Magazine Informazione regionale

Quando il cafone governava l’Occidente

Creato il 21 agosto 2014 da Vesuviolive

legionari 4

Molteplici sono gli studi e le ipotesi che risalgono l’etimologia e le stratificazioni semantiche con cui il termine di Cafone è divenuto noto e reso disponibile all’uso cortese e volgare della lingua italiana. Sicuramente esso non trae origine e in maniera definita e definitiva in un momento zero alle origini della cultura ma nella storia dell’Occidente.

Attualmente cafone è la parola con la quale si significa il sottoproletario, l’uomo abbandonato e solo sulla soglia di emancipazione sospesa tra la barbarie e la civiltà, un singolo ruvido e grezzo più o meno umano, una soggettività giacente tra la cultura e la preistoria.

Grazie alla letteratura antica e moderna che l’ha custodita e rielaborata si sospetta che essa raggiunga una prima cristallizzazione significante intorno al 42 a. C. , alla fine della Roma repubblicana. In seguito alla morte di Cesare, una parte dei veterani delle sue legioni trovarono congedo nella deduzione di Antonio che stabilì una colonia in loro favore nelle terre del beneventano.

Dopo aver conquistato e versato sangue per portare la legge e il nome sacro dei romani nelle Gallie, nella Bretagna, in Spagna, in Grecia e nell’Egitto, un centurione di origine contadina, in seguito all’assunzione dell’ufficio romano per la lottizzazione dell’agro pubblico sannitico e  campano in favore dei veterani, di nome Cafo vantò diritti di proprietà e colonizzazione sulle località corrispondenti all’attuale Capua.

Questi, e da qui i cafoni,  apparirono barbari e incivili agli occhi degli antichi e sofisticati campani, i quali educati alla vita cittadina li considerarono in relazione a loro come dei rozzi inurbati, uomini più dediti all’ubriachezza che alle arti. Ben presto nell’uso volgare della lingua il termine “cafones” fu utilizzato nel Mezzogiorno per indicare il popolino, il sottoproletariato, la plebe, e tutti gli individui caratterizzati da usi e costumi di bassa lega e primitivi.

Un’altra tesi accentua il riferimento semantico della parola in relazione al modo di dire dei nobili campani in merito ai manovali miserabili e ignoranti adoperati nei lavori di trasloco e trasporto del mobilio. Chill co’ a’ fun’, i ca’ fun’, gli operai che adoperavano la fune per legare e assicurare i traslochi, divennero i cafoni, gli individui privi di istruzione e di basso profilo, più adatti al lavoro di schiena che d’intelletto.

Un’altra derivazione etimologica probabile è quella napoletana con la quale si additavano le genti oltre le mura cittadine e delle campagne che, per recarsi al mercato, si legavano ca’ fun’, con delle funi, per non perdersi.

In ultima istanza, mettendo da parte le più fantasiose filologie e ricerche linguistiche, il termine cafone ha origini antichissime, e da quando indicavano i bellicosi veterani che diedero inizio all’epoca imperiale della Roma dei cesari, esso è diventato poi, in tempi recenti, sinonimo di minorità e barbarie.

Dopo tutte queste considerazioni si potrebbe anche dire che il Cafone e la figura indecisa tra chi lavora per l’emancipazione di sé e chi tuttavia, raggiunto l’esonero dalla fatica, rimane ancora segnato dalla sua rudezza e miseria umana. Virtù e vizio trovano luogo nella sua significanza, ma non è detto, esso in futuro potrebbe diventare araldo di dignità e forza creatrice.    


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Ucraina: da terreno di scontro a ponte ideale tra Occidente e Russia

    Ucraina: terreno scontro ponte ideale Occidente Russia

    Stiamo vivendo giornate convulse ed altre ne vivremo nelle prossime settimane, perché la questione ucraina è destinata a diventare uno spartiacque storico oppur... Leggere il seguito

    Da  Bloglobal
    OPINIONI, POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • quando Williams faceva Popeye...

    quando Williams faceva Popeye...

    Nato nel 1929 dalla matita di Elzie C. Segar e passato al cinema (1933-50) con i cartoons di Max e Dave Fleischer, ripreso nel 1959 in una serie TV della King... Leggere il seguito

    Da  Omar
    CULTURA, LIBRI
  • Quando c’era Berlinguer

    Quando c’era Berlinguer

    Anno: 2014 Distribuzione: Bim Distribuzione Durata: 117′ Genere:Documentario Nazionalità: Italia Regia: Walter Veltroni Data di uscita: 27 Marzo 2014 ... Leggere il seguito

    Da  Taxi Drivers
    CINEMA, CULTURA
  • Quando due si lasciano…

    Quando lasciano…

    Quando due si lasciano succedono cose incredibili. Perchè se è vero, come canta la Tatangelo, che si cominciano a scrivere un sacco di lettere ciancicacuore (ch... Leggere il seguito

    Da  Chiamatemi Lucrezia
    DA CLASSIFICARE
  • Quando c'era Berlinguer

    Quando c'era Berlinguer

    E' uscito in questi giorni il film di Veltroni che ricorda la figura di Berlinguer. Mi è stato chiesto un ricordo personale di Enrico. Ecco qui. Risale agli ann... Leggere il seguito

    Da  Barbini
    CULTURA
  • Quando le onde

    Quando onde

    le onde della passioneturbano il tuo cuorelascia che canti Primavera e che gli alberi siano trine...... e ricamiQuando le ondele onde del temposconvolgono la tu... Leggere il seguito

    Da  Paola50
    TALENTI
  • quando vuoi caro

    quando vuoi caro

    Volevo scrivere molte cose riguardo l’Hai paura del buio? tour degli Afterhours, ma di ciò su cui grava un eccessivo carico emotivo, tipo la reunion di Al Bano ... Leggere il seguito

    Da  Inbassoadestra
    DA CLASSIFICARE