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Quel salto nel buio dell’Auslona di Romagna

Creato il 14 novembre 2013 da Margheritapugliese

satirical-art-pawel-kuczynski-11Ingredienti per l’Ausl unica di Romagna: 1 milione e 100 mila utenti, 2 miliardi di euro di bilancio complessivo e una data – 1 gennaio 2014.
Come ci si arriva? Mistero. Procedimento: bypassare le parti in causa – medici, primari, infermieri, pazienti, cittadini e via dicendo – fare i misteriosi e ingozzare gli utenti finché ce n’è.

Chissenefrega del resto. Non stiamo a farci tante polpette mentali – per non dire altro – su cosa implichi questa fusione socio – sanitaria per gli utenti romagnoli, quali ricadute comporti e quali servizi subiranno tagli o rimestamenti.

In fondo stiamo parlando di SANITÀ.  A chi interessa disquisire di accorpamenti ambulatoriali, soppressione di reparti, abbattimento del personale infermieristico e dei posti letto?

Il leitmotiv che impazza in Viale Aldo Moro è FONDERE.  Sempre e comunque, perché fondere è bello. Così, a Bologna, la corte di Errani si è svegliata una mattina e ha deciso di accorpare le quattro Ausl di Romagna – Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini – in un unico grande contenitore socio – sanitario che oggi – a meno di due mesi dal taglio del nastro – è più vuoto del mio portafoglio nel periodo dei saldi estivi.

Il progetto di legge che dovrebbe definire i contenuti e gli essetti dell’area vasta di Romagna in tema di sanità è una scatola vuota. Un vero e proprio salto nel buio. Di fatto non si capisce cosa succederà in concreto, cosa cambierà per la signora Maria in lista d’attesa per la cataratta, quali penalizzazioni subirà la Romagna all’indomani di un progettino calato dall’alto dai cervelloni bolognesi.

Butto là qualche “sciocca” domandina: verranno chiusi dei reparti? ricollocati medici e/o personale infermieristico? come verrà ridisegnata la rete ospedaliera per l’assistenza, la lungo degenza e il primo soccorso ? si assisterà a ricadute sostanziali nell’erogazione qualitativa dei servizi al cittadino?

E – signori e signore – domandone finale del quizzone sanitario romagnolo: a quanto ammonteranno i presunti risparmi  sbandierati ai quattro venti da Errani & co? Ma soprattutto – a fronte di questi ipotetici risparmi mai quantificati – verrà garantita l’efficienza, la professionalità e la qualità dell’assistenza ospedaliera?

Una cosa è certa: la Regione ha deciso che l’Ausl unica di Romagna si farà – a tutti i costi. Come viene viene. Fosse anche l’ultima roba che partoriscono .

Attenzione però: si sperimenterà in Romagna NON certo in Emilia. D’altronde, chi glielo fa fare…


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