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Post fatevicazzimiei: il primo luglio 2013 e una viola da gamba

Da Amaranthinemess @AmaranthineMess
Post fatevicazzimiei: il primo luglio 2013 e una viola da gamba Salve mi* car*
la giornata di ieri è stata particolarmente piacevole e dunque voglio mettervi a parte delle -sempre e comunque - rocambolesche avventure dei coniugi Mess.
As usual questo post sarà infarcito di foto, anzi, sarà essenzialmente composto da foto e il 70% delle foto ritraggono il mio bellissimo consorte ma c'è un motivo: lui mi ha detto, se mangi due dei miei involtini di melanzane puoi farmi tutte le foto che vuoi. Detto fatto. Come si dice a Palermo non si doveva avanzare.
Come potete ben evincere dalla foto qui accanto la prima tappa della nostra bella serata è stato il bar della Feltrinelli e il nostro ormai consueto menu: crostata alla nutella e tè freddo per lui, espresso con panna - e chicchi di caffè- e cheesecake per me.
Ecco qualche foto della nostra culturalissima tarda merenda-quasi cena:

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 Sì, Marco dopo aver letto  -quasi interamente ai tavoli di Feltrinelli - un bel libro sui testi dei Pink Floyd si è dato ai Sette peccati capitali di Corey Taylor. Vabè. Almeno lo trova divertente, di tanto in tanto mentre sono assorta nella lettura del mio libro lo sento sghignazzare. Io, invece, mi portavo dietro da Una marina di libri -> [link al post] la curiosità per questo testo che, ahimè non comprai allora. Ahimè perchè quell'edizione costava 6€ questa 9, però c'è da dire che in questa pare esserci un ottimo impianto critico che ieri, leggendo, mi sono resa conto è necessario per ben comprendere l'opera. Ad ogni modo, è un'opera satirica molto interessante&divertente e ieri in un'oretta di permanenza al nostro tavolino ne ho fatta fuori circa metà.
Si tratta de Il Ciclope di Euripide, qui di seguito una delle frasi che mi hanno più divertito:
 
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Dopo la tappa Feltrinaus ci siamo recati alla tanto chiccherata Vucciria.
Spiego velocemente la vicenda per i non palermitani.
Qualche settimana fa il Comune di Palermo ha approvato un'ordinanza che impone ai locali notturni di abbassare la musica sotto un tot - limitatissimo - di decibel dopo mezzanotte (l'una nel fine settimana) e di non vendere più roba in vetro dopo lo stesso limite di tempo. Questo, pare, punti a migliorare la vivibilità della vita notturna palermitana.
L'ordinanza è altamente discutibile in molti suoi punti, ma se fosse tutto qua si potrebbe anche accettare.
Il problema è che a Palermo ci sono delle "zone franche" in cui le regole non esistono, zone in cui, per ammissione dello stesso assessore a non so che, i vigili urbani hanno paura ad entrare. Fra queste zone c'è anche la mia amata Vucciria che incarna tutte le splendide e strazianti contraddizioni di questa città: è un posto magico, davvero, bellissimo, non credo ci siano al mondo tanti altri posti come la Vucciria, però è anche un pezzo di territorio completamente fuori dal controllo comunale, che vive nell'illegalità più sfrenata, in balia della mafia e del malaffare.
Ovviamente i proprietari dei locali che rispettano l'ordinanza si sono ampiamente lamentati di questa situazione. Non so che risposta sia stata data dal Comune, francamente non mi sono più interessata alla vicenda perchè mi pare davvero troppo complicata: è giusto che l'ordinanza venga applicata in egual modo a tutti i locali notturni però applicare questa ordinanza alla Vucciria significherebbe ucciderla. Se un locale in una zona X può sopravvivere benissimo anche senza la musica a tutto volume, la Vucciria credo proprio di no. La Vucciria è come un enorme locale a cielo aperto, c'è una zona più tranquilla dove si può mangiare e bere, poi un'altra piazza dove si crea una specie di discoteca a cielo aperto molto suggestiva.
D'altro canto, poi, ancora, penso che non è ammissibile che in una città ci sia una zona dove si fa un po' come pare, bella e suggestiva per quanto possa essere.
Ad ogni modo, non trovando una posizione sulla quale schierarmi, scusate l'ignavia, continuo a frequentare la Vucciria perchè mi piace parecchio.

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Marco dentro il nostro "locale di fiducia" U Pirtusiddu

Mentre eravamo seduti ai tavolini della Vucciria ho incontrato la mia insegnante del corso di scrittura - mi manca tanto il corso di scrittura! - e poi è successa una cosa comica et inquietante allo stesso tempo: si avvicina un tizio - sconosciuto - al tavolino guardano nella direzione di Marco e dice Marco, vieni qua poi si allontana. Marco mi guarda spaesatissimo e mi fa Ma chi io? Non ce lo siamo ancora spiegati, anche perchè poi il tizio ha scambiato due parole con un altro ragazzo arrivato dopo di lui ed è andato via. Bah.
La tappa successiva alla Vucciria, nonchè motivo principale dell'uscita, è stato un concerto di musica tardorinascimentale che si è tenuto presso la Basilica di San.Francesco che, puta caso, si trova proprio davanti uno dei miei ristorantini preferiti.
Riporto le notizie apprese su Facebook perchè non conoscevo questro trio:
Dopo il successo ottenuto, lo scorso 17 Giugno, dell'esordio del TRIO (Sandro Amoroso tenore, Alfredo Gilè arciliuto e Nereo Luigi Dani viola da gamba), si ripete nella medesima e suggestiva cornice della Basilica di San Francesco d'Assisi, il concerto tributo al compositore tardo rinascimentale londinese (John Dowland).
Abbiamo ascoltato qualche brano ma l'acustica lasciava un po' desiderare e soprattutto i testi che venivano letti fra un brano e un altro non li abbiamo proprio sentiti. La cosa che mi ha fatto dire io andrò a questo concerto quando ho letto dell'evento su Facebook è stato il nome dei due strumenti: uno arciliuto e una viola da gamba.Non si può mancare un concerto eseguito con una viola da gamba, scherziamo?La scena più bella però, è avvenuta fuori dalla chiesa: appena arrivati davanti la chiesa avevamo ancora i bicchieri presi in Vucciria allora ho lasciato un attimo il mio a Marco e sono entrata a vedere se era già cominciato il concerto. Sì, era cominciato. Così torno fuori e dico a Marco di sbrigarci a bere che dentro stanno già suonando. Nella piazza della chiesa, come dicevo, c'è anche uno dei miei ristorantini preferiti l'Antica Focacceria S. Francesco, che d'estate mette fuori i tavolini. Quindi immaginate la scena: la piazza, le luci giallastre dei lampioni dei centri storici e ad un tratto un violinista inizia a suonare fra i tavoli. E Marco: "questa è una scena di un film banale" e io "Non è vero è una scena bellissima" e lui "io e te invece siamo in una scena di un film di Tarantino: appoggiati alla cancellata della chiesa con dei bicchieri in mano che guardiamo alla scena della piazza" e io "se fossimo in un film di Tarantino ci metteremmo a fare un duello in mezzo alla piazza".
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Dopo il concerto è stata l'ora della pappa.
La mia cena-Conticello - Conticello è il nome del proprietario - prevede piatto di crocchè e bicchiere di vino bianco. Prendo sempre quello. E così è stato ieri.
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Voi direte, perchè tutte queste foto del gentil consorte con una crocchè in mano? Erano varie prove, poi ho deciso di pubblicarle tutte perchè mi piace molto vederle in sequenza.
La Focacceria S.Francesco mi piace molto, è uno di quei luoghi di Palermo ai quali sono legata da bei ricordi. E poi credo sia un posto molto bello. E si mangia bene. Ah ed è economico. Quasi perfetto direi.
Vi lascio con una bella foto fatta una volta rientrati a casa: non sono una fotografa, faccio foto perchè mi piace ma senza alcun criterio, non conosco le "regole" della fotografia e non ho una reflex - ma come? non hai una reflex? no, noncellò - però alcune delle foto che faccio mi piacciono tanto pur nella loro rustichezza e questa è una di quelle. Sarà che il soggetto è l'uomo più bello del mondo, chi lo sa.
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Bonne nuit!
"Ci nascondiamo dai fari quassù al terzo piano
Un astronauta, cammino per casa
Invado il divano l'amore è anche fatto di niente
Ma quanta luce i tuoi occhi
Sento bruciare dei fogli
"   Restiamo in casa Colapesce

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