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Primo mese da scolaro

Da Carlas73

Ormai è trascorso il primo mese di frequenza alla scuola primaria del nano, ed anche se non si possono certo tirare in così poco tempo delle conclusioni, qualche idea in testa me la sono fatta e come al solito ci sono cose positive e cose negative, sicuramente non mi posso limitare a fare un confronto con la mia scuola elementare di 30 e passa anni fa.
L’inizio è stato sicuramente traballante e deprimente, non tanto per il nano, quanto per l’organizzazione generale che mi sembrava parecchio raffazzonata e senza alcun tipo di disponibilità nei confronti dei genitori e delle famiglie: la possibilità del doposcuola con il pranzo a mensa per le famiglie richiedenti è partito solo all’inizio di Ottobre, e causa ultimi indecisi tra materna e primaria e poca organizzazione da parte dell’amministrazione scolastica il nano è stato separato dall’unica compagna di materna che faceva il modulo come lui. Inoltre, il cambio di classe è stato escluso a priori senza alcuna possibilità di discussione e di presentazione delle nostre idee e posizioni: e la poca flessibilità, nonchè il tentativo di imbastire una spiegazione e giustificazione vantando l’intenso lavorio della commissione a me, figlia di insegnanti, è sembrata veramente debole ed indice di una coda di paglia grande quanto l’intera scuola stessa.
Comunque, l’amministrazione di una scuola è importante sì, ma più importante per i bambini il rapporto che si crea con i loro insegnanti e con l’approccio al nuovo stile di vita/studio, e su questo mi ritengo abbastanza fortunata: l’insegnante di italiano ed inglese è molto materna ed è in fase di adattamento e di studio dei suoi scolari, sta impostando molto le basi e prima o poi sono convinta che quando arriverà al succo delle sue materie sarà riuscita a catturare la loro attenzione ed interesse. La maestra di matematica, invece, nonostante la giovane età sembra più una maestra d’altri tempi: focalizzata ai concetti, alla responsabilità e concentrazione dei bambini e “strillona” quanto serve (almeno a detta del nano!). Certo, poi ci sono le altre insegnanti che completano le 27 ore: religione con i suoi concetti un po’ troppo indirizzati verso la religione e poco interiorizzati (“mamma e papà sono un dono per noi” “ma lo sai che vuol dire dono? e perché sono un dono per te?”; “Dio alla scuola materna mi ha mandato la neve un giorno” “beh, non è proprio così, la neve cade per delle regole di natura, Dio però ha creato tutta la natura e l’universo con le sue leggi che procedono ormai da sole”) che devono essere adeguatamente indirizzati dai genitori che per questioni di sopravvivenza dell’equilibrio psichico si sono allontanati da Madre Chiesa. E l’insegnante di storia e geografia (trasformate in “spazio-tempo”?!?!) di cui però non ho ancora capito bene se il nano riesce ad assimilare i concetti: ancora non gli sono ben chiari i giorni della settimana, ma parla di primo, secondo etc. giorno di scuola, così come oggi, domani e dopodomani non sono ancora utilizzati appropriatamente.
I racconti del nano parlano di un gruppo classe, piccolo perché sono 17, in cui prevale abbastanza la componente femminile, ma in cui in modo assolutamente democratico ed eguale maschi e femmine, anticipatari e no, sono chiacchieroni e poco attenti, in cui per i dispetti degli altri si mettono a piangere anche i bambini di 6 anni e mezzo, in cui lui si ritrova a proprio agio come sempre, con la sua solarità e serenità nei confronti di tutti, e si offende se gli si dice che è “fidanzato” con qualcuna, perché dà la mano alle amichette e parla con loro così come con i compagni e non fa differenza di genere o di colore della pelle; ma si imbarazza e forse anche si tiene a distanza da chi non riesce a capire (il compagno con problemi uditivi e quindi di linguaggio, che ha determinato l’esigenza per la classe della maestra di sostegno, assistente del comune ed assistente al linguaggio).
D’altronde, il doposcuola lo rende allegro e gli dà quel tempo di condivisione dei giochi che manca alle ore della mattina: i bambini sono pochi, e lui ritrova forse una dimensione più simile a quella della materna visto che fanno i lavoretti e giocano prevalentemente. La signora responsabile di quest’orario dopo le nostre iniziali raccomandazioni relative alla problematica bagno ed autonomia, adesso commenta “ci sono volte che manco ci penso tanto lui è socievole ed aperto”.
Dopo infinite raccomandazioni e prediche sembra che lui stesso si stia finalmente indirizzando verso una maggiore autonomia anche nei tempi distanti dalla famiglia: fornito di salviette umide ormai dopo pranzo si chiude in bagno e si gestisce in modo consapevole, inizialmente sembrava solo un exploit momentaneo ma ormai è sempre più costante e regolare, il che ci fa ben sperare in un comportamento persistente.
Il nuovo anno scolastico ha anche comportato un’innovazione nell’organizzazione familiare: la nostra gigantessa buona ha lasciato il posto all’altro gigante capo scout, con il quale riesce a trovare quello sfogo fisico che gli manca della scuola materna (“io vorrei tornare a scuola materna, perché ti ricordi quanto mi scatenavo con F. ed L.?”).

Che dire: sembra che tendenzialmente sia stato un buon inizio, pieno di buona volontà da parte sua e di tentativo di rispetto dei suoi tempi, da parte nostra innanzitutto e della scuola secondariamente, ma non meno rilevante. Ci sono tutte le premesse perché il rapporto sia di reciproca soddisfazione ed interesse: i mesi futuri potranno confermare questa prima impressione o demolirla definitivamente!


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