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Più cretina che malvagia

Creato il 25 settembre 2011 da Malvino
L’outing è pratica disdicevole? Penso che lo sia soltanto quando è praticata in forma anonima e senza produrre prove validamente documentate di ciò che si rivela. E dunque anch’io ritengo disdicevole la pagina di listaouting.wordpress.com, e tuttavia non condivido affatto le ragioni di principio che sento addurre a pressoché unanime condanna dell’outing come strumento politico. Senza dubbio si tratta di una pratica ritorsiva, ma come negare i suoi caratteri di difesa?Non voglio dilungarmi troppo in premesse: rimando a Wikipedia per tutto ciò che attiene alle ragioni che hanno dato vita all’outing, ai problemi di metodo che sono posti nella sua pratica, alle controverse questioni che ha fin da subito sollevato sul piano morale e su quello politico, ecc. Si tratta – leggo – di una iniziativa che è concepita come “arma politica di difesa contro quegli omosessuali conservatori che, per allontanare da sé i sospetti di omosessualità, si rivelano particolarmente fanatici nella deprecazione e addirittura nella persecuzione pubblica dell’omosessualità”: violazione della privacy, senza dubbio, ma finalizzata a combattere uno dei più deleteri effetti dell’ipocrisia, che è quello di produrre un danno a una componente politicamente debole nella società, con la finalità di trarne un vantaggio tutto personale.Nel caso dell’omosessuale che, rivestendo un ruolo pubblico, promuova o sostenga iniziative di franca impronta omofoba, poco importa se la sua ipocrisia sia un mezzo per procurarsi un personale consenso politico o per cercare un personale riparo dalla discriminazione che intanto non risparmia gli altri omosessuali o, ancora, per risolvere in modo nevrotico una personale conflittualità interiore: di fatto, la sua ipocrisia produce un danno oggettivo, e lo produce in offesa a quanti vengono con ciò nel legittimo diritto di difendersene.Ora, senza dubbio, la privacy è sacra e anche un ipocrita ha buon diritto di lamentarsi se la sua è violata. Ma ogni onore porta un onere, e l’ipocrita che riveste un ruolo pubblico ha verso la propria privacy l’obbligo di una cura particolare, proprio nel malaugurato caso che essa sia violata: se non ci riesce, e il suo privato viene a rivelarsi in patente contraddizione con quanto ha sempre voluto dar da credere per ciò che pubblicamente ha detto e ha fatto, al più merita di essere risarcito per l’intrusione che la sua privacy ha subito, non già del danno personale che ne è derivato. Potrà avere l’umana comprensione dei pietosi, ma non potrà lamentare la perdita del consenso che chiedeva e otteneva in forza dei suoi argomenti omofobi.A un omosessuale che rivesta un ruolo pubblico, e che non voglia pubblicamente rivelare le proprie preferenze sessuali, non resta che una sola coerenza a prova di infortunio: rinunciare a posizioni omofobe. Questo è quanto riesce ad ottenere l’outing, come pratica ritorsiva, ma anche come strumento deterrente. Non è questo che ci si può aspettare dall’iniziativa di listaouting.wordpress.com, che si esaurisce nella vuota illazione, moralmente disdicevole, e soprattutto dagli effetti potenzialmente controproducenti. Più che malvagia è stata operazione cretina.

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