiciste.



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