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Recensione a: “Il veleno nell’anima” di Mariana Fujerof

Creato il 21 novembre 2013 da Soleeluna

marianaLa storia è ambientata nei primi anni del novecento. La Signorina Trachta, orfana, attende l’arrivo del fratello Ludwing e la promessa di lui di condurla via da quelle mura che per lei sono una prigione. Ludwig, un fratello di cui lei non ricorda nulla, separati quando era ancora troppo piccola per conservare una vera memoria del loro rapporto. Lei non conosce la storia di famiglia, sa solo che a un certo punto la madre l’aveva presa e condotta lontano, via dal padre e dal fratello per poi abbandonarla, morendo, in quel collegio. Con il fratello spera di cambiare vita, di essere finalmente libera, ma la realtà è ben diversa dalle sue fantasie. La sua prigione non sarà più costituita dalle solide mura del collegio, ma verrà tessuta con pareti ancora più resistenti dal rapporto morboso che Ludwig instaura con lei.

La nuova vita la porta a conoscere Costantino, amico del fratello con il quale aveva frequentato gli stessi corsi di studio prima di partire per la guerra. Costantino, a differenza di Ludwig, è un ragazzo fragile, bisognoso di cure poiché conscio di aver contratto una terribile malattia al fronte inalando gas tossici. Mano a mano che la storia si evolve troviamo la nostra protagonista sempre più distante dai rapporti che si era costruita fino a quel momento, prima si allontana dall’amica di sempre; Evelina, poi anche il legame con Costantino inizia a vacillare e questo solo perché nella sua anima rimbomba un nome: Ludwig.

Il fascino che il fratello esercita su di lei è irresistibile, se ne sente attratta come fosse un magnete e il sentimento sembra essere ricambiato. Ciò che lei non sa però, che nemmeno sospetta, è che il loro legame nasconde pericolosi segreti, torbidi sentimenti che avvelenano l’anima fino a renderla sterile e depravata.

Mariana intesse la sua storia con un intreccio vorticoso che cattura l’attenzione del lettore pagina dopo pagina anche quando ciò che si legge tocca profondamente la nostra sensibilità Affronta un tema pericoloso e lo fa con parole dure, senza mezzi termini, non risparmia al lettore immagini che appaiono perfino pericolose.

Impossibile non provare affetto per il delicato Costantino, pena per venale Clotilde, (che poi tanto venale non sarà!) o attrazione per il fascino misterioso di Ludwig.

Ogni personaggio descritto deve affrontare un suo inferno personale, questo permette all’autrice di disporre di loro donandogli una personalità unica che li contraddistingue per tutto il romanzo. Ѐ una storia dura, cupa, dove il riscatto sembra non poter arriva mai, ma è anche una storia che saprà sorprendere il lettore per la delicatezza di alcuni suoi passaggi.

Se amate i romanzi che vi faranno discutere, arrabbiare, forse scandalizzare, allora questo libro è proprio stato scritto per voi!

 


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