Magazine Gadget

Rainbow Moon – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi

Cover Rainbow Moon

PS Vita - PS3

Genere: ,

Sviluppatore: SideQuest Studios

Produttore: Eastasiasoft

Distributore: Digital Delivery

Lingua: Inglese

Giocatori: 1

Data di uscita: 04/07/2012

Pegi 12

VISITA LA SCHEDA DI Rainbow Moon

Pro-1Il sistema di crescita e gli elementi ruolistici Contro-1Trama e narrazione superficiali

Pro-2Gli scontri propongono un bilanciato livello di sfida Contro-2Non aggiunge niente che lo contraddistingue dai suoi congeneri

Pro-3Longevo

SideQuest Studios ritorna sulla scena digitale dopo un po’ di tempo, ancora una volta esclusivamente sul SEN, con un gioco totalmente diverso dal precedente. Per chi non li conoscesse sono gli sviluppatori della serie di successo Soldner-X, uno sparatutto a scorrimento vecchia scuola. Rainbow Moon, pubblicato da EastAsiasoft, è disponibile dal 4 luglio 2012 su PlayStation 3, al prezzo di 12,99 €, ed il 3 dicembre arriverà anche nella versione PlayStation Vita che abbiamo avuto il piacere di provare in anteprima grazie al supporto del publisher; versione per la quale, a fondo articolo, abbiamo deciso di dedicare un paragrafo apposito ad opera dell’intrepido Giovanni “Plutarco” Calgaro, aggiunto così al corpo della recensione pubblicata in occasione dell’uscita su PS3.

rainbow-moon-evidenza

STARGATE

Rainbow Moon è un JRPG che si fonde con uno strategico a turni per un risultato che lo affianca a serie come quella di Disgaea. Un genere che prima con Final Fantasy Tactics e poi con il brand di Nippon Ichi ha saputo crearsi una buona schiera di fan, pur restando un genere di nicchia specie dalle nostre parti. Protagonista del gioco è Baldren, diretto all’annuale scontro con il suo arci-nemico Namoris, il quale ha stabilito che il duello avvenisse nelle foreste di Ellje, conosciute per la presenza di misteriosi e pericolosi portali. Proprio il bagliore emesso da uno di questi cattura lo sguardo di Baldren che, distratto, cade nella trappola del suo rivale, il quale lo spingerà nel misterioso portale spedendolo in un altro mondo chiamato Rainbow Moon. A quanto pare però, insieme a lui mostruose creature approdano in questo mondo mettendo fine alla pace che regnava. Partiremo da soli in quest’avventura nel corso della quale non dovremo fare altro che trovare un modo per tornare a casa, aiutando le persone a sconfiggere i perfidi mostri invasori.

La storia è un classico del fantasy che non cattura l’attenzione, non tanto per la non-originalità quanto per la progressione superficiale. I dialoghi sono tutti simili, incentrati sul ritrovo di persone oppure oggetti, gli NPC ci diranno chi potrebbe avere informazioni per aiutarci ad andarcene dal pianeta e così per quasi tutta la durata del gioco. Durante la storia avremo modo d’incontrare altri cinque guerrieri che si uniranno alla nostra causa dandoci man forte negli scontri (per un massimo di tre in battaglia). A proposito dei dialoghi, il titolo è interamente in Inglese. Per quelli che non hanno confidenza con la lingua d’Albione questo potrebbe rappresentare un ostacolo, non di rado serviranno alcuni oggetti per andare avanti, la cui posizione è ben specificata all’interno dei dialoghi, tuttavia la maggior parte delle volte la mappa verrà in soccorso indicandoci la meta in cui dirigerci per proseguire. Ci teniamo a precisare che il titolo è assolutamente godibile anche per quelli che l’Inglese un po’ lo masticano, difatti sia le forme che i termini usati sono semplici e di facile comprensione. Detto questo, passiamo al cuore pulsante del gioco.

GIOCA BENE LE TUE MOSSE

Ebbene, il gameplay è davvero standard per il genere d’appartenenza, difatti l’unico demerito che gli si può attribuire è quello di non introdurre qualcosa di diverso, originale o peculiare, che distanzi il gioco dai suoi simili. Rainbow Moon fa dannatamente bene il suo lavoro, per scoprirlo però dovrete superare le prime ore di gioco, quasi cinque, difatti arrivati alla città di Orad le cose si faranno davvero interessanti. Nonostante la natura della produzione possa far pensare ad un titolo di non grande spessore, a conti fatti Rainbow Moon non sfigura affatto al confronto con i suoi simili, offrendo una profondità pari a quella di produzioni vendute a ben altro prezzo. Il campo di battaglia va considerato come una scacchiera all’interno della quale i nostri personaggi hanno un numero limitato di mosse, che si alternano a quelle degli avversari. In alto a sinistra c’è una barra che mostra l’ordine dei turni da tenere sott’occhio per ottimizzare al meglio le nostre strategie, lo spazio in basso a destra è occupato invece dall’icona del personaggio in uso, mostrando i punti vitali, magici ed i bonus e malus del suo stato. In basso a sinistra, il più classico dei menu per selezionare le azioni quali: attacco, difesa, abilità, oggetti o la fuga dalla battaglia. Al termine di ogni scontro finito bene comparirà la schermata della vittoria che assegna i punti esperienza al party, le Rainbow Coin ovvero la moneta del gioco e le Rainbow Pearl. Queste ultime sono i punti spendibili per potenziare gli attributi del nostro alter-ego e vengono accumulate uccidendo i nemici sul campo, per cui ne consegue che il potenziamento del personaggio passa dal suo utilizzo: solo così potremo ricevere punti utili ad innalzare le statistiche dei vari parametri i quali si dividono in forza, difesa, velocità, fortuna, HP e MP.

La crescita del personaggio si differenzia così dai tradizionali giochi di ruolo, l’esperienza acquistata in battaglia fa salire di livello il party che cresce in punti vitali e magici ed ogni tanto riceve gli Skill Point ed i Sub-turn: i primi sono punti abilità necessari per attivare le abilità passive che garantiscono diversi bonus, i secondi sono le mosse aggiuntive che un personaggio ha a disposizione durante il suo turno in battaglia. Ad aggiungere ulteriore profondità al gameplay contribuiscono alcuni elementi gestionali come il cibo da dare ai singoli personaggi per riempire la barra della fame che se vuota fa perdere HP, gli oggetti raccolti in battaglia da gestire vendendoli ai negozianti per ottenere soldi da spendere in armature ed armi che modificano l’aspetto del personaggio, piuttosto che in abilità o in oggetti curativi, oppure da utilizzare nel crafting per potenziare armi e corazze. I punti vitali e magici non si ripristinano da soli, ma con pozioni ed erbe curative, oppure facendo visita al guaritore che in cambio di soldi ci rimetterà in sesto. Insomma, lo spessore del gioco dato dagli sviluppatori teutonici è davvero lodevole, altrettanto si può dire dell’esplorazione degli ambienti con tanti scrigni da trovare e dungeon nascosti nella world map; difficilmente il gioco arriverà ad annoiare, peccato per una varietà ridottissima delle missioni secondarie. Gli scontri nella difficoltà ‘Normale’ sono ben bilanciati, le vittorie facili esistono, ma solo contro nemici che abbiamo superato in termini di livello e statistiche, per il resto molto spesso la superiorità dei nemici (anche se più deboli) potrà metterci in difficoltà se i turni non saranno sfruttati a dovere. In alcune fasi di gioco siamo stati costretti a grindare un po’, pratica che diviene una necessità al livello di difficoltà ‘Hard’, consigliata ai giocatori esperti.

Dal punto di vista grafico è chiaro che non si poteva pretendere molto da una produzione indipendente, ma il lavoro è buono: il mondo visto da una visuale isometrica è molto colorato, pulito e ben dettagliato, alcuni effetti come il vento che muove i rami degli alberi ed i percorsi dei nemici ben visibili sulla mappa contribuiscono a dare una certa dinamicità a schermo. La colonna sonora infine è discreta, con melodie orecchiabili da tradizionale repertorio JRPG, anche se mancano un po’ nel numero ed in quelle che segnano nella mente il ricordo dell’esperienza di gioco.

LA VERSIONE SU PLAYSTATION VITA

Finalmente, dopo poco più di un anno dalla sua prima apparizione, Rainbow Moon approda anche sul brillante schermo della piccola di casa Sony, portando con sé tutto quel carico di pregi – e difetti – già visti nella versione giocata con la sorella “maggiore”. Ovviamente questo gioco di ruolo tattico arriverà nello store digitale completo di tutti gli update e dei bug fix usciti sinora ma, sostanzialmente, la formula rimane invariata, sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista grafico, che questa volta può contare sulla definizione e sulla brillantezza formato cinque pollici dello schermo di Vita adatto, ancora una volta, ad esaltare la vivacità e la tonalità della palette di colori (sempre vividi ed intensi) che contraddistingue questo titolo indie. Certo, la grafica non fa gridare al prodigio tecnico, ma risulta comunque gradevole e simpatica, soprattutto se siete tra coloro più interessati a vedere cosa si nasconde sotto il cofano, che non alla semplice carrozzeria. Effettivamente, di carne al fuoco ce n’è davvero tanta. Infatti, come dicevamo poc’anzi, Rainbow Moon giunge su Vita praticamente invariato rispetto alla versione Playstation 3, con un solido sistema di crescita e di combattimento, un’infinità di skill e personalizzazioni per ogni membro del party, senza dimenticare le circa 40 ore necessarie per finire la main quest a livello normale, che arrivano a 90-100 se non volete lasciarvi indietro nemmeno un granello di sabbia del gigante mondo di gioco.

Ciò che ci lascia stupiti è il fatto che, nonostante il tempo a disposizione, i ragazzi di SideQuest Studios si siano limitati a proporci il semplice “porting” della loro preziosa creatura. Invero ciò non è assolutamente un male, anzi, ci saremmo aspettati però un adeguamento alle funzionalità ed alle reali capacità di un hardware che resta, ancora una volta sotto utilizzato, o meglio, utilizzato solo superficialmente. Tutto ovviamente all’insegna del gameplay tradizionale, affidato totalmente ai tasti fisici. Scordatevi dunque di navigare tra i menu e di muovere i personaggi sul campo di battaglia con un solo dito. L’unica novità di rilievo di cui possiamo dar conto è rappresentata dall’implementazione della funzionalità “cross-save“; davvero una comodità se dovete uscire – magari controvoglia per accompagnare la fidanzata a fare shopping – e non volete lasciare a metà la missione appena intrapresa su Playstation 3. Comunque, anche se non è possibile ravvisare novità o funzioni aggiuntive rispetto a quanto già ampiamente visto, Rainbow Moon è e resta una piccola perla indie che vale davvero la pena possedere per arricchire la vostra softeca su Playstation Vita.

Immagine anteprima YouTube IN CONCLUSIONE
Il nuovo lavoro di SideQuest Studios si dimostra più che buono, segno che i ragazzi del team oltre che essere talentuosi sono anche molto eclettici. Il titolo non ha purtroppo una trama ed una narrazione interessanti, ma punta tutto su un sistema di combattimento tradizionale e ben collaudato con vari elementi da gioco di ruolo ben integrati, che donano un notevole spessore alla produzione. A questo aggiungiamoci un bilanciato livello di sfida per tutta la durata del gioco ed un numero di ore che solo per la quest principale sfiora le 40 ed ecco che Rainbow Moon si presenta come un acquisto obbligato per gli amanti del genere a fronte del costo d’ingresso. Se volete concedervi una lunga vacanza estiva, una delle località consigliate di quest’anno è sicuramente Rainbow Moon. ZVOTO 8.5
Voto dei lettori8.5
Loading ... Loading ...
PICCOLA PERLA INDIE COSA SIGNIFICA PER NOI QUESTO VOTO? SCOPRILO LEGGENDO I NOSTRI CRITERI DI VALUTAZIONE!!!

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :