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Recensione: Damned di Claudia Palumbo

Creato il 09 febbraio 2012 da Girasonia76
Recensione: Damned di Claudia Palumbo
Trama:
Le canzoni non ti tradiscono ha detto Ligabue.Ma le persone, a volte, sì. Cathy, occhi blu e una ciocca viola tra i capelli nerissimi, lo ha scoperto quando Mirko, il suo primo amore, l'ha irrimediabilmente ferita. È per questo che ha messo in valigia la sua chitarra e i suoi diciott'anni, e ha lasciato la sua Napoli per raggiungere la madre in Germania e cercare di rimettere insieme i pezzi del suo cuore. Ma non sa che a Madenburg, cupa cittadina tedesca, la sta aspettando il destino. Durante un concerto a scuola su di lei si posano gli occhi indagatori di Tristan e Konstantin Von Schaden, voce e basso della band del momento, i Damned. Due gemelli che si assomigliano per un solo particolare: la straordinaria bellezza. E il potere quasi ipnotico che i loro sguardi, e la loro musica, esercitano su Cathy. Tristan e Konstantin entrano nella sua vita, sconvolgendone ogni certezza: perché i due fratelli custodiscono un segreto celato al mondo da secoli, e la loro è una storia maledetta, e maledettamente affascinante. Quando Cathy, attratta da entrambi, capirà di amare davvero uno solo, scoprirà anche che non sempre l'amore basta. A volte s'intromette il destino, e quello di Cathy è di lottare contro il Male. E contro le creature dell'ombra come i fratelli Von Schaden.Una scelta che solo il cuore può compiere, un duplice amore che sfida il tempo, una lotta epica e mortale tra il Bene e il Male: Damned è un romanzo che emoziona e cattura, una grande storia destinata a conquistare ogni lettore.
Recensione: Damned di Claudia PalumboL'autrice:Claudia Palumbo è nata a Pompei nel 1991. Ha una grande passione per la letteratura gotica, e ha scritto Damned, il suo primo romanzo, quando ancora faceva il liceo. Ora studia giurisprudenza a Napoli, e tra un esame e l'altro continua a dedicarsi ai libri, quelli da leggere e quelli ancora da scrivere.

Recensione:
Comincio con l'elencare i punti che mi hanno convinta a leggere questo romanzo: - si tratta di un fantasy young-adult, e come molti di voi ormai sapranno, il genere mi piace anche se ormai sta un po' scadendo. E' per questo che cerco di leggerne sempre più: spero di trovare quel romanzo che farà la differenza;- la scrittrice è italiana: noi lettori ci lamentiamo fin troppo spesso dell'indifferenza da parte delle grandi case editrici verso i prodotti di esordienti italiani. Soprattutto nel campo del fantasy. Sapere che una scrittrice italiana ce l'ha fatta comporta una sorta di dovere di lettura. Sosteniamo i nostri scrittori!- la scrittrice è giovanissima: praticamente un'adolescente. Se questo aspetto da un lato mi poteva turbare - a causa dei miei pregiudizi verso la scrittura in tenera età - dall'altra mi incuriosiva e mi faceva ben sperare. La De Spirito ha scritto dei bei romanzi, nonostante anche lei sia giovanissima, perciò l'età non è un fattore necessariamente discriminante, anzi!- last but not least, la scrittrice è campana, di Torre Del Greco, praticamente una mia conterranea. Ero proprio curiosa di vivere un fantasy dal sapore mediterraneo, o ancor di più, napoletano.
Ho iniziato quindi la lettura grazie a queste motivazioni. Ottimista e fiduciosa. Purtroppo sono bastate pochissime pagine per distruggere tutto il mio ottimismo e le mie speranze. L'autrice ha spesso detto che la Meyer è la sua musa ispiratrice (...) ma speravo se ne distaccasse totalmente. Non basta aggiungere qualche personaggio o voce narrante in più per non essere annoverati nei romanzi fotocopia di Twilight. Riassumere la trama mi sembra abbastanza superfluo. Ma visto che il romanzo merita lo stesso trattamento riservato a qualunque altro, eccola qua.La protagonista lascia il padre e la sua Napoli per trasferirsi in Germania, dove la mamma si è risposata e ha avuto un altro figlio. Motivo della decisione? Il suo ragazzo l'ha tradita con la migliore amica. Motivazione sufficiente per farsi una vita in un altro stato, no? Qui si deve ambientare nella nuova scuola, incontrerà un tipo abbastanza misterioso ma per non spoilerare vi dirò solo che no, non è lui il ragazzo che le farà battere il cuore. In realtà i ragazzi saranno due, gemelli per la precisione: scelta conveniente per non dover introdurre il terzo incomodo a metà storia ma fin dal principio.Cathy scoprirà la vera natura dei gemelli, della migliore amica e la propria senza batter ciglio.Ormai ogni adolescente che si rispetti sa che il ragazzo che le farà battere il cuore ha una natura demoniaca-vampirica-angelica-lupesca e lo accetta come se fosse la cosa più naturale del mondo. Ci sarà pertanto la scoperta, la presa di coscienza del proprio ruolo in quel determinato mondo, la paura della lotta contro il male (orsi, vampiri superiori...), lo scontro finale, e, grande innovazione rispetto ai romanzi fotocopia, la fine autoconclusiva
Cosa ho provato leggendo questo romanzo?Confusione. La scelta di avere ben tre voci narranti che si alternano quasi ad ogni pagina è una scelta sbagliatissima. Il lettore si confonde: il cambiamento di punto di vista ad ogni minuto rende la lettura artificiosa e pesante. Non se ne sentiva la necessità, tenendo conto che i vari punti di vista non sono marcatamente differenti. Che sia Cathy, Tristan o Konstantin a raccontare, non cambia nulla. I personaggi sono così stereotipati e poco approfonditi da risultare interscambiabili. Noia. La storia non ha nulla di originale. Ogni lettore sa cosa aspettarsi, sa cosa accadrà e sa come andrà a finire. Si legge senza sorprese, senza interesse. Più volte ho avvertito il desiderio di abbandonarlo, ma non l'ho fatto in virtù delle motivazioni iniziali.Esasperazione. Troppe lacrime! Possibile che i tre protagonisti debbano piangere una pagina sì e l'altra pure? Possibile che per ogni cosa che accada, le lacrime sono pronte a venir fuori? E' un romanzo o una telenovela?? Lacrime a non finire, che purtroppo non coinvolgono emotivamente il lettore. Sono superflue e fastidiose. Le lacrime sono efficaci se usate in un momento particolare, ma quando se ne abusa perdono tutta la loro forza. Sollievo. Si giunge finalmente all'ultima pagina. Il finale non ci sconvolge, non ci fa nessun effetto. L'immedesimazione con la protagonista non è mai scattata, il finale - che sia triste o meno - non ci riguarda. Però ci sentiamo sollevati per essere riusciti ad arrivare alla fine. 
Non c'è uno stile personale, non c'è approfondimento dei personaggi, la narrazione è piatta e banale. La Palumbo avrebbe potuto approfittare delle radici partenopee per creare qualcosa di unico e originale: ha preferito allinearsi ai prodotti americani e produrre qualcosa di, come spesso ho affermato per altri romanzi, già visto già scritto già letto. Peccato. Un Twilight napoletano avrebbe avuto molto più successo e clamore. 
Titolo: DamnedAutore: Claudia PalumboEditore: Sperling & KupferPagine: 416Isbn: 978882005167Prezzo: €15,90
Valutazione: 1 stellinaData di pubblicazione: 17 Gennaio

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