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QUESTIONI DI CALCIO...I Rifugiati nel pallone

Creato il 09 febbraio 2011 da Calcisulcalcio
QUESTIONI DI CALCIO...I Rifugiati nel pallone
Il campo dove si allenavano era a Pietralata, ma solo fino all´anno scorso. Un centro sportivo ce l´avrebbero: stessa zona, qualche metro più in là, al XXV Aprile, ma i soldi per ristrutturarlo al momento non ci sono «e i fondi previsti dalla Regione alla fine sono stati tagliati», spiega Gianluca Di Girolami, il fondatore della squadra di calcio per rifugiati, e soprattutto del progetto, "Liberi Nantes". Ma nonostante mille difficoltà economiche vanno avanti. La struttura, per gli organizzatori, potrebbe diventare la "Casa del diritto allo sport" (diritto sancito nel 1978 dall´Unesco) e anche per questo hanno lanciato la campagna "Un metro quadro di libertà", un atto simbolico per aiutare l´associazione a ristrutturare il centro sportivo (www. liberinantes. org). Perché gli organizzatori, nel loro progetto, ci hanno sempre creduto. Sin dall´inizio, nel 2007, quando hanno riunito un gruppo di ragazzi, circa centoventi, provenienti da oltre venti paesi differenti (dall´Afghanistan alla Guinea, dall´Eritrea alla Nigeria, dalla Costa d´Avorio alla Somalia, per citarne solo alcuni) dove imperversano guerre, dove ci sono dittature, da dove, tutti, sono scappati. Migranti forzati, ma uniti dalla passione per il calcio tanto da diventare giocatori del club di football "Liberi Nantes", che da tre anni partecipa al campionato provinciale romano di terza categoria. La prima squadra composta da rifugiati politici o richiedenti asilo ad essere iscritta a un torneo ufficiale della Federazione italiana gioco calcio. Ma ora i problemi, nonostante l´esperienza di «forte unità e utilità sociale», spiega Gianluca Di Girolami, sono raddoppiati. «Fino a oggi i fondi sono arrivati o da noi soci, circa una quindicina, o da privati che credono nel nostro progetto. Tranne seimila euro per l´affitto che ci ha dato due anni fa la Regione - spiega il fondatore del progetto - mentre ora alcuni aiuti ce li sta dando la Provincia. La verità, però, è che la crisi ha investito anche noi. Così siamo stati costretti a lanciare la campagna per l´adozione simbolica di un metro quadrato del campo di calcio del circolo XXV Aprile. E l´altra del "vecchio scarpino", in cui chiediamo a chi ne ha e non li utilizza più di contattarci e di donarceli, perché così possiamo farli utilizzare ai nostri ragazzi».
(Fonte. http://www.roma.repubblica.it/)

Da questo blog mi sento di lanciare una proposta a tutte le società sportive calcistiche, presenti nel Lazio, di qualsiasi serie ( a, b, c e via dicendo), perchè non organizzate delle amichevoli con la formazione dei Liberi Nantes? Potrebbe essere un modo per far conoscere questa realtà in tutta la regione e magari trovare dei fondi economici per la sopravvivenza di questa avventura calcistica. Aggiungo: se qualcuno mi viene a dire che bisogna "prima" aiutare gli italiani, allora spero che questa persona non faccia il tifo per una delle squadre più forti della serie A, dove le formazioni di calcio sono piene zeppe di giocatori stranieri.
di Daniele Coltrinari

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