Pressioni quirinalizie su un magistrato bolzanino?

Creato il 05 marzo 2013 da Oblioilblog @oblioilblog

La storia non ha ancora fatto capolino sulla grande stampa, nonostante Il Fatto Quotidiano abbia pubblicato le carte. Succede quando la vicenda è seria e riguarda istituzioni intoccabili, come il Quirinale.

Secondo il procuratore regionale della Corte dei Conti in Trentino Alto Adige Robert Schulmers, la Presidenza della Repubblica ha fatto pressioni sui vertici della Corte dei Conti per aiutare il Presidente della provincia di Bolzano, nonché leader del Sudtiroler Volkspartei, nonché padre padrone della zona da un paio di decenni Luis Durnwaldner in una causa.

La denuncia del procuratore è presente in una serie di lettere pubblicate in una mailing list indirizzate al procuratore generale della Corte dei Conti Salvatore Nottola all’interno delle quali è citato anche il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino.

La prima scritta da Schulmers a Nottola:

In data 5 giugno 2012 il Presidente provinciale Luis Durnwalder si reca in visita ufficiale al Quirinale e, tra una chiacchera e l’altra, chiede un intervento del Capo dello Stato, come già scritto in precedenza. Dopo neppure un paio di giorni arriva un tua telefona in cui, come prima cosa, mi chiedi se ho un numero di telefono diverso da quello della Corte su cui chiamare. No, mi dispiace, io uso solo quello. Ma ho già capito.

Mi metti al corrente che la settimana entrante, credo di martedì, ti attende un appuntamento con un personaggio importante che ti deve raccontare delle cose su di me e non vuoi essere impreparato. Mi chiedi di predisporre una relazione sulla situazione. Ma di spedirtela non all’indirizzo della Corte, ma al tuo indirizzo di posta elettronica privata. Non vuoi che resti nulla sul server della Corte.

Schulmers è un magistrato molto attivo, soprattutto nei confronti dei politici. Dopo l’incontro di Napolitano con Durnwalder e una telefonata di Nottola, scrive:

Quando settimana scorsa il Presidente Durnwalder si è recato in visita ufficiale al Quirinale ho sperato che non si ripetesse quello che è già successo qualche anno fa quando Napolitano venne in visita a Bolzano. 

Nel 2008 il magistrato contabile aveva accusato la classe politica di aver sperperato soldi pubblici nella costruzione dell’aeroporto di Bolzano. La Procura aveva ottenuto il sequestro dei beni dei consiglieri ma dopo la visita di Napolitano era stato disposto il dissequestro dalla Corte dei Conti.

Nei giorni successivi Schulmers si sfoga ancora, sempre con Nottola:

Qualche giorno dopo mi chiedi di raggiungerti presso una località termale trentina perché mi devi mettere al corrente sugli sviluppi della situazione. Passeggiamo lungo un bellissimo parco, scegli una panchina isolata, e giù a raccontarmi del personaggio quirinalizio, che non mi nomini, ma che ti avrebbe raccontato delle cose su di me, pregandoti di non prendere appunti perché il Quirinale non voleva essere formalmente coinvolto nella vicenda. Mi dici che mi riferisci solo il 10% di quello che ti è stato detto: ma a me basta. Mi riferisci di come si sia cercato di delegittimarmi, parlandoti dei miei presunti insuccessi processuali. Mi dici di come tu abbia cercato di spiegare che ciò non è vero, perché appartiene alla fisiologia del processo. Mi dici che comunque stai dalla mia parte, che le pressioni le conosci, per averle subite in passato, e mi chiedi di predisporti quanto prima uno specchietto delle sentenze. Ti serve perché comunque vuoi rispondere al Presidente della Repubblica.

Schulmers racconta addirittura di un incontro con il Presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino a Bolzano in cui era stato invitato a stare più tranquillo nei confronti dei vertici politico-istituzionali altrimenti li avrebbero distrutti.

L’epilogo:

A fine gennaio, quando mi “consigli” caldamente di archiviare la vertenza di cui sappiamo di punto in bianco, venerdì 25 gennaio 2013, alle ore 09.22, mi arriva una mail che per noi in Procura è a dir poco un fulmine a ciel sereno. E lo sai benissimo. Mi rappresenti le tue conclusioni sulla vicenda, che però nessuno ti ha chiesto, “affinché tu possa regolarti” (regolarmi? Ma non era un consiglio?). Mi dici che, a distanza di più di un mese, ti saresti improvvisamente accorto che il decreto di sequestro impugnato dalla Provincia di Bolzano dinanzi alla Corte costituzionale sarebbe illegittimo. Ritieni addirittura che non sarebbe “opportuno” coinvolgere la Presidenza del Consiglio per arrivare a una pronuncia della Corte costituzionale, secondo te, certamente negativa. Come se il governo non fosse in grado di prendere da sé le scelte da esso ritenute più opportune. Mi inviti perentoriamente a “studiare un sistema per uscirne” (studiare un sistema per uscirne? Ma da dove?). Mi scrivi che dovrei “revocare il decreto di sequestro e archiviare la vertenza. Bisognerebbe però trovare una motivazione non basata sulla presentazione del ricorso ma che avesse il senso di un’autonoma decisione.

Mi dici di rifletterci “e poi mi farai sapere (ma con una certa sollecitudine)” (ti devo fare sapere con una certa sollecitudine? E perché mai? Per riferire a chi? E, soprattutto, sulla base di quale norma?)”. Ti chiamo subito e ti sento in evidente imbarazzo. Non sapendo cosa raccontarmi mi liquidi dicendo che devi andare in Cassazione. Rimango basito.

Tra ieri e oggi il Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone ha ascoltato Nottola e Giampaolino e ha aperto due indagini: una per calunnia e offesa al Capo dello Stato a carico di Schulmers e una contro ignoti per abuso d’ufficio. Sembra una risposta del potere romano contro un magistrato troppo curioso. Staremo a vedere.

Fonte: Il Fatto Quotidiano


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