Tanta fatica fecero i Romani nel progettare e costruire
quelli che a noi paion ruderi, quanta non ne fanno le autorità
responsabili della pulizia di piazza Marconi. I vetri messi apposta
per lasciarci ammirare i reperti romani sono sempre sporchi. A
volte così scivolosi che un tale, si dice, vi ha fatto orrido
capitombolo fratturandosi un arto e finendo senza gioia sul
giornale La Provincia. Ma i Romani restano lì, invisibili, eterni
ma occulti, tanto a noi superiori che nemmeno siamo in grado di
vederne le storiche tracce! E lì di fronte nella medesima piazza
Marconi, che poi diverrà piazza Arvedi, si staglia il monumento
all’effimero ma ultralucido museo del violino. Stasera la mia
nostalgia è romana. Meglio i romani che sti ostrogoti!

