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#QuelLibroChe: Il Vagabondo delle stelle di Jack London

Creato il 09 aprile 2013 da Dida

Quando ho ascoltato per la prima volta questa canzone la prima immagine che è apparsa nella mia mente, mentre lasciavo vagare la fantasia sulle note del Banco del Mutuo Soccorso, è stata quella di Darrell Standing, chiuso in una cella d’isolamento, con le membra fiaccate e stanche, avvolto in una camicia di forza.

Darrell Standing è il protagonista-narratore di Il vagabondo delle stelle, capolavoro dell’immenso Jack London, edito in Italia per Adelphi#QuelLibroChe: Il Vagabondo delle stelle di Jack LondonIl vagabondo delle stelle raccoglie le memorie di un ex professore universitario, responsabile dell’omicidio di un collega e  condannato a morte per aggressione. Standing, ritenuto un individuo pericoloso, dopo una serie di episodi, viene avvolto in una camicia di forza e rinchiuso in una buia cella d’isolamento. Lì, proprio nel momento in cui il tempo sembrava essersi definitivamente sospeso e la vita stava per cedere il passo alle ombre della morte, Standing fa la conoscenza dei suoi vicini di cella i quali, attraverso un linguaggio segreto fatto di nocche che battono gli impenetrabili muri delle celle, gli svelano i segreti della piccola morteStanding, infatti, grazie a loro insegnamenti riuscirà a far morire il proprio corpo e a permettere al suo spirito di evadere e di ritrovare ristoro nelle membra delle sue precedenti reincarnazioni. Standing, quindi, svestirà i panni del professore e vestirà quelli di soldato di Pilato, quelli di naufrago, di bambino, di sacerdote dell’Antico Egitto, di spadaccino e di donna. Ogni viaggio aiuterà Standing a scoprire il grande mistero della vita e gli permetterà di ricongiungersi con il suo passato. L’idea alla base del romanzo di London, pubblicato per la prima volta nel 1915, era quella di denunciare le precarie e inumane condizioni dei detenuti nelle carceri della California, parlare di reincarnazione, ma soprattutto di “mettere in pratica” quel concetto di volontà di potenza tanto caro a Nietzsche. Standing, infatti, dopo ogni viaggio dello spirito metterà in discussione valori, credenze e ideali. Ogni reincarnazione gli permetterà di strappare il velo delle verità relative e di non cristalizzarsi in forme o idee. Personalmente, anche se forse non era quello l’intento dell’autore, il viaggio dello spirito del nostro protagonista, le reincarnazioni e la scoperta delle “nuove verità”, li ho letti come la descrizione della magia che avviene nell’animo di un lettore. Non è infatti la lettura che ci permette di lasciarci andare e abbandonare, anche se solo per qualche ora, un corpo stanco e fiaccato dalla vita? Non è forse vero che, in qualche occasione, l’immedesimazione con i personaggi è tale che staccarsi dal libro equivale ad un risveglio? Ed infine: viaggiare con la mente attraverso i libri non ci permette forse di arricchire il nostro bagaglio culturale, ma soprattutto di far cadere dei paraocchi che ci spingono verso il manicheismo e il fanatismo?Nel leggere di Standing, quindi, a me sembrava di leggere della Diana lettrice, dei miei viaggi e delle mie piccole morti, che mi permettono di abbandonare per qualche ora la mia “camicia di forza” e una serie di “prigioni” nelle quali, che lo si voglia o no, si è costretti a soggiornare. Il vagabondo delle stelle, quindi, che lo vogliate leggere come la denuncia sociale di un grandissimo scrittore o come la parabola e la celebrazione della magia della lettura è un classico che non potete assolutamente perdere.Alla prossimaDiana

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