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Per l’ultima volta sul “gender”

Creato il 03 agosto 2015 da Alby87

Ormai, tutte le volte che fai notare che la teoria gender non esiste, gli integralisti cattolici ti tirano fuori un qualsiasi scritto di qualsiasi autore non-cattolico della terra che abbia nel titolo la parola “gender” e dicono:

AH, ECCALLÀ! VEDI CHE È GIENDER OMFG!1!!

Dovrebbe essere abbastanza lampante che, dato che “gender” è solo il termine inglese per “genere”, accusare chiunque abbia scritto qualcosa sul genere di aderire ad una certa teoria è più o meno come accusare chiunque abbia usato la parola razza di essere razzista.

Ma ad ogni modo sarà bene chiarire ulteriormente la questione, se no la gente rischia di cadere nel loro trabocchetto:

Essi ti spacciano la “teoria gender” per il pensiero strutturato secondo cui “l’identità sessuale si sceglie” o “la differenza sessuale non ha alcuna importanza”.

La teoria gender in questo senso non esiste, e non c’è niente da discutere a riguardo. Non c’è, punto.

Forse possiamo parlare, al massimo, della teoria queer, una teoria che critica(va, dovrei dire, per quello che conta oggi) il concetto di identità sessuale tout court, e quindi possiamo approssimativamente denotare come la teoria per cui l’identità sessuale “si sceglie” o per meglio dire “si costruisce”. Ma non è che ogni autore che parli di questioni di genere, o di omosessualità o transgenderismo o omogenitorialità sia queer, tutt’altro. La teoria queer è una roba ormai abbastanza fuori moda e non troverete molti suoi seguaci in giro. È anzi piuttosto evidente che se l’identità sessuale si scegliesse, non esisterebbe proprio una questione omosessuale, e dunque una battaglia per i diritti degli omosessuali come oggi viene combattuta non ci sarebbe, perché non esisterebbero gli omosessuali. In effetti, penso che i gienderini vari andrebbero molto d’accordo sul piano teorico coi fautori del queer, visto che di solito sostengono o suggeriscono entrambi che l’orientamento sessuale sia una scelta.

Comunque, la teoria queer ha essenzialmente fatto il suo tempo e non rappresenta la base su cui si instaurano le rivendicazioni LGBT. D’altro canto, se i cattolici stessero parlando davvero della queer theory quando parlano di “teoria gender”, perché non dire direttamente di essere “contro la teoria queer”, che indubbiamente esiste, e inventarsi invece una fantomatica “teoria gender”?

È semplice: è più facile attaccare un uomo di paglia, ovvero un avversario creato da loro e che si comporta e dice e pensa esattamente come dicono loro, che un avversario reale, foss’anche un avversario facile facile come la queer theory.

Infatti la queer theory dice qualcosa di molto chiaro e definito ed ha un suo corpus di autori e scritti di riferimento, quindi è qualcosa di ristretto e identificabile; identificabili sono i suoi seguaci e sostenitori, identificabili i suoi contenuti, identificabili i suoi oppositori. Leggete il mio blog: chi mai potrebbe accusarmi di essere un teorico queer? È impossibile, sono chiaramente un nemico giurato della teoria queer! Invece la teoria gender è una specie di blob tentacolare lovecraftiano nel quale si può incorporare agevolmente tutto e il contrario di tutto: non si può accusare il sottoscritto di essere queer, ma mi si può accusare di essere “gender”, visto che non significa niente di preciso.

Ed è quello che infatti fanno: avete presente la dottrina cattolica sulla sessualità? Ve la riassumo for morons: esistono maschi e femmine, i maschi sono forti e guerrieri e lavoratori e razionali, le fanciulle sono fragili, delicate, materne ed emotive, tutti stanno bene col proprio corpo, tutti si identificano nello stereotipo sessuale di cui sopra, tutti sono attratti dal sesso opposto e solo col fine del matrimonio e della procreazione; quello che non quadra con questa teoria (omosessualità, transgenderismo, sesso ricreativo etc.) è “errore” o “malattia”. Questa è, stringatamente, la teoria “anti-gender”.

Bene. Adesso che abbiamo spiegato la teoria anti-gender, prendiamo tutto quello che non è d’accordo con la teoria anti-gender.

Ffffatto?

Ecco. Quello loro lo chiamano “gender”.

E, sicuramente, questa cosa ESISTE. Nel senso, è ovvio che esiste tutta una teorizzazione sulla sessualità che non corrisponde a quella cattolica. Anzi, oggi è banalmente accettata in tutto il mondo civile; la teorizzazione cattolica ce la siamo lasciata dietro (per la ragione abbastanza ovvia che non puoi permetterti di chiamare “errore” tutto quello che non quadra con la tua teoria). Se non aderire alla dottrina cattolica della sessualità, ammettendo invece l’esistenza e la dignità di varianti del comportamento e dell’identità sessuale umana che si discostano dalla dicotomia di cui sopra, è “gender”, allora sì, ovviamente il gender esiste.

Ma, se è così, chiaramente non si tratta della teoria secondo cui l’identità sessuale si sceglie, né della teoria per cui il sesso non ha alcuna rilevanza nelle nostre vite. Quella, al massimo, potrebbe essere la teoria queer.

Nella loro testa, anche solo accettare l’esistenza dignitosa dell’omosessualità, riconoscendo i diritti civili corrispondenti alle persone LGBT, è “teoria gender”, perché non corrisponde alla visione cattolica del sesso e della società. Ma siccome non possono dire di essere semplicemente contro tutto quello che non segue la dottrina cattolica della sessualità, allora prendono tutto quello che non va d’accordo con la dottrina cattolica della sessualità, lo schiaffano dentro un cestino, lo pressano bene col piede e ci appiccicano sopra un cartello con su scritto “teoria gender”. A quel punto ci buttano dentro un bel po’ di complottismo, iniziando ad attribuire a questo nemico immaginario tutte le peggio minchiate che gli passano per la testa facendolo diventare addirittura una “ideologia”; tanto, ehi, l’hanno creato loro, mica dovranno mai confrontarsi con un sostenitore autentico della “teoria gender” o con qualcuno che la conosce (un rischio che con la teoria queer avrebbero invece corso).

In effetti, di fronte a quest’aggressione micidiale verso la “teoria gender” che stanno portando avanti, non vi aspettereste che qualche suo sostenitore accorra in suo soccorso? Se critichi la teoria queer nessuno nega la sua esistenza e anzi arriva sempre qualche suo sostenitore a difenderla, e questo nonostante sia una teoria estremista che, come tutti gli estremismi, diventa facilmente dannosa per l’immagine del movimento LGBT. Com’è che se critichi la “teoria gender” invece arriva solo gente che ti dice che non esiste? C’è un mega-complottone mondiale per dire tutti quanti che non esiste? E allora perché invece nessuno si è preso la briga di fare lo stesso complottone contro la teoria queer? Non sarà che la teoria queer esiste, mentre la “teoria gender” non esiste davvero? È attraverso questo meccanismo perverso che anche uno come me, che è al di sopra di qualsiasi sospetto di simpatie per la teoria queer, può comunque essere accusato di “teoria gender”, visto che sono contro la teoria cattolica della sessualità e quindi tutto quello che dico fa brodo, sono comunque il “nemico”, ovvero il “gender”.

Ed ecco che i nostro amici hanno creato il mostro perfetto, memori della lezione che ogni regista di film horror di qualche valore si è studiato: il mostro più terrificante è quello che nessuno ha mai visto. E ovviamente non è necessario neanche che esista davvero, per essere terrificante.

E va bene, siete liberi di usare il vocabolario che preferite. Avevate bisogno di un nome collettivo sotto cui radunare tutti quelli che bollate come “nemici”, siano essi di destra o di sinistra, etero o gay, transgender o cisgender, costruttivisti o naturalisti, scienziati o filosofi … non ha importanza: sono il nemico, e dovevate dare un nome al nemico. Bene, lo avete trovato, è “gender”. Buon pro vi faccia.

Ma adesso non cercate di farlo passare come un problema sociale o come un nemico sociale: è semplicemente un termine che voi usate per designare i vostri “nemici”; è reale e definito, sì, ma solo in negativo, rispetto a voi. Quando dovete dargli qualche carattere positivo, ecco che ve lo dovete inventare, perché in sé è un termine senza significato: il senso lo assume solo come contrasto alla vostra idea.

Insomma, esiste la teoria secondo la quale l’identità sessuale è un costrutto sociale e basta?

Penso che possiamo dire approssimativamente di sì, anche se non è molto di moda: si tratta della teoria queer.

Esiste la “teoria gender”?

Se “teoria gender” denota qualsiasi alternativa alla visione cattolica, allora ovviamente esiste questa “teoria gender”; ma solo come termine ombrello per raggruppare tutti i “nemici” della visione della sessualità degli integralisti cattolici. Non certo come “la teoria per cui l’identità sessuale è un costrutto sociale”.

Ossequi



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