«C’è così tanto di ineguagliabile da ricordare su Alan Rickman. La sua carriera è stata ai massimi livelli, come attore teatrale e cinematografico, e come regista. Il suo ultimo film, Le Regole del Caos, con la sua memorabile interpretazione di Luigi XIV, dovrebbe raggiungere il pubblico più ampio possibile adesso.Oltre a una carriera per la quale il mondo rimarrà sempre in debito, si è costantemente prodigato nell’aiutare gli altri. Che fosse per istituzioni come il RADA o per individui o per me, il suo consiglio era sempre azzeccato. Ha messo la filantropia liberale al centro della sua vita. Lui e Rima Horton (50 anni assieme) sono sempre stati in cima alla lista di persone da invitare a cena che sognavo di fare. Alan poteva essere a tratti divertente e indignato e pettegolo e generoso. Tutto questo detto sottovoce, con quel tono caratteristico quanto quello di Edith Evans, John Gielgud, Paul Scofield, Alec Guinness, Alastair Sim o Bowie, una compagnia incomparabile.Quando interpretò Rasputin, io ero lo Zar Nicola. Le riprese erano iniziate prima che io arrivassi a San Pietroburgo. Nel preciso istante in cui entrai nella camera del mio albergo, il telefono squillò. Era Alan, per dirmi ‘benvenuto, spero il volo sia stato tollerabile, ti piacerebbe unirti a cena con me, Greta Scacchi e gli altri tra un’oretta nel ristorante?’ Alan, il leader che si preoccupava degli altri. In quel film, scoprì che la troupe russa aveva pasti ancor più orribili dei nostri. Quindi protestò, con successo. Durante il mio primo giorno prima delle riprese, ad Alan non piacque il tono paternalista e prepotente che il regista ebbe con me facendomi notare una cosa. Alan, vedendo che ero un po’ desolato, fece un rapido e coinciso riassunto della mia carriera, e pretese ad alta voce che il regista cambiasse tono.Dietro la sua brillante indifferenza e noncurante eleganza, dietro quella faccia triste, che era altrettanto bella quando prorompeva in una risata, c’era un’anima super-attiva, sempre alla ricerca, realizzata, come un supereroe, dimesso ma mortalmente efficace.Avrei voluto così tanto che interpretasse Re Lear e qualche altro classico, ma è da avidi pensarlo. Lascia una moltitudine di fan e amici, grati e in lutto». 
Alan Rickman è senza dubbio uno dei più grandi attori con cui abbia mai lavorato. È anche una delle persone più leali e disponibili che abbia mai incontrato nell’industria cinematografica. Mi ha incoraggiato molto sia sul set che negli anni successivi a Harry Potter. Sono piuttosto sicuro che è venuto e ha visto tutto quello che ho fatto sul palco sia a Londra che a New York. Non era obbligato a farlo. Conosco altre persone che erano sue amiche da molto più tempo di quanto non lo fossi io e che dicono “se tu chiami Alan, non ha importanza dove si trovi nel mondo o quanto impegnato sia con quello che sta facendo, verrà da te nel giro di un giorno”.
Le persone si creano delle percezioni degli attori basate sui ruoli che loro interpretano, per questo potrebbe sorprendere che al contrario di alcuni personaggi severi (o completamente paurosi) che ha interpretato, Alan era estremamente gentile, autoironico e simpatico. E alcune cose diventavano ancora più divertenti quando le diceva con il suo inconfondibile tono da contrabbasso.Come attore è stato uno tra i primi adulti di Harry Potter a trattarmi come un collega, e non come un bambino. Lavorare con lui a quell’età è stato incredibilmente importante e porterò con me le sue lezioni per il resto della mia vita e della mia carriera. I set dei film e i palchi dei teatri sono tutti più poveri per la perdita di questo grande attore e uomo.
Alan Sidney Patrick Rickman 21/02/1946 - 14/01/2016
