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"raccontami una storia speciale"

Da Miwako
Qualcuno mi ha regalato un libro.Uno sconosciuto, per l'esattezza.Un cliente, per l'esattezza.Dopo avermi pagato, mi ha restituito il libro dicendo: " Questo è per te".Non so esattamente il motivo. So solo che in una pigra domenica mattina, con la libreria aperta da poco e qualche sparuto temerario a darmi il buongiorno con le pieghe del cuscino ancora stampate in volto e la pelle arrossata dal freddo, il SignorCliente mi ha raccontato la sua vita. Ed io ho ascoltato.Gli anni in istituto dopo essere rimasto orfano, i collegi d'Italia per cui ha peregrinato, i lavori che ha fatto, le donne che ha amato; la prima, cui ha scritto una lettera il San Valentino scorso ricordandole dei tempi andati in cui si scambiavano i bigliettini tra i banchi di scuola, quando ancora i piedi non toccavano terra; l'ultima, morta dieci anni fa; quelle venute dopo, vagabonde e informi come fantasmi, nella sua casa e nella sua vita.In tutto questo, il SignorCliente, avrà 55 anni.Con la coppola abbassata sulla fronte, mi guardava da dietro uno spesso paio di occhiali, con due occhi che, nonostante tutto, ridevano.Anche le sue labbra ridevano.Parlava tanto. In mezzo a tutti quei discorsi, ogni tanto, gli scivolava un accento che tradiva le sue origini pugliesi.Parlava tanto, un fiume in piena. Come se non avesse potuto farlo per anni. Sembrava rivolgersi a sè stesso, più che ad un interlocutore preciso.Parlava tanto. Le lanciava nell'aria, veloci, ritmate, pregne, quelle parole. Ne aveva un bisogno viscerale.E lo sapeva. Mi disse: "Il mio professore mi diceva sempre 'L. , la devi smettere di raccontare la storia della tua vita a chiunque, parli troppo, aggredisci le persone'. E lo so che ha ragione, ma non ci posso fare niente".Poi il marasma della domenica ha iniziato a riversarsi in libreria, la giornata a prendere corpo dal nulla, da un momento all'altro, come succede sempre; così il SignorCliente ha pagato, mi ha regalato il libro e se n'è andato.Non so esattamente il motivo.Forse ascoltare in silenzio un perfetto estraneo che ti consegna la propria vita come si farebbe solo con una persona che, in realtà, non si conosce, mi ha messo nella condizione di sembrargli una persona da ringraziare, in qualche modo.Non lo so.So solo che, davvero, non me l'aspettavo.Grazie, SignorCliente. Non dovevi.
* Il titolo del post è il titolo del libro che ho ricevuto. Ne scriverò appena l'avrò letto. Del libro e, magari, di nuovo, del SignorCliente.

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