Max l’afflitto dall’affitto, Max il disperato, Max il liberalizzatore e privatizzatore anzi il sorridente davanti alla sua telecamera del suo canale, Max è Salini, non i dolciniani, Max il burbero, l’ombroso, il maestro che invita i sindaci durante l’assemblea dei soci di Padania Acque ad adottare l’adeguato profilo istituzionale, Max che non è il conte Max, e il sapore del sale resta acre, infiamma la gola, dissecca, brucia, ahi Salini presidente della Provincia, che resterà dell’ente già sì nobile un tempo, quando trattava addirittura con l’Eni di Mattei?
Niente, è chiaro.
Lo stesso bilancio dell’amministrazione provinciale è biada per fondi privati. “La situazione degli affitti è un disastro” ci dichiarava un tempo l’assessore al patrimonio. Infatti se Salini vuol sedere sulla sua sedia nel suo ufficio subito modernizzato dopo l’elezione deve, come presidente di una pubblica amministrazione, scucire una valanga di dobloni (metafora che rende l’idea della fregatura), al fondo Prelios!
Noooooooo! E nel conto mancano la caserma dei carabinieri Santa Lucia di Cremona e un’altra sede.
Varie e costose son le sedi dell’amministrazione provinciale. Un brillante fondo dal nome solare riscuote un milione e ottocentomila euro e rotti. I rotti sono i contribuenti.
E il bilancio? Vola via un po’ per volta. Tutti i dati relativi alla ferita nel cuore della cassaforte della Provincia sono elencati qui sotto, nella tragica determina Ghizzoni, tragica non certo perché ghizzoniana.






