Solo ultimamente inizio a capire come realmente vada il (mio) mondo: se qualcosa va alla grande, saprà influenzare anche altro oltre a sé, mentre se va storto, potrebbe ben trascinare nel baratro anche tutto il resto. D'altra parte far conoscere agli altri un lato diverso di te, rispetto a quello che sono generalmente abituati a vedere, non potrà che nella maggior parte dei casi consolidare il vostro rapporto, come una pianta che possa crescere e saper mettere radici anche in un'altra parte del terreno; può addirittura farne nascere di nuovi. Altrimenti, arrivederci e grazie: nulla di grave. Rimani sempre e comunque te stesso, niente sovrapposizioni o sdoppiamenti. Se un collegamento
può stabilirsi in ambito tecnico-scientifico, non vedo perché non possa
avvenire altrettanto nella dimensione umana e socio-individuale. Tutto è
collegato.
Parlavo di radici: forse è l'elemento che a me manca, come alla maggior parte dei giovani d'oggi. Non si hanno più radici, o valori in cui credere: tutto viene demonizzato o mistificato, per poi essere di nuovo mitizzato o eletto a paradigma, e così via, in un circolo vizioso dove il mondo e i media si divertono a strumentalizzare valori diversi in nome della ricchezza, del potere e della politica, a seconda dei singoli casi. Le radici dovrebbero essere il nostro collante da cui partire per stabilire nuovi rapporti, non un concetto sbandierato a mezz'aria dal fanfarone di turno.





