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Quando una pessima narrazione creativa viene scambiata per la puntuale descrizione dei fatti

Creato il 19 novembre 2012 da Ciro_pastore
Chi di voi avesse la sfortuna di essere fra i miei attenti lettori, avrà probabilmente capito che, nel descrivere la società che ci circonda, uso quasi tutto il catalogo degli strumenti retorici. Iperboli, paradossi, metafore, allegorie, allusioni, analogie, abbondano copiose nei miei umili scritti. Fondamentalmente, però, faccio ampio uso (a volte abuso) di ironia e sarcasmo, farciti da una dose massiccia di caustica fantasia, condita da un linguaggio talmente diretto da risultare per alcuni comprensibilmente intollerabile. Non che di questo io me ne faccia un vanto, ma per me scrivere era, è e forse sempre sarà, più che una velleitaria operazione letteraria, un atto catartico che inopinatamente vi propino e del quale molti di voi farebbero sicuramente a meno.
Scrivo queste parole di autodenuncia perché mi giunge notizia che alcune delle mie esternazioni possono essere state interpretate da qualche sensibile lettore come la descrizione di fatti realmente accaduti, inerenti persone realmente esistenti. Come un tale clamoroso fraintendimento possa aver avuto origine, è fatto per me davvero increscioso, nonché foriero di seri e contriti ripensamenti sulla mia condotta letteraria. Pertanto, sgombro il campo da qualsiasi equivoco interpretativo ed ammetto le mie colpe narrative, nonostante conservi l’intima convinzione che i miei più attenti lettori (pochi per la verità) avranno sicuramente compreso che gli avvenimenti e le persone descritte nei miei “pezzi di costume” sono solo il frutto della mia fervida ma poco comprensibile fantasia creativa. Solo ad un lettore distratto ed annoiato dalla pochezza della mia tecnica narrativa può essere sfuggito, infatti, che i fatterelli di cui narro sono solo il fantasioso pretesto per descrivere dinamiche di ordine generale, giocoso strumento per alleggerire disamine che, altrimenti, si rivelerebbero noiose e cattedratiche.
Il taglio goliardico con cui tento di trattare temi di scottante attualità è frutto della mia notoria misoginia (ampiamente dichiarata fin dal titolo stesso di uno dei miei blog personali http://golf-gentlemenonlyladiesforbidden.blogspot.it/). Tale approccio è così smaccatamente evidente che mi pareva superfluo annotare in calce alle mie disamine che si trattava di pura opera di fantasia e che ogni riferimento a fatti e persone realmente esistite era da considerarsi casuale. Forse ingenuamente, ho contato sulla totale inverosimiglianza dei fatti narrati e, mai e poi mai, avrei potuto immaginare che essi sarebbero stati considerati come puntuale descrizione di eventi realmente verificatisi. Benché meno, avrei mai potuto solo ipotizzare che, a causa della mia evidente incapacità ad usare con diligenza la lingua letteraria, qualcuno potesse sentire minata la propria sensibilità verso temi che, solo ora colpevolmente comprendo essere delicati perché appartenenti alla sfera intima e privata di ogni singolo individuo, femmina o maschio che egli/ella sia.

D’altronde, a mia parzialissima e non esaustiva esimente, vi propongo una domanda che vi prego di non ritenere retorica: vi pare mai possibile che possano realmente esistere persone capaci di compiere le insopportabili nefandezze che sarcasticamente, ma stoltamente, descrivo nei miei articoli degni solo di essere cestinati? Può davvero esistere qualcuno che possa sentirsi fedelmente descritto dalle  fantacronache che ricorrono con tale psicotica frequenza nei miei corrivi articoli che, altro non possono essere considerati, che un orrendo e malriuscito tentativo di fare satira di costume?
È del tutto evidente, infatti, che le donne e gli uomini descritti nei miei farneticanti componimenti, possono solo essere la fantasiosa, e talvolta stralunata (per alcuni malata), base di appoggio da cui partire per avventurarmi nella disamina di vizi e cattive abitudini dilaganti nella nostra società, ma che non hanno assolutamente nessun ancoraggio con vite realmente vissute, visto che la narrazione è talmente paradossale ed inverosimile da risultare il parto indegno di uno scrittore in pieno delirio. È tale l’incredibile vacuità ed amoralità dei personaggi di fantasia che descrivo che è davvero impensabile che siano mai potuti realmente esistere. Nessuno può, infatti, essere nella propria vita reale nemmeno lontanamente paragonabile alle mostruose descrizioni che ne faccio. La mia debordante creatività ha prodotto soltanto dei personaggi che sono così palesemente esagerati, nei loro poco encomiabili comportamenti, che non possono risultare credibili e, in ogni caso, occorre avere una fantasia davvero deviata (perfino peggiore della mia) per poterli collegare in qualche modo a chicchessia.
Capisco, insomma, che la strabordante fantasia che anima i miei pezzi di costume – a volte perfino ai limiti del cattivo gusto e della pornografia soft - possa sicuramente non raccogliere il consenso diffuso e che per questo, quindi, possa essere ampiamente e, forse, giustamente criticabile. Ma spero che nessuno possa essere così superficiale da individuare nei miei spericolati personaggi un riferimento a persone realmente esistenti e/o a fatti specifici concretamente avvenuti.
La storia della letteratura è, purtroppo, piena di episodi in cui qualcuno, egli sì maliziosamente, vuole leggere cose che non sono nell’intenzione dell’autore. Ma, purtroppo, ogni nostro atto comunicativo corre il rischio di essere frainteso, e non per questo possiamo esimerci dall’accettarne le conseguenze, anche quando queste non fossero nelle intenzioni dell’autore. Spero, pertanto, che questo mio chiarimento venga inteso come l’atto finale di un’inspiegabile serie di maliziose interpretazioni del significato letterale di quanto finora da me scritto e come la dichiarazione di morte prematura di uno scrittore satirico sepolto ancor prima di vedere la luce.
Ciro Pastore

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