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Quando il verso è pop: poesia e cinema

Creato il 04 aprile 2014 da Diletti Riletti @DilettieRiletti
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I giovani sono in Italia l’unico dato in crescita relativo alla lettura. Ma come abituiamo i nostri ragazzi alla poesia? O meglio, lo facciamo?

Credere che la poesia sia solo per menti allenate e superiori è uno dei più grossi torti le si possa fare: contiene qualcosa di così potentemente istintuale che, come per la pittura, riesce a colpire ancora prima che la si comprenda. Forse non piacerà pensare di non essere degli eletti ma, in molti casi, non è al cervello che il verso comunica tutta la sua forza, ma alle viscere.

Non nascondo di aver provato un certo ribrezzo scoprendo, attraverso le ricerche di google, che in molti si siano avvicinati alla magnifica  Lettera all’Immortale Amata di Ludwig van Beethoven (che non è precisamente una poesia, ma ne possiede la foza) grazie a Sex and city, ma poi non ho potuto non fare una riflessione: la poesia è assolutamente nazional-popolare. È così che la si dovrebbe far conoscere ai ragazzi, non spaventarli con note a margine, parafrasi, studio, interpretazione del testo, e lasciare che si nutrano della potenza delle rime, dei sonetti, delle cantiche. Lasciamo che chi si avvicina per la prima volta alle poesie possa cibarsene senza sovrastrutture e solo dopo studiamole, vivisezioniamole e rendiamole oggetto: lasciamo che per prima cosa sia l’emozione a investirci come soggetti. E il cinema  sorprendentemente può aiutarci in questo compito, come dimostrano questi esempi:

 

Ve la ricordate la commedia romantica Quattro matrimoni e un funerale, con la faccia di bronzo Hugh Grant? La scena del funerale è resa magnifica dalla versione rimaneggiata di Funeral blues di Wystan Hugh Auden

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti e fra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti…

Non si trova nel film, ma nel libro, ma basterà lo diciate a i vostri figli e sono certa correranno a leggerla visto il successo incredibile di Noi siamo infinito, si tratta di A person, A paper, A promise di Dr. Earl Reum

Una volta, su un pezzo di carta gialla con le righe verdi,
scrisse una poesia,
e la intitolò “Chops”
perchè quello era il nome del suo cane.
E i versi palavano di lui.
Il professore gli diede una A
e una stella dorata;
e sua madre la appese alla porta della cucina
e la lesse a tutte le sue zie…

Come dimenticare la meravigliosa scena de Le fate ignoranti incentrata sulla poesia di Nazim Hichmet il cui titolo è Le tue parole erano uomini

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle…

 

Sicuramente da vedere Il Postino con l’indimenticato Massimo Troisi, è la poesia stessa una delle strutture portanti del film, e nessun ragazzo innamorato potrebbe non essere investito dalla potenza di Pablo Neruda quando parla di cipolle, della sua patria o del’amore.

 

 

Proponete di vedere insieme In her shoes e lasciate che si emozionino con Il tuo cuore lo porto con me di E.E. Cummings.

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara…

 

Da non tralasciare charamente il delizioso Shakespeare in love, e il poeta più misterioso di tutti i tempi potrebbe divenire il principe azzurro ideale delle vostre figlie.

 

 

E siccome la poesia ha mille volti potreste lasciare che se ne approprino da diverse prospettive, una di queste, la più oscura, potrebbero ritrovarla nella poesia I nemici di Sansone di John Milton recitata nel remake Lo sguardo di Satana-Carrie. A riprova che la poesia è capace di esprime qualsiasi pulsione.

Questo posto poco frequente
per trovare un po’ di sollievo.
Sollievo per il corpo,
nessuno per la mente.
Tempi passati, quello che
una volta ero e ciò che sono ora…

Al poema scandalo Howl, in italiano Urlo, di Allen Ginsberg è stato dedicato un intero film, basato sul processo per oscenità che il giovanissimo autore dovette subire alla pubblicazione dello stesso. Da tener presente che in Hairspray (Grasso è bello) del 1988, è Pia Zadora a leggere il poema incriminato:

Ho visto le migliori menti della mia generazione
distrutte dalla pazzia, affamate, nudem isteriche
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa
hipster dal capo d’angelo ardenti per l’antico contatto celeste
con la dinamo stellata nel macchinario della notte…

Tra tutte lasciate che si ispirino al coraggio di Mandela, fate sì che vedano il meraviglioso film a lui dedicato Invictus, e che ascoltino quei versi così potenti dell’omonima Invictus del poeta inglese William Ernest Henley.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.

 

La poesia e il grande schermo parrebbero non doversi incontrare eppure questi sono solo alcuni esempi, molti altri potrebbero essere portati. Sul grande schermo si muovono attori che recitano, e il posto naturale della poesia non è sulla carta, ma sulle labbra, letta per noi. Ricordiamo sempre che il motore principe di chi legge deve essere la passione, che Dante va capito e studiato ma prima di tutto AMATO. E se, per far incontrare i poeti e mia nipote con la poesia debbo passare per quelle quattro ninfomani shoppping addict di Sex and city, beh, me ne farò una ragione.

 

 


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