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Piante palustri

Creato il 03 agosto 2010 da Giardinaggio @Giardinaggionet

Le piante palustri


Spathiphyllum Le piante palustri si possono porre tra quelle di terra e quelle acquatiche; esse raccolgono gli elementi nutritivi attraverso le radici e necessitano di molta acqua. Allo stato naturale le piante palustri non vivono mai sommerse e sviluppano fogli e fiori all’aria aperta. Questi tipi di piante possono essere coltivate sia in terrario che in acquario oppure nei laghetti che troviamo in molti giardini delle nostre case. Le piante palustri hanno una buona crescita e, se coltivate in specchi d’acqua piuttosto piccoli, sarebbe meglio piantarli in vaso potendo così controllare il loro sviluppo. Queste piante presentano bellissimi fiori e sono molto decorative anche per appartamento.

Ambiente ed esposizione


L’ambiente più adatto per queste piante è quello che unisce terra ed acqua. Il clima preferito è di tipo tropicale. In specchi d’acqua naturali si pianteranno sul fondo vicino alla riva, mentre in quelli artificiali sui bordi. Necessitano di buona luce per svilupparsi al meglio. Durante la stagione invernale le temperature minime di notte non dovrebbero scendere al di sotto dei dodici-quindici grandi.

Terreno


Il terreno adatto è il limo, cioè sabbia piuttosto grossa e argilla più fine portati da fiumi e corsi d’acqua; questo terreno dovrà essere sempre umido.

Messa a dimora e rinvaso


Nella messa a dimora le piantine non vanno mai completamente sommerse. Quando le acquistate, prima di piantarle, dovrete liberare bene le radici. Meglio piantare parecchie piantine di poche varietà che unire tante specie diverse. Il rinvaso andrà fatto alla fine della stagione invernale oppure all’inizio di quella primaverile, sostituendo un vaso di maggior grandezza.

Annaffiature


Non sopportano i terreni asciutti e secchi, quindi andranno annaffiate abbondantemente, facendo però attenzione a lasciare asciugare il terreno prima di procedere con un’altra annaffiatura.

Concimazione


Nel caso il terreno fosse già ricco di sostanze nutritive, non occorrerà concimare, le radici preleveranno da esso il nutrimento e la pianta crescerà sana e forte. Altrimenti usare un concime granulare a lenta cessione da somministrare in primavera.

Riproduzione


La moltiplicazione più usata per le piante palustri è quella per divisione dei rizomi.

Potatura


Si effettuerà una potatura per eliminare parti secche o danneggiate.

Fiori


I fiori delle piante palustri hanno bellissimi colori e quindi molto decorativi che variano a seconda della specie. Si sviluppano in estate fino ad ottobre.

Malattie e parassiti


Possono essere soggette a marciume radicale che si potrà prevenire tenendo il terreno della giusta umidità. In alcuni casi possono essere infestate dagli afidi e dalle cocciniglie.

Vendita


In commercio sono facilmente reperibili. Prima di acquistarle sarebbe meglio informarsi bene sulla loro coltivazione, sulle loro esigenze di terreno, acqua, luce ecc.

Specie più diffuse


Ci sono molte specie di piante palustri, eccone alcuni esempi delle più commercializzate.

Chamaedorea Elegans: è una piccola palma che può raggiungere i tre metri di altezza, presenta steli molto sottili. Molto spesso viene coltivata come pianta d’appartamento. Trae la propria origine dall’America latina, Messico e Guatemale. Preferisce umidità e buona luce, ma può resistere anche in altri ambienti. Chlorophytum Bichetii: è una pianta palustre che ha uno sviluppo a cespuglio, foglie lunghe appuntite di colore verde con contorno bianco. Presenta fiori di colore bianco. Dieffenbachia: è una pianta perenne sempreverde originaria delle zone tropicali dell’Asia e dell’America centrale, presenta foglie di grandi dimensioni di colore verde con macchie bianche, verdi oppure avorio. I fiori sono poco appariscenti e si sviluppano riuniti in pannocchie. E’ molto tossica.

Dracaena: questo tipo di pianta presenta molte specie. E’ originaria delle zone tropicali dell’America e dell’Africa. E’ di tipo sempreverde e presenta foglie di grandi dimensioni a forma di lancia di colore verde con varie sfumature. Ha fusti di tipo eretto.

Hemigraphis Colorata: ha origine in Asia. Ha foglie a forma di lancia, di consistenza ruvida, di colore rosso nella parte sottostante e verde in quella sopra. Può raggiungere i venti centimetri di altezza. E’ tipica delle paludi ma si può coltivare anche in acquario.

Spathiphyllum: questo genere riunisce molte specie di piante sempreverdi, rizomatose, con foglie di forma ovale anche allungata. I fiori sono di colore bianco e piccoli riuniti in infiorescenze avvolte da una grande spata di colore bianco.

Ophiopogon: è una pianta erbacea perenne rizomatosa che trae origine dall’India e dall’Asia orientale. Sono coltivate soprattutto a scopo decorativo, presentano fiori riuniti in grappoli.

Syngonium: sono piante rampicanti che per svilupparsi necessitano di sostegni. Presentano foglie a forma di freccia. Le infiorescenze sono avvolte da una spata.


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