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Quanto dura la tua giornata?

Creato il 17 luglio 2012 da Franzrusso @franzrusso

QVC, società leader nel mondo per lo shopping televisivo nonché secondo canale americano per dimensioni, ha presentato oggi a Milano i risultati della ricerca condotta con Human Highway. Si tratta di uno studio svolto su 1400 italiani, tra i 15 e i 64 anni di età, per capire in che modo viene percepito e gestito il tempo oggi. E non solo il tempo dedicato allo shopping

 

Quanto dura la tua giornata - QVC

Il primo dato interessante rivela a cosa le persone associano la parola “tempo”: l’11,8% pensa immediatamente all’orologio, forse per riferimento agli orari di scuola e a quelli di lavoro.La seconda parola associata al tempo è l’aggettivo “prezioso” – più che utile, quindi –, e solo successivamente si fa riferimento al tempo atmosferico e al clima: il 3,4% ha risposto “sole” e il 2,8% “meteo”. La percezione del tempo cambia moltissimo in base all’età: per i più giovani – dai 15 ai 24 anni – il tempo è associato soprattutto all’idea di velocità e di fretta. Tra i 25 e i 34 anni inizia la consapevolezza che il tempo è una risorsa limitata e aumenta la dicotomia tra impegni e tempo libero, prezioso proprio perché più “scarso”. Tra i 35 e i 44 anni si incomincia a sentire il timore per la mancanza di tempo: è “insufficiente”, “trascorso”, spesso già  “passato”. Ma è soprattutto dopo i 45 anni che il tempo “manca” di più: diviene “ansia” e addirittura “stress”. 

La mancanza di tempo è una percezione e una difficoltà comune a tutti, questo oggi non stupisce. Tuttavia, ben sei intervistati su dieci (60,3%) concordano sul fatto che la mancanza di tempo in realtà è spesso una scusa. Più che di mancanza, infatti, molti parlano di spreco, tanto che il 44,3% degli intervistati ha la continua sensazione che almeno metà del proprio tempo venga usato male.

Se da un lato tanti sono convinti che la causa di questa mancanza cronica di tempo sia da attribuirsi alla sua cattiva gestione, dall’altro in moltissimi ritengono che nell’ultimo secolo il tempo che si ha a disposizione è diminuito, nonostante la vita si sia allungata. Lo pensa più del 70% degli intervistati.

Curioso è rilevare che il 63,9% degli intervistati è sicuro che “quando sei giovane hai tanto tempo e non sai cosa farne, mentre quando sei meno giovane non hai più tempo e sapresti benissimo come impiegarlo”. Non stupisce che il 67,9% degli over 55 anni sia d’accordo con questa affermazione, ma sorprende che lo sia anche ben il 53,7% dei  intervistati tra i 15 e i 24 anni.

E l’essere sempre di fretta? Per il 62,3% non dipende dal tempo che una persona ha, ma da come lo vive: anche se si avesse a disposizione più tempo, si sarebbe comunque in ritardo e in affanno. E, su questo dato, il luogo comune secondo cui  le donne sono sempre in ritardo non si smentisce. Un italiano su sei ogni giorno desidererebbe avere più tempo a disposizione. Ma quanto tempo servirebbe concretamente di più alle nostre giornate? In media più di 4 ore al giorno.

Non è una preoccupazione che riguarda la fascia d’età maggiore degli intervistati: i 55–64enni ritengono che quattro ore in più possano bastare, mentre i 45–54enni si accontenterebbero in media di tre ore. Tuttavia il 53,9% degli intervistati sogna giornate ben più lunghe, ognuna di almeno 48 ore.

Le donne hanno più l’ansia del tempo rispetto agli uomini: addirittura il 90,9% – rispetto all’85,3% degli uomini – ritiene che le giornate non durino abbastanza.

La vera differenza tra uomini e donne si riscontra, tuttavia, quando si parla di migliore gestione del tempo: meno di un uomo su cinque (19,6%) è d’accordo sul fatto che le donne siano più brave nella gestione del tempo. Allo stesso tempo ben una donna su due vive facendo spesso più di una cosa per volta (49,1% contro il 29,4% degli uomini). Per poter coltivare i propri interessi, poi, un intervistato su due (47,3%) lamenta che il tempo non è mai sufficiente, e a dispiacersi maggiormente sono le donne.

E se si avesse tutto il tempo desiderato a disposizione, cosa si vorrebbe fare? Il sinonimo di tempo libero ben speso sembra essere lo shopping per l’11,2% degli intervistati, e non certo solo per le donne.  Non a caso il 38,2% di tutti intervistati dice che il tempo per fare shopping è sempre troppo poco. E quando il tempo ci sarebbe, i negozi sono chiusi o troppo affollati.

QVC Logo

 

Lo shopping, infatti, sembra essere un vero e proprio rito, e come tale ha le sue regole ben precise. E’ fondamentale poterlo fare con calma e tranquillità perché in caso contrario, anziché motivo di “benessere”, potrebbe trasformarsi in uno stress incredibile.

 

Non a caso, la maggior parte degli intervistati preferisce rinunciare ad un momento di shopping per la troppa confusione (53,5%), un aspetto su cui concordano sia gli uomini che le donne. Code, caos, folla che invade i negozi, fretta: ecco cosa può rovinare la migliore shopping experience. Ed è per questo che è sempre più apprezzato lo shopping a distanza (69,9%).

Certo, viviamo in un’era in cui tutto è a portata di click o di telecomando, tanto che il 67,3% degli intervistati concorda che servizi come l’home banking, spesa on line e shopping a distanza fanno risparmiare tempo prezioso.

E’ confortante sapere che il 69,8% degli intervistati afferma che il tempo dedicato all’amicizia e all’amore è l’unico capace di dare senso alla vitaUn’affermazione che trova particolarmente d’accordo le donne (72% contro il 68,1% di uomini) e gli intervistati tra i 45 e i 54 anni (79%).

In ogni caso, per tutti quanti il segreto della felicità, o quantomeno della serenità, sembra essere proprio la programmazione del tempo, come sostiene il 74,4% sia degli uomini che delle donne. Le persone felici sono dunque quelle che hanno un buon rapporto con il tempo.

Ed è in questo senso che il ruolo del Web acquista ancora più importanza.

Perché più del 60% degli intervistati ritiene che internet abbia indubbiamente aumentato la capacità di organizzare meglio le ore della propria giornata, sia al lavoro che nelle attività sociali, e per questo ha migliorato la qualità della vita e la percezione della propria felicità.

E voi cosa ne pensate? Se pensate al “tempo” cosa vi viene in mente prima di tutto? E quanto il web ha cambiato in meglio la vostra vita?

 


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