Pixel style e moda computerizzata

Creato il 14 novembre 2012 da Mib2013

In principio si chiamava puntinismo, per dirla originale e per rispettare le sue provenienze diremo pointillisme. Oggi, dopo l’avvento della rivoluzione digitale, si fa chiamare pixel art e ha unito il mondo digitale a quello dell’arte appunto. Noi facciamo un’ulteriore unione e lo uniamo a quello della moda, coniando il pixel style. Gli stilisti hanno deciso di non stare fermi a guardare e trarre ispirazione dal gioco affascinante di pixel multicolor ricreando texture grafiche prese in prestito dal sistema digitale.
Stampe elaborate in 3D, effetti ologramma, prints a pigmenti, grafiche ottenute con immagini sapientemente distorte al computer. Sfogliando le collezioni invernali e primaverili saltano agli occhi i tanti riferimenti ispirati all’arte moderna, iper-contemporanea e digitale. Come in una “gallery” di pittura e scultura o innovative forme d’espressione virtuale.
Non passano inosservati, i pixel in versione extra-large stampati su gonne e camicie di taglio tradizionale in contrasto con i colletti a volants in merletto, visti sulla passerella di Preen: mini tasselli per il tubino, tratto dalla texture animale del coccodrillo per la casacca semi-trasparente.
Versione multicolor per Chicca Lualdi Bee Queen: la fascia centrale color rosso lacca si dirama lungo la maglia bianca creando una sfumatura di colore virtuale. Stesso concept per Gabriele Colangelo, dove lo stesso effetto è reiterato più volte lungo l’asse verticale della jump-suit, ricreando così una versione digitale della fantasia a righe.
Iper-scenica la coreografia realizzata alla sfilata di Antipodium: un pannello a LED sfuoca l’outfit in tasselli piccoli e geometrici. Sembra di essere direttamente catapultati all’interno di un’atmosfera virtuale.
Tanti altri stilisti in questa stagione hanno subito il fascino della creatività nel senso più artistico e sperimentale del termine cogliendo il più possibile dall’era cyber digital. Il risultato di tutto ciò è spesso una domanda. Quanto sarà affidato alla creatività delle mani nelle collezioni fashion del futuro e quanto alla creatività affidata alla pura ricerca dell’immagine e alle lavorazioni computerizzate?


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