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Pronti a tutte le partenze

Creato il 27 agosto 2013 da Missmaccabei

pronti a tutte le partenzeIl romanzo di Balzano – asciutto e agile, tragicomico là dove serve – racconta come il mercato del lavoro e della disoccupazione abbia di fatto realizzato una sorta di uguaglianza sociale al ribasso, annullato le distanze, livellato desideri e speranze sull’orlo di una pericolosa depressione collettiva, a cui si può reagire soltanto con la solidarietà militante, il prendersi a cuore a vicenda.

E’ un mondo durissimo e spietato quello raccontato, talmente ingiusto da provocare persino la rivolta di un duro come l’operaio-tuttofare bergamasco, leghista e razzista, vicino di casa del quartetto di naufraghi: l’ingegnere asiatico impiegato come tecnico in una multinazionale, il maghrebino che ha la moglie in patria e fa il cameriere in un ristorante siciliano, l’abruzzese insegnante e artista e poi Giuseppe, il protagonista, in fuga dal passato, insegnante precario che ha accettato una supplenza di tre mesi in una scuola milanese.

«Diversissimi per origine, cultura, formazione, i quattro si scoprono tremendamente simili: guadagnano lo stesso niente, condividono il medesimo nulla e nutrono un identico scontento», osserva l’editore.

Il libro di Marco Balzano non finisce qua, perché c’è anche del metodo in questa follia della precarietà, che è la vera essenza, a ben vedere, del romanzo: la resistenza. Non solo alla precarietà, appunto, ma a quella voglia – spesso alibi e spesso necessità, di pari passo – di fuggire lontano.
Serve resistere perché non tutto si può abbandonare, anche se la precarietà fa si che tutto si possa perdere (lavoro, casa, scuola, amore, passioni, gioia e felicità), eppure li, al fondo, c’è uno spazio che si apre, un varco che fa, di questa umanità precaria, delle “anime salve” che provano a resistere con ogni mezzo.
E’ la riscoperta di uno spazio dove ciò che conta è l’azione e, soprattutto, il perseverare. Può essere merce dura da vendere, ancor più difficile e aleatoria sul piatto della bilancia, ma di certo è la molla che fa scattare una lenta voglia di riprendersi tutto, e non solo il senso profondo della propria esistenza.

Pronti a tutte le partenze è un libro che, come Bassotuba non c’è di Paolo Nori, ha toccato delle corde ancora così sensibili nella mia memoria, che non sono sicura di poterlo apprezzare fino in fondo.

Pronti a tutte le partenze di Marco Balzano – Sellerio editore



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