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Piccolo apologo

Da Loredana V. @lorysmart

Dal personale al generale

Abbiamo un’amica con l’ossessione della pulizia della casa ed ogni volta che ci rechiamo a trovarla ci invita gentilmente ad usare quelle scomodissime pattine in feltro per evitare di rigare i pavimenti. Tenendo alla sua compagnia ed alla sua amicizia, facciamo ciò molto volentieri perché siamo suoi ospiti e sottoporci al “rito” delle pattine è solo un modo per ringraziarla per la sua accoglienza.

Allora perché quando arrivano gli extracomunitari (anzi, clandestini, perché la maggior parte di loro è senza documenti, anche quelli che si dichiarano profughi), invece di dimostrarsi riconoscenti in quanto non solo spesso andiamo addirittura a prelevarli dai loro barconi fatiscenti, diamo loro un tetto, pure se provvisorio, li rifocilliamo e curiamo, diamo loro perfino una paghetta superiore a quanto percepiscono i nostri pensionati al minimo, ci “ringraziano” mettendo a soqquadro i centri di accoglienza bruciandone gli arredi?
Non c’è quindi da meravigliarsi se anche la civilissima Norvegia ha cambiato registro ed ha svoltato a destra, infastidita dall’incremento non solo degli extracomunitari, ma dalle loro pretese e dall’aumento della delinquenza.
Questo non interessa minimamente la nostra ministra che invece è infastiditi dalla canzoncina “I watussi”, tanto da querelare, sembra, Edoardo Vianello… Chissà allora se dovesse sentire “Bingo Bongo”; almeno quello “stare bene solo in Congo” e…. (meglio che mi fermi qui).

E se a qualcuna non piace la canzone seguente…. si tappi le orecchie.



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