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"Diversi" è la storia di un incontro, ma anche di un mondo alternativo, di una realtà minore che di solito ci lascia indifferenti e a volte persino infastiditi.
Il protagonista, Gherard Miller, è un ex-atleta di sci alpino che un brutto incidente ha ridotto a cercare una vita, un lavoro e una passione nuovi. Un "diverso" consapevole, che ha scelto due volte, vissuto due volte, cadendo, rialzandosi, arricchendosi.
Intorno a lui ruotano una serie di personaggi che rappresentano il mondo che gli cammina parallelo, in cui lui ha cercato e trovato una nuova via.
Dieci anni dopo il suo cambio di programma, incontra una ballerina classica di rara bellezza e bravura, Eveline Carter, e sarà subito passione. Ben presto però scoprirà anche lei di essere una "diversa" e faticherà non poco a trovare la sua "strada alternativa", nonostante l'intelligenza e le capacità innegabili dentro di sé.
Ho voluto raccontare una storia differente, perché le favole e i romanzi hanno sempre protagonisti bellissimi e perfetti, ma la vita non è sempre così e anche i meno fortunati hanno molto da dire. Anzi, spesso molto di più.
E' nata così la storia di due personaggi imperfetti, una storia d'amore che è anche storia di vita. Per pensare e non smettere mai di guardarci intorno.
Perché la vita è un miracolo e un dono, e non qualcosa che ci spetti per diritto.
Recensione:
Praticamente l'ho divorato e non posso assolutamente esimermi dal commentarlo.
È un libro che mi ha dato tutto: ironia, amore, paura, rabbia, depressione, altruismo, sesso…
Ho riso, ho pianto, ho avuto paura… un libro che mi ha travolta di emozioni.
Mi sono sempre inibita davanti a chi era un portatore di handicap ma non perché non lo reputassi alla mia altezza… ci mancherebbe altro… solamente perché non so gestire la situazione.
Tendenzialmente sono una persona che si fissa ad osservare le persone e questo non è per nulla bello quando lo fai in presenza di chi ha una deficienza fisica. Il primo pensiero è la pietà e credo che nessuno di loro la voglia perché nella loro diversità sono normali come e più di noi.
“Diversi” è un libro scritto in maniera semplice e delicata, bellissimo e assolutamente da leggere: per ridere (perché Gherard è una sagoma); per amare (e non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto nel profondo del cuore umano); per piangere (perché ci sono dei dialoghi, dei momenti, delle situazioni così ricche che toccano il tuo io più profondo) …
La diversità degli altri inibisce i cosiddetti "normali". E si tende ad escludere, o meglio, a non considerare che anche chi ha subito un danno dalla vita, resta comunque un "normale".
In questo libro è descritto il travaglio di chi, colpito dalle cattiverie della vita, ha comunque la forza di reagire, combattere e rinascere. E la prima battaglia è contro se stessi: se vinci quella non esiste vita di serie B.
Non serve sottolineare quanto questo scritto sia grammaticalmente corretto (nutro una vera e propria mania per l'italiano, questo sconosciuto visto quello che si legge in giro) o quanto i personaggi siano veritieri. Trovo, invece, più costruttivo far capire al lettore fin dove l’autrice è riuscita ad arrivare dentro la mia anima con parole semplici, dirette, divertenti a volte o anche dure e crude. Mi ha fatta pensare a qualcosa che non consideriamo perché troppo presi dalla nostra "normalità" data sempre per scontata. Eppure basterebbe così poco... basterebbe aprire il cuore e chiudere la mente per non vedere nell'altro che solo una persona esattamente come te. Di qualsiasi colore sia, a qualsiasi religione appartenga...
È quindi un libro da leggere senza ombra di dubbio anche solo per scoprire che, seppur autopubblicato e senza editore alle spalle, l'autrice è piena di quel talento espressivo che serve per emozionare, divertire e tenere incollato al libro dalla prima all'ultima parola. Perché Gherard ed Eveline hanno forza, ironia, coraggio, amore per aiutarti ad uscire da quella paura di avvicinarti al diverso insegnandoti che solo le barriere della mente ti separano dall'altro, a qualsiasi popolo, razza, religione appartenga.
Leggetelo perché emoziona, riempie il cuore con l'amore e lo spirito con l'ironia meravigliosa di Gherard.
Il momento più bello? Per me è stato quando Ashra chiama Ghe “papà” per la prima volta!!! Stupendamente stupendo!!
Paola B.
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