Sono l'Andre Agassi della radiofonia... Insicuro, galleggio su buoni risultati senza sfondare... Come lui, stessi torpori dell'emotività, stesse insicurezze prima di una gara. Ho letto la bio del tennista recentemente (Open - Einaudi)... Mi rispecchio nel racconto della parte intermedia della sua carriera. Aveva un buon gioco, ma non entusiasmava. Certo faceva parlare un po' di se, ma la classifica lo poneva in una situazione di forte critica da parte dei commentatori.
È la tensione dello sportivo, o l'inaffidabilità del genio, che sbuca fuori solo quando può sguazzare nell'indisciplina e nella totale libertà, a fare la differenza?
In ogni caso, mai darsi per vinti! Andre docet...!