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Post aperto – camminare in Piemonte

Creato il 09 settembre 2014 da Paola Sereno @paolasereno

In questa estate poco estiva, ho la fissa delle camminate in montagna. Niente mare, niente abbronzatura (ma tanto non si sono abbronzati neanche i forzati della spiaggia, questa volta), ma scarponcini e zainetto e via. Poca gente, aria cristallina, prati verdi e quelle cose lì. Sto invecchiando, però mi piace. Per non dimenticarmi gli itinerari, e per avere nuove idee, vorrei condividerli con voi, in questo post aperto che è un work in progress costante.

Bardonecchia
Da Pian del Colle al Rifugio Re Magi – 1h e 30 - facile

Rifugio Re Magi, Valle StrettaBardonecchia, si sa, è un super classico delle vacanze in montagna dei torinesi. La zona di Melezet e di Valle Stretta si presta a numerose escursioni e noi ne abbiamo scelta una very basic: si lascia l’auto al parcheggio del campeggio di Pian del Colle e si parte per un sentiero ben battuto che attraversa prati e boschi. La nostra meta è stata Granges de la Vallee Etroite, tra l’Italia e la Francia, ameno borgo composto da una manciata di case e due rifugi, Re Magi e Terzo Alpini. Noi abbiamo fatto uno spuntino al Re Magi: panini/torta/birre/grappe non memorabili e neppure economici, però la posizione del rifugio è molto bella con vista sulla vallata. Nota negativa: al rifugio si arriva anche in auto, quindi è un po’ affollato. Nota positiva: poco prima del rifugio, c’è un’azienda agricola con annessa vendita di formaggi, mucche e cani beatamente sulla strada. Idea per la prossima volta: al rifugio ci andiamo in macchina pure noi e poi partiamo per qualche altra escursione nella valle, ce n’erano diverse segnalate.
www.iremagi.it

VAL PELLICE

Da Villanova al Rifugio Jervis – 1h e 30 - facile
Rifugio JervisLa Val Pellice è, per me, il luogo delle origini. Qui sono nati i miei nonni paterni, valdesi, qui ho passato i weekend della mia infanzia, in una baita in mezzo al bosco con il tetto in pietra di Luserna e una casettina chiamata Magichina costruita da mio nonno solo per me. Ad ogni modo, quella al Rifugio Jervis è un’escursione per tutti i gusti, nel senso che ci sono ben 3 percorsi diversi per raggiungerlo. In auto, si arriva a Bobbio Pellice e si prosegue per Villanova: non ci si  può sbagliare, è sempre dritto. Lasciata l’auto all’apposito parcheggio, si attraversa il borgo di Villanova e si può poi scegliere tra sentiero più selvaggio (dell’inverso) oppure la pista carrabile (dell’indritto). Io consiglio il sentiero per la salita, visto che i paesaggi sono più belli, ed eventualmente la strada al ritorno, anche se ogni tanto troverete una macchina a farvi compagnia.

In circa un’oretta e mezza sarte arrivati all’ampia Conca del Prà: fermatevi pure un momento a godervi il panorama, il torrente e le mucche, ma soprattutto godetevi il pranzo in rifugio! Il menu prevede affettati, polenta concia/con salsiccia/con spezzatino e dolce a 15 euro! Meglio prenotare, perché è spesso affollato, e meglio mangiare fuori, con vista sulla conca. Aspettatevi parecchia gente, visto che – purtroppo – è possibile arrivare anche in auto, e un’accoglienza non proprio con i guanti bianchi.

Nota storica: Willy Jervis, a cui è intitolato questo rifugio e un altro a Ceresole, fu ingegnere alla Olivetti, alpinista e partigiano. Di origini valdesi, ma nato a Napoli per puro caso, si unì alla Resistenza sfruttando le sue doti di scalatore per accompagnare profughi in Svizzera. Catturato dai nazifascisti, fu torturato e infine fucilato a Villar Pellice nell’estate del ’44. Olivetti si offri di mantenere la sua famiglia, considerando il suo dipendente “caduto sul lavoro”.

www.rifugiojervis.it


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