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Perché un candidato di centrodestra al Quirinale sarà sempre “impresentabile”

Creato il 28 marzo 2013 da Iljester

quirinaleLa considerazione non è oziosa e ha un suo logico fondamento nella storia della nostra Repubblica, così impregnata di comunismo, da essere questo ormai parte integrante del nostro modo di pensare. Trattasi di egemonia culturale di memoria gramsciana, che trova la sua massima espressione nella “kultura” dominante degli intellettuali di sinistra, che occupano ormai ogni settore dello sciibile italiano da decenni.

Parto dalla ormai nota dichiarazione di Franco Battiato, quella passata in secondo piano rispetto all’altra (sulle troie in Parlamento), perché avente a oggetto la destra italiana:

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La destra italiana è una cosa che non appartiene agli esseri umani…

A tal proposito, è interessante il giudizio dato da Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale di destra, nonché amico del cantautore:

Sono sicuro che se alla sua frase ["Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa", ndr] avesse aggiunto “di destra” non ci sarebbe stata una levata di scudi. Sicuramente non avrebbe parlato il Presidente Boldrini, sicuramente Crocetta non lo avrebbe espulso e l’opinione pubblica così avvertita, così sensibile, non avrebbe mosso ciglio… La sua dichiarazione più grave ["la destra italiana non è una cosa che appartiene agli esseri umani", ndr] non è stata [infatti] manco presa in considerazione…

Lo scrittore ha detto una verità sacrosanta: se l’insulto fosse stato ben circostanziato a una precisa area politica, la destra, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, e sicuramente Battiato ora sarebbe ancora al suo posto. Sintomatica è per Buttafuoco la circostanza che sulla non umanità della destra italiana nessuno ha protestato, nessuno si è indignato a parte la destra stessa.

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Da qui la considerazione del titolo, che può essere riassunto in due parole: pregiudizio e preconcetto. La sinistra italiana – culturalmente e mediaticamente dominante (nonostante la leggenda dei media controllati da Berlusconi) – osteggia qualsiasi ricambio democratico nelle istituzioni, e per farlo ha un solo mezzo: demonizzare, screditare, ridicolizzare e sminuire l’avversario attraverso i suoi “intellettuali organici”.

Del resto questo metodo non lo ha inventato Bersani, né il PD, ma è un metodo tipico dell’ideologia comunista. Antonio Gramsci, a suo tempo, postulava la necessità che la rivoluzione, per arrivare al potere, dovesse preparare il terreno attraverso l’egemonia culturale e politica della società. Nei Quaderni, egli è abbastanza chiaro quando afferma che l’egemonia è il dominio di una classe sulle altre attraverso un’operazione di controllo culturale e ideologico e di esercizio del potere, in senso non tanto coercitivo, quanto di persuasione razionale, di influenza sul pensiero, sulla vita, sulla moralità, sulle abitudini sociali e culturali dei singoli. Egli dunque postula il concetto di “intellettuale organico”, come quell’intellettuale capace di “mescolarsi attivamente alla vita pratica” e diventare dirigente politico (cioè “specialista + politico”) proprio a partire dalla centralità del lavoro industriale nella società moderna.

Ecco. Questo è quanto è avvenuto in Italia negli ultimi settant’anni, soprattutto a partire dagli anni ’60, quando iniziarono i primi dialoghi tra la sinistra DC e il PCI. Se oggi abbiamo una predominanza degli “intellettuali” di sinistra, se oggi gli intellettuali di destra sono emarginati, se oggi la TV e i giornali sono dominati da giornalisti e presentatori di sinistra, e se oggi nella scuola e nelle università dominano insegnanti di sinistra, è perché l’egemonia gramsciana ha avuto un grande successo. E la prova del nove si è avuta quando Berlusconi ha deciso di scendere in campo contro la sinistra italiana. La conseguenza? Una violenta reazione che continua ancora oggi e che ha compromesso gravemente l’evoluzione liberale e democratica nel nostro paese.

Perciò, tornando all’oggetto di questo post, un candidato di destra al Quirinale (e non solo al Quirinale, ma in ogni istituzione) sarà sempre considerato “impresentabile” per definizione, perché è un riflesso condizionato e imposto dall’egemonia culturale della sinistra e dai media organici. E se mai un presidente di quest’area fosse eletto un giorno (e io me lo auguro), probabilmente non avrebbe lo stesso trattamento riservato ai suoi predecessori di sinistra. Del resto, è sufficiente vedere come è stato trattato il Cavaliere durante il suo governo.


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