
La straordinaria Cecilia (@iltempodivivere) di “Se solo sapessi dire” mi ha nominata per questo premio tantissimo tempo fa e io naturalmente ho lasciato passare i giorni senza che me ne accorgessi. Francamente sono una persona pessima. Ci penso, dico si lo devo fare e poi me ne dimentico, tra le varie ed eventuali che si accumulano. Compatitemi, vi prego! Ora ci sono delle domande a cui devo rispondere… preparatevi a leggere qualche cretinata su di me. Se non vi interessa null’altro che i libri… beh scappate. Grazie ancora Ceci per reputarmi anche solo vagamente meritevole di questo premio.
- Hai qualche qualità personale che nessuno sembra apprezzare?
Ehm… ho delle qualità? A parte gli scherzi non so se ho qualche qualità che nessuno apprezza. Ho una così scarsa autostima che sono io stessa la prima a non apprezzare le mie qualità. Vedo principalmente i miei difetti, sono pigra, sono una tipa che procrastina e rinvia. Cerco sempre di non dare giudizi e tenere la mente aperta. Forse il mio essere mamma chioccia, sapete quando si danno suggerimenti non voluti? Ecco probabilmente questa è una qualità che nessuno apprezza. Me ne sono accorta quando ero a Bruxelles, che abitavo insieme ad altri due ragazzi e uno era quotidianamente da noi. I miei continui “Hai preso tutto?”, “Portati la sciarpa che è freddo” etc non erano molto ben visti, ma poi si rivelavano molto utili.

- Il sogno più interessante che tu abbia fatto
Sogni interessanti? Ma che domanda è? Ehm francamente non faccio sogni interessanti, sono strani, a tratti inquietanti ma non direi proprio interessanti. Generalmente tendo a mischiare cose che ho letto/visto durante il giorno. L’ultimo aveva per protagonista Jamie (si si Outlander ha già colpito ma mi dite come non si fa ad amare quel tipo?) e quel kilt… e il cavallo… e la sua stanza da letto… ehm abbastanza interessante?

- Ti senti più te stesso nel mondo reale o nel mondo virtuale?
Bella domanda… non lo so, tendo sempre ad essere me stessa, probabilmente nel mondo reale sono un po’ più timida, questo perché il web mi fornisce uno schermo (deformazione da ingegnere elettronico), uno scudo, con cui proteggermi. Però generalmente sono così. Forse dal vivo sono più volgare, uso più parolacce (=ho il cazzo facile, come fai a non intercalarlo in ogni discorso eh? Eh? Eh?). A volte è molto complicato distinguere la realtà dal virtuale, specie con le persone con cui parli tutti i giorni. Il 7 settembre ho incontrato alcune delle ragazze della Banda dei Read Along, persone che ho conosciuto su Internet, con cui parlo in maniera quasi quotidiana e che mi hanno cambiato la vita. Quando parlo con loro sono me stessa al 100% e sono così, senza filtri. Parlare faccia a faccia è stato naturale come bere un bicchiere d’acqua e come quasi solo proseguire la conversazione avuta via Facebook. I nostri rapporti virtuali hanno il senso della vicinanza forse più di alcuni che intratteniamo dal vivo.

- Esponici il tuo abbigliamento-tipo di quando avevi 14 anni
A 14 anni? Ero una sfigata pazzesca. A parte che stavo vivendo il periodo più brutto della mia vita che non sto qui a rivangare, non avevo alcun interesse nei vestiti. Maglioni fatti a mano, T-shirt, roba da bancarelle al mercato. Francamente non trovo molta differenza dal mio abbigliamento attuale. Beh adesso magari ci metto più impegno per apparire vagamente presentabile.
- Qual è il modo più strano in cui ti sei fatto male?
Sto pensando ai miei incidenti di percorso… francamente non mi viene in mente niente. Si vado a sbattere, una volta sono caduta per le scale, facendomele tutte di sedere… ma una volta, al liceo, 14 anni (ho detto che ero una sfigata no???) sono rimasta tutta la ricreazione con il dito bloccato nella bocchetta da cui esce il resto di un distributore automatico. Si avete capito bene. Non mi sono fatta eccessivamente male, non che mi ricordi, ma l’imbarazzo di stare inginocchiata di fronte a tutto il liceo scientifico, e con la mia cotta di allora a pochi metri di distanza mi hanno fatto male. Molto. Non so se ne parli ancora. Penso che sia il momento più imbarazzante della mia vita. Sicuramente nella top ten.





