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Recensione a “Le scuderie di Re Salomone”, il romanzo breve di Roberto De Giorgi

Creato il 02 febbraio 2014 da Soleeluna

le scuderieOggi vi presentiamo il romanzo “breve” di Roberto De Giorgi: “Le scuderie di Re Salomone”, pubblicato da Spazio Agorà.
Protagonisti della vicenda due giovani studiosi, un archeologo e un fotografo, che si trovano nel 1925 in Terra Santa, sulle orme degli scavi internazionali delle scuderie di Re Salomone.

Agli inizi del ventesimo secolo, degli studiosi americani ripercorsero, attraverso gli scavi, le vicende dei crociati che s’imposessarono delle sale della residenza del leggendario patriarca del primo testamento. Chi era questo Re Salomone?

Si dice, a tal riguardo, che possedesse quattromila scuderie e dodicimila cavalli, miniere di ferro e rame da cui avrebbe tratto tonnellate di minerali, viaggi verso il fantastico regno di Ophir dai quali le sue navi tornavano cariche di oro, argento e pietre preziose. Il suo prestigio lo rese favoloso, per cui i re di tutto il mondo si sarebbero scomodati per venire a tributargli omaggio.

“Le scuderie di re Salomone” è un’avventura che lega i protagonisti alle prese con un “viaggio” che non sarà solo materiale, ma anche spirituale con le vicende che si evolvono fra passato e presente con repentini cambi di punti di vista che però non spiazzano il lettore, ma lo accompagnano attraverso la storia che l’autore stesso vuole narrarci. Un’avventura che lascia spazio alla fantasia, con una narrazione fluida e scorrevole. Un’avventura concepita come un tuffo nel passato, un viaggio nella storia per, forse, recuperare la fede.

I personaggi vengono descritti bene nella loro introspezione. Essi attraversano un cammino dal reale a sovrannaturale, dal materialismo alla spiritualità e il lettore lo farà con essi.

Affascinanti le ambientazioni che fanno da contorno agli scavi archeologici, suggestive le vicende che portano un piccolo eco di magia insieme a loro. 
Si parla di spiritualità, ma nella dottrina. L’autore non vuole insegnare, vuole solo mostrarci quello che un tempo, a detta dello stesso, era il percorso che lui stesso aveva scelto di intraprendere.

Lo stile dell’autore è semplice, diretto, non vengono utilizzati termini arcaici, luoghi comuni, o giri di parole – perifrasi. Ben impostati i dialoghi rispetto alla narrazione.

Un romanzo breve (non arriva alle 100 pagine) che quasi pare un racconto lungo,  un  libro adatto ad adulti e ragazzi, a chi cerca una lettura non impegnativa, ma interessante.

Recensione a cura di Dylan Berro e Laura Bellini


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