
da fotograficasestriere.com
210 metri di dislivello distribuiti su una distanza di 400 metri. Guardato da valle il trampolino olimpico K125 di Pragelato è semplicemente un muro. “Fa davvero impressione” è il primo commento di Debora Cardone, che ieri sera ha vinto qui la seconda tappa della Crazy Vertical Running Week, cioè la scalata al trampolino. “Una gara unica e inedita, che le altre partecipanti ed io affrontavamo per la prima volta” prosegue Debora, “sulla linea di partenza ci siamo guardate negli occhi chiedendoci come avremmo fatto ad arrivare fino in cima. Ma poi, una volta raggiunta la sommità, dopo un momento per riprendere fiato abbiamo guardato in basso e la soddisfazione è stata grande”.
È stata un’avventura, una scoperta per tutte; un modo originale per unire divertimento e allenamento. Dopo le prime decine di metri relativamente in piano (corrispondenti allo spazio che gli atleti utilizzano per rallentare dopo il salto) è cominciata la salita vera e propria, prima sulla rete di corde, poi lungo i 1.000 gradini che portano alla vetta del trampolino. “La pendenza cresce man mano che si procede” spiega Debora Cardone, “e ci si ritrova a correre o camminare praticamente a quattro zampe. Poi sulla scalinata si torna ad avanzare “in piedi”. Qui, nel primo tratto, è difficile sorpassare; dopo la strada si allarga nuovamente”.
Ma come si affronta una prova così ripida, anche se relativamente breve? “Abbiamo svolto una ricognizione ma è chiaro che la gara è tutta un’altra cosa” racconta l’atleta delle Valli di Lanzo, classe 1975, seconda domenica scorsa in Trentino alla Stava Mountain Race, “così abbiamo deciso di partire tranquille, per evitare di trovarci a metà della scalata con le gambe distrutte”. Pur gestendo le energie Debora si è presentata in testa all’inizio della gradinata e ha tagliato per prima il traguardo in 5 minuti e 10 secondi.
Dietro di lei Cristina Bonacina (G.P.Talamona), atleta che gira il mondo per gareggiare sui grattacieli. L’habitat di Debora è molto diverso. Amante della corsa fin da ragazza ha cominciato in pista, ma si è presto convertita ai saliscendi nei boschi e sugli sterrati, l’ambiente “di casa”, nel quale vive e si allena quotidianamente. “La passione per le gite si è unita con l’agonismo e ho iniziato a correre in montagna” ricorda, “le mie prove preferite sono gli sky race, 20-25 km anche molto tecnici lungo sentieri di alta montagna, e mi diverto specialmente in discesa. E due anni fa ho coronato il sogno di vestire la maglia azzurra della nazionale di corsa in montagna lunghe distanze. Il traguardo più bello della mia carriera”.
